Bankitalia: sale la spesa per le famiglie e l’economia ristagna

Niente spesa

Continua la contrazione dei consumi e sale il debito delle famiglie. È quanto emerge dal Bollettino economico della Banca d’Italia. Nell’intero primo semestre i consumi sono diminuiti dello 0,3 per cento, sia rispetto al semestre precedente, sia a quello corrispondente del 2007: la debolezza dei consumi “ha riflesso la modesta crescita del reddito disponibile reale delle famiglie” Su questo trend, ha inciso non poco il calo della fiducia. Dall’inizio del 2008, “le crescenti preoccupazioni sulla situazione economica” hanno reso “più prudenti le decisioni di spesa delle famiglie” e hanno fatto “crescere il tasso di risparmio”.
Se i consumi ristagnano, non va meglio per quanto riguarda l’indebitamento. Nel secondo trimestre il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile si è contratto di 0,5 punti percentuali, al 48,9 per cento, livello uguale a quello di un anno prima. Allo stesso tempo gli oneri sostenuti dalle famiglie per il servizio del debito , ossia il pagamento degli interessi e restituzione del capitale, “sono ancora aumentati”: nei dodici mesi terminanti a giugno essi hanno raggiunto l’8,2 per cento del reddito disponibile . L’aumento è dovuto per oltre la metà ai maggiori rimborsi di capitale, per il resto ai tassi più alti.
Complice il calo della domanda, dal bollettino di Palazzo Koch, emerge che il rallentamento della dinamica dei prezzi, iniziata a settembre, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi per portarsi a un livello poco sopra il 2% nella seconda metà del 2009. Una flessione dei prezzi che, secondo Via Nazionale, “prezzi dovrebbe proseguire nei prossimi trimestri”
Segnali negativi anche dalla produzione industriale in sensibile calo nel terzo trimestre. “Dopo la flessione di luglio e un rimbalzo positivo in agosto” secondo le stime di Bankitalia “la produzione nell’industria in senso stretto sarebbe nuovamente calata in settembre (dell’1 per cento circa) e di conseguenza anche nella media del terzo trimestre di quest’anno quando sarebbe diminuita di oltre mezzo punto percentuale rispetto al periodo precedente”.
Unica nota positiva, conclude il Bollettino di Bankitalia, riguarda le misure previste in entrambi i decreti anticrisi, approvati dal governo, che “non determineranno necessariamente un aggravio della spesa pubblica”.

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