Fmi: scandalo a luci rosse ai vertici della finanza globale

Sesso e denaro sono gli ingredienti di uno scandalo a luci rosse che ha coinvolto il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn. L’organizzazione finanziaria ha aperto un’inchiesta sull’ipotesi di un suo abuso di potere nell’ambito di una relazione sessuale con una dipendente. Il Fondo monetario internazionale, secondo il Wall Street Journal, avrebbe elargito un’eccessiva liquidazione all’economista di origini ungheresi, Piroska Nagy, con cui Strauss-Kahn intratteneva una relazione.

L’Fmi ha incaricato una società specializzata, Morgan Lewis & Bockius LLP, di condurre le indagini che, hanno riferito, dovrebbero terminare per la fine del mese. “Quell’episodio appartiene alla mia vita privata”, si è difeso Strauss-Kahn confermando il rapporto non esclusivamente professionale con la donna. “Coopererò e continuerò a cooperare con il Fondo per risolvere la questione”, ha però annunciato il Strauss-Kahn. La storia, che potrebbe mettere a rischio la carriera dell’ex ministro francese delle Finanze, sarebbe iniziata nel dicembre del 2007, quando Strauss-Kahn avvicinò l’economista per motivi professionali. I due cominciarono quindi a scambiarsi alcune email di carattere privato, una delle quali scoperta dal marito della donna, l’economista argentino Mario Blejer. La relazione finì di lì a poco.

Per l’organizzazione di Washington si tratta di un terremoto: la gestione delle indagini da parte dei vertici del Fondo ha creato forti tensioni fra alcuni dei suoi membri, perché non tutti i 24 direttori esecutivi del board sono stati messi al corrente di quanto accaduto fino a ieri. La critica, da parte di alcuni paesi, è che i membri del board che erano a conoscenza dei fatti potrebbero averne approfittato per trarne vantaggio nei negoziati con Strauss-Kahn sulle politiche e sull’allocazione dei fondi da parte del Fmi. Un funzionario del Fmi - citato dal Wsj - ha spiegato che il numero di persone a conoscenza dei fatti era stato limitato per proteggere la privacy.
A rendere l’inchiesta ancor più scottante, tuttavia, è il fatto che appena 15 mesi fa il Presidente della Banca mondiale, Paul Wolfowitz, vicino al presidente americano George Bush, fu costretto alle dimissioni a metà del suo mandato quinquennale dopo aver usato la sua posizione per ottenere un aumento dello stipendio del 36 per cento per la sua compagna, Shaha Riza: la Casa Bianca dovette cedere alle pressioni di molti leader europei e alla presidenza della Banca mondiale gli Usa mandarono Robert Zoellick. La direzione del Fmi spetta per consuetudine agli europei, ma la direzione di Strauss-Kahn potrebbe saltare dopo quanto accaduto alla banca mondiale.
Con la decisione di promuovere immediatamente un’indagine, probabilmente, il Fondo cerca di evitare una scia di polemiche come quelle che portarono alla dipartita di Wolfowitz dalla Banca mondiale. Non sarà semplice, però: se dovesse essere provato che Strauss-Kahn ha abusato della propria posizione, “credo che dovrà andarsene”, dice Michael Mussa, un ex capo economista del Fondo. Al centro delle indagini ci sarà ovviamente la Nagy, che ha lasciato il Fondo monetario ad agosto - quando l’organizzazione stava riducendo il personale - ed ora è impiegata a Londra alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.

Commenti

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Il 18 Ottobre 2008 alle 16:28 ether.zooth ha scritto:

http://www.voltairenet.org/art.....51921.html

Ben prima della crisi irachena, Frank Wisner Jr. e i suoi colleghi della CIA pianificano la distruzione della corrente gollista e l’ascesa di Nicolas Sarkozy. Essi agiscono in tre tempi : in primo luogo, bisogna eliminare la direzione del partito gollista e prendere il controllo di quell’apparato; in secondo luogo, va eliminato il principale rivale di destra e si deve ottenere l’investitura del partito gollista all’elezione presidenziale e, in terzo luogo, va eliminato ogni serio sfidante a sinistra in modo da essere sicuri di vincere l’elezione presidenziale.
Per anni, i media sono tenuti nell’incertezza dalle rivelazioni postume di un immobiliarista. Per ragioni mai chiarite, prima di morire di una grave malattia, egli ha registrato una confessione in video. Per ragioni ancora più oscure, la « cassetta » salta fuori nelle mani di un gerarca del Partito socialista, Dominique Strauss-Khan che, indirettamente, la fa arrivare alla stampa.

