Istat: aumentano gli stipendi ma 3 lavoratori su 10 senza contratto collettivo

 Un operaio Fincantieri

Le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate a settembre del 4,1% rispetto allo scorso anno e dello 0,1% rispetto ad agosto. Lo comunica l’Istat, sottolineando che il mese scorso l’inflazione è risultata in crescita del 3,8% su base annua. Alla fine di settembre i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore relativamente alla sola parte economica, riguardano il 70,5% degli occupati dipendenti cui corrisponde una quota del 67,7% del monte retributivo osservato. L’aumento delle retribuzioni registrato tra gennaio e settembre, in confronto al corrispondente periodo dell’anno precedente, è del 3,4%.
Nel dettaglio, settembre ha visto i salari crescere del 2,7% sia su base mensile che annua nell’agricoltura. Invariate rispetto ad agosto sono rimaste le retribuzioni di industria e servizi, che hanno segnato però un incremento tendenziale rispettivamente pari al 4% e al 3,4%. Fermi su base mensile anche gli stipendi di edilizia e Pubblica amministrazione, per aumenti su base annua rispettivamente del 5,5% e del 5,4%.
L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per il 2008 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di settembre, registrerebbe un incremento del 3,4%.
A settembre, relativamente all’intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è del 29,5%, lievemente in crescita rispetto al mese precedente (27,5%), ma in forte calo rispetto a un anno prima (62,7%). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto a settembre sono in media 10,2: erano 9,9 ad agosto 2008 e 13 un anno prima. L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 3 mesi, a fronte di 2,7 ad agosto 2008 e 8,1 a settembre 2007.
Nel periodo compreso tra gennaio e luglio il numero di ore non lavorate per conflitti originati dal rapporto di lavoro è’ stato di 2,4 milioni (il 65,3% in piu’ rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente). Il 76,4% è da imputare alla motivazione rinnovo del contratto di lavoro.

Commenti

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Il 28 Ottobre 2008 alle 21:50 carlo.tosi ha scritto:

Mi piacerebbe proprio conoscere qualcuno, il cui stipendio sia aumentato in questo periodo, quanto affermano quelli dell’istat. Parlando con diverse persone, occupate in vari settori, nessuno mi ha detto di aver percepito aumenti di stipendio. E allora? viene da pensare che siano forse solo i dipendenti istat, ad aver visto aumenti di stipendio, addirittura superiori all’inflazione (assieme naturalmente ai politici, i quali si garantiscono sempre un bel margine di aumento). Altrimenti il resto dell’Italia non sarebbe così alle strette con le spese da far crollare i consumi di qualunque natura.
Probabilmente nessuno crede a questo genere di stime che puntualmente l’istat cerca di propinare al paese.

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richard-branson
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