- Tags: Cgil, Cisl, dario-franceschini, Pd, Uil
- Un commento
Dario Franceschini
Dario Franceschini, vicesegretario del Pd | Ansa
«La frammentazione sindacale è figlia di un mondo, quello della Prima repubblica, con la sua divisione in blocchi, che è ormai archiviato. La politica è cambiata, il sindacato invece porta ancora i segni di quella stagione. Ora bisogna voltare pagina. Mi sembrerebbe paradossale ritrovarci nel 2020 avendo ancora le distinzioni tra Cgil, Cisl e Uil». Lo afferma Dario Franceschini, vicesegretario del Pd, in un’intervista che apparirà sul prossimo numero di Panorama.
Dopo avere precisato di parlare «da cittadino» e non da dirigente del Pd, Franceschini chiede «un gesto di coraggio, e di lungimiranza, agli attuali leader sindacali. I lavoratori, ne sono certo, risponderebbero con entusiasmo».
Secondo Franceschini, «i vecchi sindacati, divisi, rischiano di non essere più rappresentativi dell’Italia vera, di lasciare troppi individui indifesi di fronte alla crisi. Guardi il Pd: oggi noi abbiamo una forza e una capacità di aggregazione assai superiori rispetto ai tempi dei Ds e della Margherita, che tra l’altro passavano troppo tempo a farsi concorrenza. La base si è allargata, si è accostato a noi anche chi non lo avrebbe mai fatto se in campo fossero rimasti i vecchi partiti. E nello stesso tempo c’è, nella nostra base, una spiccata autonomizzazione dai vertici».
All’obiezione che a un nuovo bipolarismo politico dovrebbe piuttosto corrispondere un bipolarismo sindacale, Franceschini obietta: «Il sindacato non può essere inquadrato in una logica politica di schieramento. Sarebbe un danno in primo luogo per i lavoratori. Provi oggi a chiedere a un giovane perché si è iscritto alla Cgil, o alla Cisl, o alla Uil. Nella stragrande maggioranza dei casi non metterà in campo motivi ideologici, novecenteschi, ma più semplicemente la convinzione che il suo sindacato, per la qualità dei dirigenti, per la particolare organizzazione nel suo luogo di lavoro, sia in grado di tutelarlo più degli altri. E aggiungo: se i grandi sindacati fossero due, quello corrispondente alla parte politica che sta all’opposizione sarebbe penalizzato rispetto all’altro.»
- Mercoledì 5 Novembre 2008
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 13 Novembre 2008 alle 13:59 Sindacati, è rottura. Bonanni (Cisl): “Lo sciopero della Cgil è sbagliato” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Intanto la divisione tra i leader sindacali avrà i suoi primi effetti già da venerdì: la Cisl di Raffaele Bonanni, con Ugl e Snals, ha deciso di revocare lo sciopero proclamato per il 14 novembre. Una defezione che non bloccherà la protesta: Cgil, Uil e, soprattutto, gli studenti, restii a farsi condizionare dalle polemiche sindacali, scenderanno in piazza per protestare contro la legge 133 e poco convinti delle novità introdotte con il decreto legge ‘’tecnico’’ n.1 180 varato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri e pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale (quello su concorsi e alleggerimento del blocco del turn over). Il ministro Gelmini, che ieri aveva avuto una riunione-fiume con i sindacati, oggi ha incontrato la Conferenza dei rettori la quale ha ribadito il proprio apprezzamento sul decreto legge appena firmato dal presidente della Repubblica, che contiene provvedimenti a favore delle università più virtuose e prevede, tra l’altro, l’assunzione di nuovi ricercatori. Oltre che dalla rappresentanza istituzionale dei rettori, un’apertura di credito al governo è arrivata dunque anche dalla Cisl. ‘’Abbiamo deciso la revoca dello sciopero” ha spiegato Antonio Marsilia, segretario generale Cisl Università “perché il ministro con il documento sottoscritto ieri si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della manovra governativa sull’università’’. Insomma, Mariastella Gelmini si è data da fare per scongiurare un ‘’bis’’ del 30 ottobre, quando lo sciopero del settore scuola si era rivelato un successo. Ma gli studenti vanno avanti con le loro iniziative di protesta: anche stasera la facoltà di agraria di Firenze ha organizzato lezioni alla loggia del Porcellino; alcune centinaia di studenti della superiori e delle università hanno “invaso” pacificamente stamani il Salone Italiano dell’Educazione a Genova intonando canti, cori e slogan contro il ministro Gelmini; e ancora domani lezioni in piazza a Pisa con docenti della Normale e Notte bianca della ricerca a Roma. Per il corteo di venerdì sono già stati chiesti treni speciali e organizzati pullman: è anche su una loro massiccia adesione che puntano Cgil e Uil. LEGGI ANCHE: Franceschini (Pd): Basta con Cgil, Cisl e Uil, ci vuole un sindacato unitario [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.