Se le confessioni dell’immobiliarista non comportano alcuna sanzione giudiziaria, esse aprono il vaso di Pandora. La principale vittima dell’affaire che ne consegue è il Primo ministro Alain Juppé. Per proteggere Chirac, egli assume su di sé tutte le infrazioni penali. L’esclusione di Juppé lascia via libera a Nicolas Sarkozy per prendere la direzione del partito gollista.
Sarkozy sfrutta allora la sua posizione per costringere Jacques Chirac a riprenderlo nel governo malgrado il loro odio reciproco. In definitiva, egli sarà ministro dell’Interno. Errore! Da quella posizione, egli controlla i prefetti ed alcuni servizi interni che utilizza per introdursi nelle grandi amministrazioni.
Si occupa anche delle questioni corse. Il prefetto Claude Érignac è stato assassinato. Sebbene non sia stato rivendicato, l’omicidio viene immediatamente interpretato come una sfida lanciata dagli indipendentisti alla Repubblica. Dopo una lunga battuta, la polizia arriva ad arrestare un sospetto in fuga, Yvan Colonna, figlio di un deputato socialista. In barba alla presunzione d’innocenza, Nicolas Sarkozy annuncia l’interrogatorio accusando il sospetto di essere l’assassino. Il fatto è che la notizia è troppo bella, a due giorni dal referendum che il ministro dell’Interno organizza in Corsica per modificare lo statuto dell’isola. In ogni caso, gli elettori rigettano il progetto Sarkozy che, secondo alcuni, favorisce gli interessi mafiosi.

Sebbene Yvan Colonna sia stato successivamente riconosciuto colpevole, egli ha sempre proclamato la sua innocenza e contro di lui non è stata trovata alcuna prova materiale. Stranamente, l’uomo si è trincerato nel silenzio, preferendo essere condannato anziché rivelare ciò che sa.
In questa sede, riveliamo che il prefetto Érignac non è stato ucciso dai nazionalisti, ma da un assassino a pagamento, immediatamente fatto espatriare verso l’Angola dove è stato ingaggiato dalla sicurezza del gruppo Elf. Il movente del crimine era precisamente legato alle precedenti funzioni di Érignac, responsabile delle reti africane di Charles Pasqua al ministero della Cooperazione. Quanto a Yvan Colonna, si tratta di un amico personale di Nicolas Sarkozy da decenni e i loro figli si sono frequentati.
Scoppia un nuovo caso: circolano false liste che accusano in modo menzognero numerose personalità di nascondere dei conti bancari in Lussemburgo, presso Clearstream. Tra le personalità diffamate vi è Nicolas Sarkozy. Egli fa querela ed insinua che il suo rivale di destra nell’elezione presidenziale, il Primo ministro Dominique de Villepin, abbia organizzato questa macchinazione. Egli non nasconde la sua intenzione di farlo gettare in prigione.

In realtà, i falsi elenchi sono stati messi in giro da membri della Fondation franco-américaine [5], di cui John Negroponte è stato presidente e Frank Wisner Jr. è amministratore. Ciò che i giudici ignorano e che noi qui riveliamo, è che le liste sono state fabbricate a Londra da un laboratorio comune della CIA e del MI6, Hakluyt & Co, anch’esso amministrato Frank Wisner Jr.
Villepin si difende dall’accusa, ma è messo sotto inchiesta, ha l’obbligo della residenza e, di fatto, viene provvisoriamente escluso dalla vita politica. A destra, la via è libera per Nicolas Sarkozy.

Restano da neutralizzare i candidati dell’opposizione. Le quote di adesione al partito socialista sono ridotte ad un livello simbolico per attirare nuovi militanti. Improvvisamente, migliaia di giovani prendono la tessera. Tra loro, almeno diecimila nuovi aderenti sono in realtà militanti del Partito trotzkiste « lambertista » (dal nome del suo fondatore Pierre Lambert). Questa piccola formazione di estrema sinistra si è storicamente messa al servizio della CIA contro i comunisti stalinisti durante la Guerra fredda (è l’equivalente dello SD/USA di Max Shatchman, che ha formato i neoconservatori negli USA [6]. Non è la prima volta che i «lambertisti» infiltrano il Partito socialista. In particolare vi inserirono due celebri agenti della CIA: Lionel Jospin (divenuto Primo ministro) e Jean-Christophe Cambadélis, il principale consigliere di Dominique Strauss-Kahn [7].
All’interno del Partito socialista vengono organizzate delle primarie per designare il candidato all’elezione presidenziale. Due personalità sono in concorrenza : Laurent Fabius e Ségolène Royal. Solo il primo rappresenta un pericolo per Sarkozy. Dominique Strauss-Kahn entra in corsa all’ultimo momento con la missione di eliminare Fabius. Sarà in grado di farlo grazie ai voti dei militanti « lambertisti » infiltrati, che portano il loro suffragio non sul suo nome, ma su quello di Royal.

L’operazione è possibile perché Strauss-Kahn è da molto tempo sul libro paga degli Stati Uniti. I Francesi ignorano che egli tiene dei corsi a Stanford, dove è stato assunto dal preside dell’università, Condoleezza Rice [8].

