Un’anziana a Roma nel mercato rionale di Val Melaina raccolgono generi di prima necessità in terra tra gli scarti
Il 12,8 per cento degli italiani è sotto la soglia di povertà: si tratta di circa 7 milioni e mezzo di persone. Lo dice l’Istat, che ha presentato oggi i risultati della ricerca sulla povertà relativa in Italia nel 2007. Rispetto all’anno precedente, non si misura una crescita significativa del dato. Secondo l’istituto italiano di statistica l’11,1 per cento delle famiglie si trova in condizioni di ristrettezza economica. Di queste, la metà circa (il 4,9% del totale) ha un livello di spesa inferiore rispetto alla linea d’indigenza. Secondo l’Istat la “soglia” di povertà, che varia a seconda dei componenti del nucleo familiare, è pari a circa 600 euro al mese di capacità di spesa per una persona che vive da sola, 1600 per quattro persone. La povertà relativa si conferma maggiormente diffusa al Sud, dove l’incidenza è quattro volte superiore a quella del resto del Paese; tra le famiglie più ampie in particolare con tre o più figli, soprattutto se minorenni.”Rimangono invariate”, afferma il direttore centrale dell’Istat, Linda Laura Sabbadini, “le caratteristiche tipiche della povertà italiana: l’indigenza colpisce soprattutto il Sud, le famiglie numerose, i woorking poor (persone con bassi profili professionali, dal momento che il reddito basso non tutela più dalla povertà), le persone anziane e le famiglie monogenitore”. La regione con la minor incidenza di povertà è il Veneto (3,3 per cento). Quella che ha migliorato di più è la Toscana, passata dal 6,8 al 4 per cento Maglia nera invece alla Sicilia (27,6 per cento), che si riconferma all’ultimo posto della classifica nazionale. Anche se la ricerca non valuta il costo della vita, inferiore al meridione e fuori dalle grandi città.
- Martedì 4 Novembre 2008
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Commenti
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Il 4 Novembre 2008 alle 18:09 vincenzo.m. ha scritto:
LA PROSPETTIVA E’ DIFFERENTE.
Secondo il pregiatissimo ed illustrissimo studio dell’ISTAT si conviene alla definizione di soglia di povertà: 600 euro al mese è la capacità di spesa di un singolo. Al di sotto delle 600 si crea la condizione di povertà, ebbene forse oggi sarebbe il caso di tentare di comprendere il faticoso, sicuramente non influenzato, obiettivo raggiunto a seguito di studi che all’estero ed in special modo in Francia ci invidiano.
Per rendere certezza, per comprovare la condizione espressa dall’Istat, non appare necessario che qualche personaggio di luminosa fama, qualcuno che presieda uno qualunque dei vertici istituzionali, al fine di donare testimonianza si assoggettasse alla qualità della vita disponendo di ben 600 euro. Testimonianza che verrebbe ad essere garantita dal controllo di garanti giunti all’uopo dall’estero e non per sfiducia ma all’unico scopo di monitorare lo stato di salute del testimone.
L’anziana che nella vignetta sembra raccogliere generi di prima necessità mostra solo una sfaccettatura della realtà percepita: se alcuni approfondiscono l’evento raffigurato possono giungere alla deduzione che stia cercando una “brioche”, essendosi levata tardi al mattino, il panettiere non disponeva di pane fresco.
Mentre un raggio di sole esplode la sua potenza sulla superficie di uno stagno, due persone dissertano sulla diga da elevare all’errata diffusione di un algoritmo finanziario.
L’anziana, intimorita, pregna di umiltà e riconoscendo nella stessa la sua ignoranza assorbe ciò che può del discorso che udisce:
- Se non hanno il pane che mangino le brioches.
- Che cosa vogliono, lasciateci in pace!.
La prospettiva è differente ed è nel prendere atto di ciò che l’anziana se ne andò piena di vergogna: sapeva di aver torto ed ignorava come sarebbe finita..
Il 5 Novembre 2008 alle 10:32 zank007 ha scritto:
Condivido………….lo sto diventando……….
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