di Mario Sechi e Roberto Seghetti
Un occhio all’economia reale, una mano pronta ad aprire il portafoglio e la mente concentrata a mettere in carreggiata il sistema finanziario: Fondo monetario internazionale e G8 si giocano in questi giorni il destino del mondo. Sanno bene che il tempo è scaduto e non possono più permettersi di partorire un topolino diplomatico-burocratico. La crisi è andata troppo avanti coinvolgendo tutti i paesi, anche quelli come l’Italia che hanno un sistema bancario meno sofisticato ma considerato più solido.
Sarebbe un errore ripetere quanto è accaduto in Europa. Il governo Berlusconi aveva cercato di giocare la carta del fondo unico europeo insieme con la Francia di Nicolas Sarkozy. L’unità di intenti avrebbe dato una iniezione di fiducia. Ma l’opposizione tedesca del cancelliere Angela Merkel ha impedito una soluzione comune, indebolendo così la risposta alla crisi e obbligando tutti a prendere decisioni a livello nazionale. Nel momento della verità la Germania ha mostrato ancora una volta una profonda diffidenza nei partner europei.
È in questo contesto che il governo italiano si è mosso dando la garanzia di ultima istanza ai conti correnti (che in Italia avevano già la copertura più ampia del Continente, grazie al Fondo interbancario dei depositi costituito dagli istituti di credito) e creando una cintura di sicurezza: un fondo a beneficio delle istituzioni finanziarie. Lo Stato per ora è e vuol restare solo un sostegno. A lungo termine poi si vedrà e molto dipenderà dalla capacità delle stesse banche di onorare l’aiuto.
Sono mosse ponderate e di dimensioni più contenute rispetto alle manovre monstre messe in campo dalla stessa Merkel, da Sarkozy e dal primo ministro britannico Gordon Brown, costretto in un colpo solo a sbattere sul tavolo 50 miliardi di sterline; altri 200 li ha messi a disposizione, da utilizzare secondo le necessità, e ha già avviato un programma di nazionalizzazioni del credito, novità storica. Numeri e cifre testimoniano la dimensione della crisi e anche la differenza della situazione italiana, fino a oggi, rispetto agli altri paesi del G8.
Interventi, separati e di dimensione variabile, impensabili fino a qualche mese fa. Anche in Europa l’imperativo è salvare le banche a qualsiasi costo pur di evitare un effetto sul sistema complessivo dell’economia. Ma intanto si è cominciato già a prendere atto che il secondo semestre 2008 e probabilmente l’intero 2009 saranno segnati negli Usa e in Europa dalla parola recessione. Inevitabile secondo il Fondo monetario internazionale.
Per questo, accanto alla cintura di sicurezza che in tutti i paesi è stata allacciata attorno alle banche, si è cominciato a pensare a una bretella per garantire che le imprese grandi e piccole possano continuare ad avere il credito e che le stesse famiglie non si trovino in condizioni di maggiore sofferenza. Obbligatori dunque (sebbene in ritardo) il taglio dei tassi di interesse coordinato da tutte le banche centrali, mercoledì 8 ottobre, e la continua iniezione di liquidità nel sistema finanziario.
Basterà? Nessuno può esserne sicuro. Per questo motivo tutti i governi, compreso quello italiano, hanno cominciato a riflettere su misure di sostegno per imprese e famiglie. Ciò che occorre evitare infatti è l’avvitamento dell’economia reale e lo stritolamento da “credit crunch”. Su questo obiettivo c’è un sostegno bipartisan, anche in Italia. Si potrà discutere il come, ma il se non esiste.
Nel nostro Paese la via della garanzia al sistema del credito e del sostegno all’economia deve tener conto, però, di un problema di dimensioni diverse rispetto ad altre nazioni. Come ha sintetizzato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, “l’Italia ha il terzo debito pubblico del mondo e non ha la terza economia del mondo”. Il costo del debito pubblico e delle pensioni rappresenta il 20 per cento del prodotto interno lordo. Anche con una pressione fiscale che è già elevata non ci sono molte risorse da impegnare per scopi diversi dalla normale amministrazione dello Stato. Ci vuole realismo.
Ogni euro da usare nel vortice della difesa della finanza viene da risparmi difficili. Inutile pensare all’uso delle riserve auree di Bankitalia. Era difficile farlo prima, impossibile farlo ora. In questo momento sono munizioni preziose contro la speculazione per il governatore Mario Draghi,ma anche per Jean-Claude Trichet, presidente della Bce.