Dopo l’entrata in carica, Nicolas Sarkozy e Condoleezza Rice ringrazieranno Strauss-Kahn facendolo eleggere alla direzione del Fondo Monetario Internazionale.

Primi giorni all’Eliseo
La sera del secondo turno dell’elezione presidenziale, quando gli istituti di sondaggio annunciano la sua probabile vittoria, Nicolas Sarkozy pronuncia un breve discorso alla nazione dal suo QG di campagna. Poi, contrariamente ad ogni consuetudine, non va a festeggiare con i militanti del suo partito, ma si reca al Fouquet’s. La celebre birreria dei Champs-Élysées, un tempo ritrovo dell’«Unione corsa» è oggi proprietà del gestore di casinò Dominique Desseigne. Egli è stato messo a disposizione del presidente eletto per ricevervi i suoi amici e i principali finanziatori della sua campagna. Vi si affrettano un centinaio di invitati, gli uomini più ricchi di Francia a fianco dei padroni di casinò.

Poi il presidente eletto si concede qualche giorno di ben meritato riposo. Portato a Malta in Falcon-900 privato, si riposa sul Paloma, lo yacht da 65 metri del suo amico Vincent Bolloré, un miliardario formato alla Banca Rothschild.

Infine, Nicolas Sarkozy è investito presidente della Repubblica francese. Il primo decreto che firma non è per proclamare un’amnistia, ma per autorizzare i casinò dei suoi amici Desseigne e Partouche a moltiplicare le macchine da soldi.
Forma la sua squadra di lavoro e il suo governo. Senza essere sorpresi, vi ritroviamo un torbido proprietario di casinò (il ministro della Gioventù e degli Sport) e il lobbysta dei casinò dell’amico Desseigne (che diventa portavoce del partito «gollista»).

Nicolas Sarkozy si appoggia innanzi tutto su quattro uomini:
Claude Guéant, segretario generale del palazzo dell’Eliseo. È l’ex braccio destro di Charles Pasqua.
François Pérol, segretario generale aggiunto dell’Eliseo. È un associato-gestore della Banca Rothschild.
Jean-David Lévitte, consigliere diplomatico.
Figlio dell’ex direttore dell’Agenzia ebraica. Ambasciatore di Francia all’ONU, era stato sollevato dall’incarico da Chirac che lo giudicava troppo vicino a George Bush.
Alain Bauer, l’uomo-ombra. Il suo nome non compariva negli annuari. Incaricato dei servizi segreti. Ex Gran Maestro del Grande Oriente di Francia (la principale obbedienza massonica francese) ed ex n°2 della NSA, National Security Agency statunitense in Europa [9].

Frank Wisner Jr., nominato frattanto inviato speciale del presidente Bush per l’indipendenza del Kosovo, insiste perché Bernard Kouchner sia nominato ministro degli Esteri con una doppia missione prioritaria : l’indipendenza del Kosovo e la liquidazione della politica araba della Francia.
Kouchner ha iniziato la sua carriera partecipando alla creazione di una ONG umanitaria.
Grazie ai finanziamenti del National Endowment for Democracy, ha partecipato alle operazioni di Zbigniew Brzezinski in Afghanistan, a fianco di Osama bin Laden e dei fratelli Karzai contro i Soviétici.
Lo ritroviamo negli anni 90 presso Alija Izetbegoviç in Bosnia-Erzegovina. Dal 1999 al 2001, è stato Alto responsabile dell’ONU in Kosovo.

Sotto il controllo del fratello cadetto del presidente Hamid Karzai, l’Afghanistan è diventato il primo produttore mondiale di papaveri da oppio.
Il loro succo viene trasformato sul posto in eroina e trasportato dall’US Air Force a Camp Bondsteed (Kosovo).

Lì, la droga è presa in consegna dagli uomini di Hasim Thasi che la smerciano principalmente in Europa. E, successivamente, negli Stati Uniti [10].

Gli introiti sono utilizzati per finanziare le operazioni illegali della CIA.
Karzai e Thasi sono da molto tempo amici personali di Bernard Kouchner, che certamente ignora le loro attività criminali, malgrado i rapporti internazionali di cui essi sono oggetto.

Per completare il suo governo, Nicolas Sarkozy nomina Christine Lagarde ministro dell’Economia e delle Finanze. Ella ha fatto tutta la sua carriera negli Stati Uniti dove ha diretto il prestigioso studio di giuristi Baker & McKenzie. In seno al Center for International & Strategic Studies di Dick Cheney, ha co-presieduto con Zbigniew Brzezinski un gruppo di lavoro che ha supervisionato le privatizzazioni in Polonia. Ha organizzato un’intensa attività di lobby per conto della Lockheed Martin contro la francese Dassault [11].

