
Sarà stagnazione almeno fino a metà 2009.
Questa la previsione del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi: “Sulla base dell’evoluzione della domanda mondiale oggi prevista dai principali organismi internazionali, la stagnazione in atto proseguirà almeno fino a metà del prossimo anno”, afferma il numero uno di Via Nazionale, intervenendo (qui il documento in .pdf) alla ottantaquattresima giornata mondiale del risparmio.
Per Draghi, le politiche economiche nazionali devono reagire di fronte alla crisi finanziaria in atto per contrastare il rischio recessione. “Occorre innanzitutto evitare che la crisi si traduca in una severa contrazione dei flussi di credito all’economia reale; in secondo luogo, è necessario attivare efficaci politiche di sostegno che contrastino le tendenze recessive in atto” spiega, aggiungendo che “a questa esigenza potrà rispondere una politica di bilancio che faccia uso della flessibilità permessa dal Trattato e dal Patto di stabilità e crescita”.
Inoltre, l’ingresso dello Stato nel capitale delle banche è imposto dall’emergenza. Ma deve essere temporaneo e non intrusivo: “L’emergenza richiede che le autorità adottino politiche più interventiste che in passato, assumendo anche ove occorra temporanee responsabilità patrimoniali nelle istituzioni finanziarie” afferma il Governatore, aggiungendo che “l’opportunità dell’intervento pubblico, in presenza di una crisi sistemica, discende dalle caratteristiche fondamentali del sistema finanziario”. L’intervento dello Stato, però, “deve essere temporaneo e non intrusivo”.
Ma l’Italia può sopportare la crisi, conservando chances di ripresa, conclude Draghi: “L’economia italiana soffrirà come tutte le economie avanzate”, riconosce il numero uno di Via Nazionale. Tuttavia, rileva, “se si attesta sul suo baricentro - fatto di alto risparmio, basso debito privato, sistema produttivo vitale, sistema finanziario fondamentalmente solido ed efficiente - sopporterà la crisi con danni limitati e buoni presupposti di ripresa”.
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- Venerdì 31 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 3 Novembre 2008 alle 10:19 La solidità delle banche europee e le previsioni di stagnazione « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:
[...] –>Commerzbank, la seconda banca tedesca, ha annunciato oggi in un comunicato che riceverà dallo stato tedesco un’iniezione di capitale da 8,2 miliardi di euro oltre a una garanzia sui nuovi debiti fino a 15 miliardi di euro. La banca, che ha presentato i conti trimestrali, ha registrato una perdita netta di 285 milioni di euro. Nello stesso periodo dell’anno scorso aveva avuto profitti per 339 milioni. La crisi finanziaria ha pesato sulle sue operazioni di mercato per circa 1,1 miliardi di euro. Il gruppo diviene quindi la prima banca privata che si appella al governo tedesco per far fronte al crollo dei mercati e mettendo quindi fine alla suspence che durava fa diverse settimane. Per contro, Commerzbank non dovrà distribuire dividendi per il 2009 e 2010, i dirigenti vedranno le loro retribuzioni bloccate e la banca non verserà premi per il 2008 e 2009. tratto da articolo del Sole24Ore del 3/11/2008 Sembra davvero lontano il tempo in cui si diceva, quasi con orgoglio, che le banche euroipee erano molto più solide di quelle americane e che quindi non avrebbero avuto alcuna conseguewnza dalla crisi subprime. Eccoci ora a leggere dell’intervento del Governo tedesco, che per tenere in piedi la sua economia (ma anche la nostra) mette un pò di soldini in una delle sue maggiori banche (non è un semplice deposito!). Tuttavia, npon è forse il alto fiannziario di queste vicende a dover preoccupare, bensì il loro impattto sull’economia vera, quella di chi lavora per produrre bene fisici e servizi non finanziari. Lo si legge bene dalle parole del Governatore Draghi, che, preoccupato per l’impatto della crisi sulle famiglie, segnala previsioni di economia in difficoltà (stagnazione) fino al 2009. [...]
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