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Possono sembrare nomine di serie B. Invece quelle per il consiglio d’amministrazione della Fondazione Bordoni sono tutt’altro che secondarie. La Fondazione è, infatti, il massimo organo tecnico italiano in materia di telecomunicazioni che dà pareri ai vari ministeri, alle Authority e che rappresenta una sorta di stanza di compensazione per le diatribe tra tutti gli operatori del mondo della comunicazione: da quelli televisivi agli operatori mobili. Ecco perché i nomi indicati dalla presidenza del Consiglio, dall’Autorità guidata da Corrado Calabrò e dal ministero dello Sviluppo Economico sono particolarmente delicate. Secondo quanto Panorama ha potuto verificare, infatti, nei giorni scorsi è stata completata la rosa dei nomi che guideranno l’organismo i cui componenti, in seguito alla riforma dello statuto, si sono già dimessi.
Alla presidenza Palazzo Chigi ha indicato Enrico Manca, ex presidente della Rai e presidente dell’Isimm (Istituto per lo studio dell’Innovazione nei Media e per la Multimedialità), che andrà a sostituire Maurizio Dècina. Dall’Authority sono arrivate le candidature di Claudio Leporelli ed Enzo Pontarollo. Il primo è un economista, docente di Ingegneria economico-gestionale alla Sapienza, consulente di lungo corso del ministero delle Comunicazioni insieme al quale gestì due gare per l’assegnazione delle frequenze Gsm. Il secondo è docente di economia industriale alla Cattolica, consulente di diverse aziende di telecomunicazioni. Il ministero guidato da Claudio Scajola (ma le indicazioni si devono al sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani) ha candidato Giuseppe Richeri, docente all’Università della Svizzera italiana di Lugano dove è anche direttore dell’istituto Media e Giornalismo. Gian Michele Roberti, avvocato, ordinario di diritto comunitario alla Sapienza. E’ l’esperto che ha fatto parte del “collegio di difesa” dell’Italia in numerose procedure d’infrazione aperte dalla Ue come nel caso dell’Alitalia e delle contestazioni alla legge Gasparri sull’editoria. Maria Luisa Sangiorgi, presidente nazionale dei Corecom (comitati regionali per le comunicazioni), e, infine, Vincenzo Zeno Zencovich, ordinario di diritto privato comparato a Roma, giurista, noto per le sue tesi ultra-liberiste nel campo dell’informazione e delle telecomunicazioni.
- Lunedì 3 Novembre 2008
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