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	<title>Economia &#187; Calma, le pensioni sono al sicuro</title>
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	<description>Canale Economia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:44:11 +0000</pubDate>
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		<title>Calma, le pensioni sono al sicuro</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 13:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele.martini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Entrate in crescita, calo dell’evasione contributiva, più efficienza: il nuovo presidente Mastrapasqua delinea un quadro roseo dell’istituto previdenziale. E l’aumento dell’età pensionabile? Meglio rimandare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/pensioni/1791_corteo_sindacale.html" title="Corteo sindacale"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/03/28/482eadcbd7504_zoom.jpg" alt="Corteo sindacale" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>&#8220;Adelante con juicio&#8221;: l&#8217;esortazione che dai <em>Promessi sposi</em> in poi simboleggia la volontà di darsi una mossa, ma con accortezza, per non rompere le uova nel paniere, potrebbe essere anche il motto del nuovo presidente dell&#8217;<a href="http://www.inps.it/home/default.asp" target="_blank">Inps, Antonio Mastrapasqua</a>, un manager che in questa prima intervista fa di tutto per apparire decisionista, in omaggio ai tempi, ma all&#8217;insegna della moderazione e della prudenza in quanto &#8220;lettiano&#8221; nell&#8217;anima.<br />
&#8220;Lettiano&#8221; nel senso di politicamente, umanamente e culturalmente contiguo, per sua esplicita rivendicazione, a Gianni Letta, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio portato in palmo di mano da Silvio Berlusconi, ma apprezzato anche dall&#8217;opposizione e definito, invece, con una punta di sarcasmo, l&#8217;&#8221;eminenza azzurrina&#8221; o il &#8220;gran ciambellano&#8221; da chi non lo ha molto in simpatia. Inutile dire che proprio Letta più di altri ha voluto Mastrapasqua su quella poltrona, forse anche per questo. Quando la nomina è arrivata al vaglio del Parlamento, hanno votato a favore pure le opposizioni, sia alla Camera sia al Senato.<br />
Quarantanove anni da alcuni giorni, già consigliere dell&#8217;istituto pubblico di previdenza per poco meno di 5, il tempo sufficiente per conoscere fin nel dettaglio fatti e misfatti dell&#8217;ente, Mastrapasqua non è il classico commis d&#8217;état. Le sue esperienze manageriali sono soprattutto nel settore privato, con una propensione per i risanamenti d&#8217;azienda, come l&#8217;Ospedale israelitico di Roma, arrivato una decina d&#8217;anni fa sull&#8217;orlo della chiusura e riportato da Mastrapasqua a nuova vita.<br />
L&#8217;Inps affidato al nuovo presidente è un gigante pubblico che ha poco a che spartire, per la verità, con le aziende decotte di cui il manager si è occupato in passato. Anzi, i suoi conti sono in netto miglioramento. Con 19 milioni di assicurati e 16 di pensionati, un bilancio gigantesco, secondo per entità solo a quello dello Stato, una struttura informatica di primo livello, l&#8217;Inps è il più grande ente previdenziale d&#8217;Europa. Un colosso che, però, soffre di una malattia subdola e nascosta: quella della scarsa credibilità. Provate a chiedere a un giovane o a un meno giovane se si sente sicuro per la pensione con i soldi in mano all&#8217;Inps e non saprà rispondere o si dimostrerà più che scettico. Il compito che Mastrapasqua si sta dando, quindi, non è quello del risanatore con la spada sguainata, ma del gradualista miglioratore che procede, appunto, &#8220;con juicio&#8221;.<br />
Di fronte alla domanda delle domande, e cioè se il presidente dell&#8217;Inps, massima autorità in materia previdenziale, pur considerando che le riforme spettano al Parlamento, ritenga necessario rimettere le mani sul sistema delle pensioni, il decisionista-prudente dà il meglio di sé, elaborando una risposta della durata di circa un quarto d&#8217;ora, calibratissima e argomentata.<br />
Riassumibile così: &#8220;Bisogna pensarci, perché non farlo sarebbe da irresponsabili nei confronti dei nostri figli e nipoti. Ma bisogna anche stare molto attenti. La gente non può essere stressata e disorientata con decisioni e messaggi contrapposti e a getto continuo tipo scalone, scalini, scalinetti, età da alzare e abbassare, previdenza complementare o no. La riflessione deve essere seria, non emotiva, perché in queste faccende non sono ammessi passi falsi e superficialità&#8221;.<br />
<strong>Vuol dire che è meglio lasciare tutto così com&#8217;è?</strong><br />
In questo momento nel Paese serpeggia una sensazione di precarietà e il welfare è una materia delicatissima. Forse comincerei nel peggiore dei modi il mio lavoro di presidente se contribuissi ad aprire un dibattito a freddo, sopra le righe o fine a se stesso.<br />
<strong>Non le sembra di eludere la domanda?</strong><br />
Al contrario, è un modo responsabile di affrontare l&#8217;argomento. Potrei sparare una risposta azzardata, forse le regalerei un titolo forte, ma non sarebbe serio.<br />
<strong>Nel libro verde il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha ipotizzato un intervento sull&#8217;età pensionabile. </strong><br />
