- Tags: gas-metano, Gazprom, iran, opec, qatar, Russia
- Lascia un commento
Il quartier generale di Gazprom a Mosca
Ci sarà un organismo internazionale come l’Opec del petrolio anche per il metano? Iran, Qatar e Russia (i principali Stati produttori di gas) hanno mosso i primi passi in questa direzione ieri in un summit a tre a Mosca. Alexei Miller, numero uno di Gazprom, ha dichiarato: “Abbiamo convenuto che la fluttuazione dei prezzi del petrolio non mette in discussione la tesi fondamentale: l’era degli idrocarburi a basso costo è finita. E le parti devono iniziare da questo per lavorare”. Dopo i colloqui con il ministro dell’Energia di Doha, Abdallah ben Hamad al-Attiyah, e con Alexei Miller, il ministro del Petrolio iraniano Gholam Hossein Nozari ha parlato di “un punto di svolta” nella loro cooperazione e ha annunciato: “Abbiamo preso decisioni importanti. C’è una richiesta di dare vita a questa Opec del gas e c’è il consenso per formarla”.
Invece la Russia cerca di non usare il termine “Opec”. Anche se Miller sottolinea “la necessità di una rapida trasformazione” del forum in un “organismo permanente che serva a garantire affidabili e stabili forniture energetiche in tutto il mondo”, non si parla di una struttura rigida come il cartello creato dai principali esportatori di greggio. Si parla di trasformazione di Gas Exporting Countries Forum (GECF), che comprende 14 principali paesi esportatori di gas, di fatto un circolo di discussioni senza decisioni in una piattaforma internazionale per definire le formule universali del prezzo del gas (adesso collegato al prezzo del greggio) e decisioni su futuri gasdotti.
Di una “Opec del gas” si parlava da anni. Ma proprio le visioni diverse dei due maggiori possessori di gas, Russia e Iran, non permettevano di arrivare a un accordo. Teheran voleva una struttura rigida, che dettasse le leggi (e prezzi) ai suoi membri. Mosca, che non è membro dell’ Opec, voleva più flessibilità. Inoltre tutti i paesi membri volevano vedere le loro capitali come la sede principale della nuova organizzazione. Anche adesso i tre paesi (che controllano insieme quasi due terzi delle riserve del gas mondiale) hanno proposto le loro città: Mosca, Doha e Teheran ( si dice che la Russia come compromesso, abbia proposto una sede in Svizzera).
La firma di un accordo comune (anche con altri paesi) probabilmente sarà a Mosca, il 18 novembre al prossimo incontro del GECF. Se si risolveranno tutte le contraddizioni, che sono poche di fronte alla paura di una rapida discesa del prezzi del gas.
Secondo quanto commenta Mikhail Korchemkin, capo del East European Gas Analysis, “La dichiarazione di creazione dell’ “Opec del gas” è un segno di reazione da panico di Gazprom sulla caduta di prezzi di greggio”.
Mosca è più cauta in termini e definizione della nuova organizzazione anche per altri motivi. Già ha irritato gli europei con il conflitto in Caucaso. Dopo lo scontro Russia-Georgia l’ Europa ha dato più priorità alle vie energetiche che non passano per la Russia, in particolare al progetto Nabucco.
Questo ha messo in difficoltà il progetto comune Eni-Gazprom South Stream, che potrebbe slittare dal 2012-2013 a oltre 2015. La Russia adesso sta cercando addirittura di cambiare la rotta sostituendo la Bulgaria con la Romania. Costa meno, ed evita discussioni calde con Sofia. Il termine “cartello” avrebbe innervosito e fatto preoccupare ancora di più i paesi importatori. E’ proprio questo che vuole evitare la Russia, che ha grossi interessi (e appoggi) in Europa.
- Mercoledì 22 Ottobre 2008
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.