La cooperazione tra governo e Banca d’Italia è fondamentale. In Parlamento, nonostante le contrapposizioni, di fronte all’emergenza l’opposizione si è dichiarata disponibile al confronto. Il premier Silvio Berlusconi ha più volte ripetuto che bisogna evitare il panico. Un clima bipartisan, almeno su questo tema, sarebbe un’iniezione di fiducia. Esattamente ciò che ancora manca sui mercati.
A maggior ragione, il superamento delle divisioni tra i grandi paesi industrializzati su nuove regole, un’altra Bretton Woods, e su come ricostruire un ambiente economico sano, si trasformerebbe in uno scudo a questo punto ben più efficace dei miliardi bruciati nella ricerca di un argine alla crisi.
- Venerdì 10 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 10 Ottobre 2008 alle 20:26 ether.zooth ha scritto:
INNAZITUTTO, SI TRATTA DEL G7 e non del G8………..
Una buona lettura per la REDAZIONE, è questo link:
http://www.marketwatch.com/new.....TNMostRead
Il discorso sull’Economia di Bush di oggi.
Leggete 1 150 ed oltre commenti……….., datevi una idea di cosa si tratta veramente.
Il marketwatch, fa parte del gruppo WSJ ( Wall Street Journal ), insomma, un bel gruppo no?
Dopo aver letto TUTTI i COMMENTI, traete una V/s deduzione.
Signori, BASTA CON LE CHIACCHIERE, che la gente che Vi legge non è SCEMA.
Saluti.
Il 11 Ottobre 2008 alle 10:41 Si chiama recessione. Ed è la vera paura delle borse » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Cintura di sicurezza per i risparmi e Crisi dei mercati, le imprese senza credito [...]
Il 11 Ottobre 2008 alle 11:06 SuccedeOggi » Blog Archive » Si chiama recessione. Ed è la vera paura delle borse ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Cintura di sicurezza per i risparmi e Crisi dei mercati, le imprese senza credito [...]
Il 11 Ottobre 2008 alle 22:27 ether.zooth ha scritto:
Ecco cosa è la vera storia del famoso garantismo sui risparmi:
http://forum.panorama.it/viewt.....88#p167288
Spero di V/s gradimento.
Il 13 Ottobre 2008 alle 10:55 mario.sechi ha scritto:
ether.zoot: il pezzo è stato scritto nella giornata di mercoledì (prima del consiglio dei ministri straordinario, di cui abbiamo anticipato i contenuti) e in quel momento i leader dei Paesi industrializzati ipotizzavano una riunione del G8. Non le sarò sfuggito, inoltre, che si studiava addirittura un vertice del G20. Market Watch lo conosciamo benissimo e, visto quel che è accaduto negli Stati Uniti con il financial meltdown, è molto lontano dall’essere la Bibbia.
Cordiali saluti.
Mario Sechi
Il 13 Ottobre 2008 alle 11:01 Cintura di sicurezza sui mercati : mariosechi.net ha scritto:
[...] © Panorama [...]
Il 13 Ottobre 2008 alle 20:11 Governo-Bankitalia: garanzie alle banche. Tremonti: metteremo quanto sarà necessario » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Lo Stato potrà commissariare una banca in crisi nel caso in cui ci sia il rischio che una particoalre situazione possa “minare la stabilità complessiva del sistema”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, illustrando il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri - dopo quello dell’8 ottobre 2008 - per fare fronte alla crisi finanziaria. “L’intervento pubblico” ha spiegato Tremonti “può spingersi fino al commissariamento della banca nel caso in cui” quella situazione “possa minare la stabilità complessiva del sistema”. [...]
Il 14 Ottobre 2008 alle 2:29 SuccedeOggi » Blog Archive » Governo-Bankitalia: garanzie alle banche. Tremonti: metteremo quanto sarà necessario ha scritto:
[...] Lo Stato potrà commissariare una banca in crisi nel caso in cui ci sia il rischio che una particoalre situazione possa “minare la stabilità complessiva del sistema”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, illustrando il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri - dopo quello dell’8 ottobre 2008 - per fare fronte alla crisi finanziaria. “L’intervento pubblico” ha spiegato Tremonti “può spingersi fino al commissariamento della banca nel caso in cui” quella situazione “possa minare la stabilità complessiva del sistema”. [...]
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