
A sorpresa, nel 2008 Hong Kong si è assicurata il primato del commercio del vino nella regione asiatica.
Abolendo una tassa sulle bevande a basso tasso alcolico (vino e birra) pari al 40% del costo di ogni singola bottiglia - imposta che solo fino a due anni fa era fissa all’80% - l’amministrazione dell’ex colonia inglese si è assicurata l’aumento sia della domanda di vino interna, visto che un beneficio del 15-20% in termini di prezzo è finito direttamente nelle tasche dei consumatori, sia di quella esterna. Oggi, infatti, per quel che riguarda i vini Hong Kong offre prezzi sempre più competitivi, per lo meno sul mercato asiatico.
Gli esperti dell’isola hanno calcolato che gli introiti derivanti dal commercio del vino aumenteranno di almeno 500 milioni di euro, una cifra da non sottovalutare se si considera che il ricavo annuale della vendita di prodotti vinicoli oggi non supera i 30.000.000 euro e che la cancellazione dell’imposta porterà a una riduzione delle entrate di “soli” 56.000.000 euro.
La stima dell’aumento delle vendite è più che giustificata da statistiche che mostrano che, negli ultimi anni, il consumo di vino in Asia è cresciuto molto velocemente. Inoltre, questo trend è destinato a continuare se si considera che i due milioni di casse di vino esportate oggi da Hong Kong verso Pechino diventeranno almeno cinquanta entro il 2017. Ancora, nella Cina di oggi i consumatori di vino abituali sono poco più di dieci milioni. A fine 2009 dovrebbero diventare cento, nel 2011 un miliardo. Numeri che faranno entrare di diritto la Repubblica popolare nella lista dei dieci Paesi che consumano più vino al mondo.
E l’ex colonia inglese, con queste mosse lungimiranti, si detta disposta a non lasciarla senza riserve.
I principali concorrenti di Hong Kong sono oggi New York, Londra, Tokyo e Singapore. Se le ultime due metropoli, che tradizionalmente non impongono tasse molto elevate sulle bottiglie di vino acquistate e ridistribuite, verranno nel tempo svantaggiate a causa della loro lontananza geografica dal mercato cinese, Londra è destinata a perdere almeno il 40% dei suoi traffici visto che al momento è questa la fetta di ricavo guadagnata grazie all’interscambio con la Repubblica popolare.
L’unica vera concorrente di Hong Kong, quindi, resta New York. Per non correre il rischio, basta “solo” abituare i cinesi del continente a bere ancora più vino. Come fare? Hong Kong ci ha già pensato: promuovendone il consumo nei bar dei casinò della vicina Macao. Frequentate quasi esclusivamente da cinesi, le sale da gioco dell’ex colonia portoghese rappresentano il luogo ideale per spingere gli orientali verso nuove abitudini.
- Venerdì 31 Ottobre 2008
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 7 Maggio 2009 alle 12:42 me.angela.1984 ha scritto:
Complimenti ai Cinesi, ma il vino Italiano e’ sempre il migliore!
—————————-
http://www.renovar.it/chirurgi.....itiva.html
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.