Sì, ma lo stesso ministro ha poi precisato che questa è una materia su cui non è opportuno intervenire una volta all&#8217;anno e di conseguenza ha annunciato l&#8217;istituzione di un osservatorio.<br />
<strong>Se lei in questo momento fosse a una riunione di quell&#8217;osservatorio, che posizione prenderebbe?</strong><br />
Non ho una ricetta in tasca, mi interessa di più far capire ai giovani e a tutti gli italiani che l&#8217;Inps è una realtà solida, non fallisce e lavorerà bene per custodire al meglio i soldi ricevuti dai lavoratori e dalle aziende.<br />
<strong>Dicono che lei si sia presentato a dirigenti e sindacalisti con il piglio del decisionista.</strong><br />
Conosco bene l&#8217;istituto, sono stato consigliere per 4 anni, mi trovo nelle condizioni ideali per intervenire subito sull&#8217;organizzazione e la risposta mi sembra lusinghiera.<br />
<strong>C&#8217;è bisogno di un intervento repentino?</strong><br />
In 4 anni ci sono state tre consultazioni elettorali e si sono avvicendati tre ministri. Negli ultimi 36 mesi l&#8217;istituto è stato scosso dal tormentone Superinps sì o no. E poi le voci: viene Enrico Bondi, no inviano Matteo Arpe, si fa la holding, ci massacrano con i tagli… Un marasma. Ho voluto dare l&#8217;impressione che si cambiava registro e ho la sensazione che la maggioranza di dirigenti e dipendenti non aspettasse altro.<br />
<strong>Come vanno i conti? </strong><br />
Bene. A fine agosto abbiamo già riscosso 89,2 miliardi di euro, quasi 5  più di quanto avevamo previsto, mentre il totale dei pagamenti è stato sostanzialmente in linea con quanto preventivato: 127,6 miliardi rispetto ai quasi 127 della previsione. Questi risultati consentono allo Stato una riduzione dei trasferimenti di 4,2 miliardi di euro che a fine anno, in base all&#8217;andamento tendenziale, potrebbero diventare 6 o anche 7.<br />
<strong>A che cosa si devono questi miglioramenti? </strong><br />
A un mix di fattori. C&#8217;è stato soprattutto un recupero di evasione contributiva e hanno influito anche norme e direttive approvate dal governo precedente e dall&#8217;attuale.<br />
<strong>Parliamo del recupero di evasione.</strong><br />
È stato possibile grazie soprattutto al buon lavoro degli uffici che hanno incrementato sia la parte della riscossione sia quella del recupero dei crediti. In particolare è stato importante il lavoro svolto dalla società Equitalia.<br />
<strong>Mentre per quanto riguarda la normativa che cosa è successo?</strong><br />
Il precedente ministro dell&#8217;Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, decise un aumento delle aliquote contributive che ha favorito i conti. Nel frattempo sono aumentate moltissimo le ispezioni in base a una direttiva del ministro Sacconi. Grazie a essa gli ispettori possono concentrarsi sugli aspetti sostanziali, tipo la lotta al lavoro nero, rispetto a quelli formali, come la virgola fuori posto.<br />
Il governo precedente aveva previsto un risparmio di 3 miliardi e mezzo in 10 anni con le sinergie fra i vari enti previdenziali per finanziare in parte l&#8217;eliminazione dello scalone. A che punto siamo?<br />
La preparazione di un piano comune di risparmi per 350 milioni all&#8217;anno attraverso una collaborazione tra gli enti è uno dei miei primi compiti.<br />
<strong>Nel concreto come si possono ottenere questi risparmi?</strong><br />
Già da alcuni anni, per esempio, Inps e Inail hanno un call center in comune, che ovviamente costa meno che averne due; ritengo sia possibile allargare questa esperienza agli altri enti previdenziali. Sinergie sono possibili con una centrale acquisti comune e una migliore gestione del patrimonio immobiliare e delle apparecchiature informatiche.<br />
<strong>E se questi progetti non dovessero dare i risultati sperati? </strong><br />
Mi auguro non succeda, ma a quel punto dal 1° gennaio 2011 scatterebbe un aumento delle aliquote contributive dello 0,09 per cento. A questo proposito vorrei fare una riflessione. Sono tenuto al rispetto della legge, ma mi faccio due domande. Perché a carico degli enti previdenziali i risparmi per l&#8217;eliminazione dello scalone? E perché, se anch&#8217;io devo partecipare, non posso scegliere le modalità che ritengo più opportune?<br />
<strong>E che risposta si dà?</strong><br />
Avanzo un&#8217;ipotesi: se devo recuperare quattrini, invece di tagli e restrizioni forse è più opportuno che punti sull&#8217;efficienza attraverso l&#8217;aumento delle riscossioni. Il risultato per le finanze statali sarebbe identico, ma per l&#8217;istituto l&#8217;approccio cambierebbe in meglio.<br />
<strong>L&#8217;Inps ha 900 organismi a livello nazionale e locale con 6 mila poltrone. Sembrano troppe? Va riformata la governance dell&#8217;istituto?</strong><br />
L&#8217;esistenza dei comitati locali è prevista dalla legge; noi ci limitiamo a pagare. Per quanto riguarda la governance, l&#8217;organizzazione attuale sta dando ottimi risultati di bilancio. Questa non è una società per azioni, va trovato il giusto equilibrio tra le esigenze manageriali e quelle di sorveglianza affidate alle parti sociali attraverso i Civ, consigli di indirizzo e vigilanza.</p>
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