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Nuova brusca frenata per le borse asiatiche sulla scia del crollo notturno di Wall Street. I timori di recessione hanno riportato il segno meno sui listini. Tokyo ha chiuso a picco (-11,41%), Seul ha perso il 9,44% registrando la maggior flessione in almeno 11 anni, e Taiwan il 3,25%. Shanghai e a Hong Kong, dove la seduta è ancora in corso, cedono rispettivamente il 4,25% e il 7,74%.
Gli investitori sperano in un’azione governativa a sostegno dei mercati.
Intanto le borse europee sono ancora in flessione dopo un tentativo di recupero. Il Mibtel arretra del 3,7% e l’S&P/Mib del 4,12%. In calo anche Francoforte che cede il 3,81%, Londra -3,05% e Parigi -4,75%. Sui listini sembra ormai essersi esuarito l’effetto dei piani di salvataggio varati dai governi per sostenere le banche in difficoltà. L’annuncio di operazioni sul capitale da parte di Ubs (ingresso della Confederazione elvetica nel capitale con il 9%) e di Credit Suisse (aumento del capitale da 10 miliardi di franchi) porta nuovi timori sul settore finanziario anche se i due titoli, dopo un avvio in forte calo, ora guadagnano rispettivamente il 4,58% e il 7,45%.
Insieme a nuovi timori sulla tenuta del sistema finanziario si intensificano le paure di una recessione economica che va a penalizzare soprattutto le vendite al dettaglio.
A Milano perdono ancora terreno Intesa Sanpaolo (-5,81%) e Unicredit (-2,92%). Male anche i titoli legati al petrolio sulla scia di un prezzo del greggio in flessione con il Brent con consegna a novembre sceso sotto i 70 dollari al barile. Saipem perde il 3,81% mentre Eni cede il 3,36%. Male anche Fiat (-3,21%) dopo che Ubs che ha tagliato il target prioce da 10 a 7 euro con giudizio confermato a “underperform”. In controtendenza Buzzi Unicem che guadagna il 5,1% dopo che Citigroup ha iniziato la copertura assegnado al titolo un giudizio “buy”. Bene anche Atlantia (+2,04%) in seguito alle parole del ministro dei Trasporti Altero Matteoli, che ha annunciato l’imminente modifica della normativa introdotta due anni fa dal governo Prodi in tema di concessioni, sempre contestata dalle società autostradali.
- Giovedì 16 Ottobre 2008
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