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- Un commento

Avvio in ribasso per Piazza Affari e per le Borse europee, dopo la chiusura in forte calo accusata nella notte da Wall Street e dopo lo scivolone di Tokyo (-6,8%). L’inquietudine per l’imminente impatto di una recessione di larga portata ha di nuovo preso il sopravvento sui mercati del Vecchio Continente. Il Mibtel perde il 2% e l’S&p/Mib il 2,14% (in apertura -1,8% e -1,98%), Parigi arretra del 2,9% e Francoforte del 2,5%.
La Borsa di New York ha chiuso in forte calo ieri, penalizzata dai titoli tecnologici dopo una serie di dichiarazioni di imprese molto prudenti sulle loro prospettive: il Dow Jones ha perso il
2,40%, il Nasdaq il 4,14%.
Dopo tre sedute positive, chiudono con il segnale negativo anche le principali borse asiatiche. Sulla scia di Wall Street, l’incubo recessione si abbatte soprattutto sulla Borsa di Tokyo, che chiude la sessione odierna in forte calo, in coincidenza con la progressiva rivalutazione dello yen su euro e dollaro che penalizza i grandi esportatori nipponici. L’indice Nikkei dei 225 titoli guida ha registrato alla chiusura una perdita di 631,56 punti, pari al 6,79%, scendendo a
8.674,69 punti.
Pesanti le perdite anche a Seul, con l’indice Kospi che ha chiuso in territorio negativo a -5,1%, e ad Hong Kong, dove l’Hang Seng ha perso il 2,8%. Ma ribassi, a contrattazioni ancora
in corso, si registrano anche in Australia, Cina, Singapore e Taiwan.
I prezzi del petrolio sono diminuiti oggi in Asia mettendo da parte il timore che l’Opec deciderà la riduzione della produzione nella prossima riunione straordinaria e tenendo invece conto del calo della domanda legato alla crisi finanziaria.
Nel dopomercato elettronico che fa riferimento al Nymex, la Borsa merci di New York, a Singapore il greggio per consegna a dicembre e’ stato trattato oggi a mezzogiorno (ora locale) a 69,45 dollari a barile, con un ribasso di 2,73 dollari. A New York ieri sera il greggio per consegna a novembre aveva fatto registrare un ribasso di 3,36 dollari a barile portando il prezzo a 70,89 dollari.
- Mercoledì 22 Ottobre 2008
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
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Il 22 Ottobre 2008 alle 17:31 Zimbabwe: l’economia è un disastro, ma la borsa vola » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Mentre i mercati di tutto il mondo cercano disperatamente di riprendersi da una crisi finanziaria che alcuni economisti paragonano a quella del 1929, in uno sperduto Paese africano la Borsa sta facendo affari d’oro. Nello Zimbabwe, teatro attualmente della più grave emergenza economica al mondo, la popolazione ha trovato il modo di salvare i propri risparmi da un’iperinflazione che al tasso ufficiale ha raggiunto il 231.000.000 percento: investirli in azioni. Così, dopo un’ascesa record dell’indice azionario industriale lo scorso lunedì, salito del 241 percento, martedì la Borsa della capitale Harare ha fatto ancora meglio, registrando un guadagno del 257 percento. Un piccolo miracolo che premia la storia e la maturità della Borsa dello Zimbabwe, nata nel 1896 e al momento la quarta nel continente per capitalizzazione, ma che pone interrogativi inquietanti sul futuro. Una crescita del genere è sostenibile? O si tratta solo di una bolla destinata a scoppiare? Ironia della sorte, nonostante gli investitori comuni stiano facendo nominalmente degli affari d’oro, non possono goderne i frutti: disinvestire e monetizzare i guadagni sarebbe inutile in un Paese in cui i prezzi vengono aggiornati ogni ora e dove la gente si presenta con carriole di dollari zimbabwani per comprare un pezzo di pane. “E’ solo una febbre speculativa che si autoalimenta”, spiega a Panorama.it l’economista locale John Robertson. “Le azioni schizzano in alto perché la gente continua a comprarle e il loro prezzo sale. Ma cosa succederà quando non ci sarà più nulla da acquistare sul mercato? Il loro valore potrebbe crollare in poche ore”. [...]
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