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di Fausta Chiesa
Sono presidenti e top manager con compensi da capogiro. E con cospicue stock option in pancia. Ma la pancia ora fa male, perché con i crolli dei mercati finanziari sono ridotte al minimo anche le speranze di esercitare le opzioni sulle azioni, un beneficio riconosciuto agli alti dirigenti.
I diritti assegnati quando la tempesta era di là da venire hanno infatti prezzi di esercizio (il cosiddetto strike price) ben al di sopra dei livelli attuali di prezzo del titolo. E dunque non conviene esercitare una stock option pagando l’azione più di quanto costerebbe se venisse acquistata in borsa: invece di guadagnare si perderebbe.
Ci rimetterebbe più di tutti Alessandro Profumo, che alla chiusura dei mercati di venerdì 10 ottobre accusava una perdita teorica di 106.602.732 euro. L’amministratore delegato dell’Unicredit, nei vari piani approvati da quando è alla guida del primo istituto bancario italiano, ha oltre 28 milioni di stock option esercitabili tra i 4,018 e i 7,094 euro. Un prezzo ben più alto della quotazione attuale del titolo: 2,4 euro lunedì 13.
Altra perdita teorica stratosferica è quella di Sergio Marchionne. Se dovesse esercitare le stock option adesso, l’amministratore delegato della Fiat perderebbe in media oltre 65 milioni di euro.
Dolori anche in casa Generali, dove il presidente Antoine Bernheim e i due amministratori delegati Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot hanno stock option in perdita di oltre 25 milioni ciascuno. Chi, invece, si è miracolosamente salvato è Corrado Passera, che di opzioni non ne ha nemmeno una.
L’amministratore delegato dell’Intesa Sanpaolo le ha esercitate tutte prima del 2006, guadagnandoci non poco. Con la sola plusvalenza Passera ha potuto acquistare sul mercato oltre 27 milioni di titoli della sua banca. Va detto che né Profumo né Marchionne, a dimostrazione del fatto che credono nella società in cui lavorano, hanno incassato le opzioni già esercitabili: se queste scadranno prima che il titolo si sia risollevato, la perdita da teorica diventerà reale. Il numero uno della Fiat ha rinunciato a una prima quota pari a 2,37 milioni di azioni esercitabili dall’1 giugno al prezzo di 6,58 euro. Il 2 giugno avrebbe guadagnato un bonus da oltre 20 milioni di euro.
Non lo ha voluto incassare ma è ancora in tempo utile, visto che il titolo viaggia ancora sopra lo strike price. Certo, se lo facesse ai livelli attuali il bonus sarebbe soltanto di 237 mila euro circa. Profumo invece ha 7 milioni di opzioni esercitabili con scadenza dicembre 2009 e uno strike price medio di 4,8 euro: in un anno il titolo dovrebbe più che raddoppiare il suo valore di mercato per rendere conveniente l’esercizio di queste opzioni. Un’ipotesi che appare probabile. Da gennaio il listino principale di Piazza Affari ha perso il 51 per cento. Il rischio è di vedere andare in fumo una montagna di soldi. Eppure, mai come oggi le stock option sono state uno strumento di incentivazione e di fidelizzazione dei dirigenti.
- Mercoledì 22 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 22 Ottobre 2008 alle 13:33 vincenzo.m. ha scritto:
LA PARTECIPAZIONE ALLARGATA.
La fidelizzazione del top manager non trova asilo nella semplice conferma in relazione alla elargizione delle stock options.
Nell’ambito delle competenze, svolte nell’esercizio compreso dall’attribuzione delle stock options, appaiono più aderenti le ragioni che identificano un riconoscimento a seguito di accordi per un tacito e pacato silenzio su artifici finanziari e contabili. Una delle maggiori difficoltà che si incontrano è quella di rispondere convenientemente all’attribuzione di stock option in presenza di perdite, occultate o meno, emergenti dall’esercizio concluso o dalla somma di più esercizi.
Decade, con l’attuale vacillante funzionalità della divulgata visione dell’efficacia delle stock options, la possibilità di includere l’espressione concettuale del “bonus”, nei futuri contratti nazionali dei lavoratori, quale forma di partecipazione allargata agli utili.
La partecipazione allargata non dovrebbe avocare a sé la possibilità che i lavoratori socchiudano gli occhi per concedere uno spiraglio ad un utile più presente.
Il 23 Ottobre 2008 alle 15:55 Corrado Buccieri ha scritto:
Finalmente,qualcosa si muove.Se taglia le gambe ai
massimi vertici,benvenuta crisi.
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