Allarme Wwf: la recessione c’è già. Ed è tutta ecologica

Eruzione del vulcano Cleveland

Oltre al debito pubblico, ora l’Italia ha anche il “debito idrico”. Siamo il quarto paese “divoratore” di acqua nel mondo: ne consumiamo più di quanto sia richiesto dalla capacità biologica nazionale. A lanciare l’allarme è il Wwf, che oggi ha presentato a livello planetario l’ultima edizione del Living Planet Report, la principale analisi dello stato di salute del pianeta.

Secondo l’associazine ambientalista, il mondo è in piena “recessione ecologica”: la domanda di risorse nel pianeta, infatti, supera di un terzo la quantità delle capacità del pianeta stesso. Insomma, quello che nel 1961 era ancora un credito rispetto al nostro utilizzo di risorse si è trasformato in un debito crescente. “Dedichiamo molto tempo alla cura dei mercati finanziari”, ha detto a Panorama.it Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia, “Ma non teniamo in considerazione la contabilità ecologica: se la nostra pressione sulla Terra continuerà ai ritmi attuali, intorno al 2035 potremmo aver bisogno di un altro pianeta per mantenere gli stessi stili di vita”.
Il Report, prodotto dal WWF insieme alla Società Zoologica di Londra(ZSL) e al Global Footprint Network, mostra come oltre tre quarti della popolazione umana viva in paesi che sono debitori in termini ecologici, ossia dove i consumi nazionali hanno abbondantemente superato la capacità biologica nazionale. “La novità di quest’anno è l’introduzione dell’Impronta Idrica: nel calcolo del consumo idrico fatto da Footprint, si considerano infatti sia il consumo di acqua esterno (come fa l’Istat), ossia quella che beviamo, che usiamo per lavarci e per altre cose, sia il consumo interno, ossia l’acqua contenuta nei prodotti, come nei generi alimentari o nei vestiti. Basti pensare che in una maglietta di cotone si nascondono almeno 2.900 litri di acqua, impiegati nell’intera filiera di produzione”, ha aggiunto Bologna. E nel report l’Italia risulta al quarto posto tra i maggiori consumatori di acqua al mondo con un consumo di 2,332 metri cubi pro capite annui (dei quali 1,142 interni e 1,190 esterni). Davanti a noi, USA, Grecia e Malesia.
Stando all’impronta Ecologica, ossia l’analisi della domanda di risorse naturali derivante dall’attività umana, Stati Uniti e Cina sono in vetta con circa il 21% ciascuna di consumo della biocapacità globale. L’Italia è al 24° posto nella classifica, con di 4,8 ettari globali pro capite su una una biocapacità di 1,2 ettari globali pro capite e con un deficit ecologico, di 3,5 ettari globali pro capite. Prima di noi in Europa ci sono la Danimarca, la Grecia, la Spagna, il Regno Unito e la Francia, mentre dietro di noi vengono Portogallo, Germania e Olanda.
“Da quando è stata proposta, sono tre legislature che la contabilità ecologica non viene considerata, un’indifferenza che pervade entrambi gli schieramenti. Ormai non si può prendere più il Pil come paramentro di riferimento dello sviluppo, bisogna andare oltre la contabilità economica”, ha concluso Bologna.

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Giampiero Cantoni
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