Nuova scappata durante l’estate. Nicolas, Cécilia e i loro figli si fanno offrire delle vacanze statunitensi a Wolfenboroo, non lontano dalla proprietà del presidente Bush. Questa volta, la fattura è pagata da Robert F. Agostinelli, un banchiere d’affari italo-newyorkese, un autentico sionista e neoconservatore che scrive su Commentary, la rivista dell’American Jewish Committee.
Il successo di Nicolas ricade sul fratellastro Pierre-Olivier. Con il nome americanizzato « d’Oliver », egli è nominato da Frank Carlucci (che era stato il n°2 della CIA dopo essere stato reclutato da Frank Wisner Sr.) [12] direttore di un nuovo fondo d’investimento del Carlyle Group (la comune società di gestione di portafogli dei Bush e dei bin Laden) [13]. Senza una particolare qualità personale, è diventato il 5° intermediario d’affari del mondo e gestisce i principali averi dei fondi sovrani dei Kuwait e di Singapore.
Nei sondaggi, l’indice di popolarità del presidente è in caduta libera. Uno dei consiglieri per la comunicazione, Jacques Séguéla, preconizza di distogliere l’attenzione del pubblico con nuove «people stories». L’annuncio del divorzio da Cécilia è pubblicato da Libération, il giornale del suo amico Edouard de Rothschild, per coprire gli slogan dei manifestanti in un giorno di sciopero generale. Per rincarare la dose, il comunicatore organizza un incontro con l’artista ed ex modella Carla Bruni.
Pochi giorni dopo, la sua relazione con il presidente è ufficializzata ed il battage mediatico copre di nuovo le critiche politiche. Alcune settimane ancora e abbiamo il terzo matrimonio di Nicolas. Stavolta, sceglie come testimone Mathilde Agostinelli (moglie di Robert) e Nicolas Bazire, vecchio direttore di gabinetto di Edouard Balladur divenuto associato-gestore alla Rothschild.

Quando apriranno gli occhi i Francesi per vedere con chi hanno a che fare?

[1] « Quand le stay-behind portait De Gaulle au pouvoir », par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 27 août 2001
[2] « Quand le stay-behind voulait remplacer De Gaulle », par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 10 septembre 2001
[3] L’Énigme Pasqua, par Thierry Meyssan, Golias ed, 2000.
[4] Les requins. Un réseau au cœur des affaires, par Julien Caumer, Flammarion, 1999.
[5] « Un relais des États-Unis en France : la French American Foundation », par Pierre Hillard, Réseau Voltaire, 19 avril 2007.
[6] « Les New York Intellectuals et l’invention du néo-conservatisme », par Denis Boneau, Réseau Voltaire, 26 novembre 2004.
[7] Le responsable US du renseignement, Irving Brown en personne, a revendiqué avoir lui-même recruté et formé MM. Jospin et Cambadélis pour lutter contre les staliniens alors qu’ils militaient chez les lambertistes pour, cf. Éminences grises, Roger Faligot et Rémi Kauffer, Fayard, 1992 ; « The Origin of CIA Financing of AFL Programs » in Covert Action Quaterly, n° 76, 1999. Il importe d’éviter une interprétation anachronique : leur engagement au service des USA est celui d’atlantistes durant la Guerre froide. Au-delà, il les conduira, par exemple, en 1999, à jouer un rôle central dans l’engagement de Paris au sein de l’OTAN pour bombarder Belgrade, pourtant allié traditionnel de la France. De même, il importe d’éviter les fausses équivalences : la collaboration de Nicolas Sarkozy avec les USA ne s’est pas développée sur une base idéologique, mais relationnelle et carriériste (note modifiée le 27 juillet 2008 en réponse à des lecteurs).
[8] « Dominique Strauss-Kahn, l’homme de « Condi » au FMI », par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 5 octobre 2007.
[9] « Alain Bauer, de la SAIC au GOdF », Note d’information du Réseau Voltaire, 1er octobre 2000.
[10] « Le gouvernement kosovar et le crime organisé », par Jürgen Roth, Horizons et débats, 8 avril 2008.
[11] « Avec Christine Lagarde, l’industrie US entre au gouvernement français », Réseau Voltaire, 22 juin 2005.
[12] « L’honorable Frank Carlucci », par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 11 février 2004.
[13] « Les liens financiers occultes des Bush et des Ben Laden » et « Le Carlyle Group, une affaire d’initiés », Réseau Voltaire, 16 octobre 2001 et 9 février 2004

Il 18 Ottobre 2008 alle 23:37 I boss di FMI e Banca Mondiale beccati come Al Capone : Giornalismo partecipativo ha scritto:

[...] Wolfowitz è già stato costretto a dimettersi nel 2007, Strauss-Kahn è in una posizione insostenibile e dovrà farlo a breve. [...]

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