Giulio Tremonti
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha parlato in Senato in Commissione Finanze per illustrare le misure che il governo intende prendere per fare fronte alla crisi dei mercati. Il meccanismo dovrebbe essere attuato dopo le decisioni del G20 del prossimo 15 novembre. Tremonti ha ribadito la posizione dell’esecutivo: per le banche si pensa alla sottoscrizione di obbligazioni e non all’entrata dello Stato nel capitale. ”Entrare nelle banche in Europa nuoce gravemente alla salute di quelli che ci entrano. Le banche facciano le banche i governi facciano i governi”. Ovvero, se le banche falliscono i banchieri “vanno a casa, o in galera”. E scopo del governo, dice il ministro, è rimettere in moto l’economia, quella reale: ”Noi non vogliamo dare soldi alle banche ma all’economia.” dice “Se c’è un fallimento bancario è un’altra cosa. Per quello c’è il decreto”. Ma il decreto sarà integrato a breve, entro il 25 novembre si utilizzeranno ”prestiti obbligazionari”.
Sulla possibilità di sconti fiscali alle famiglie e sulle tredicesime, Tremonti mostra le sue riserve: ”Ci stiamo riflettendo” dice “C’è un problema di liquidità per l’economia ma anche per il Tesoro e certi flussi, di entrate ed uscite, sono pianificati e in funzione di quelli vengono fatte le emissioni di titoli. E’ chiaro che le famiglie hanno bisogno di liquidità ma anche il Tesoro ne ha bisogno perché non è un’entità astratta, ma è sanità, scuola, stipendi…”. Il ministro è stato poi interrogato dall’opposizione sulla norma nominata “Salva manager” che era stata tolta dal decreto per Alitalia ed è ricomparsa, con differenze, in un altro provvedimento, sulla quale aveva minacciato le dimissioni. ”Per come è stata scritta quella norma non è retroattiva”, sostiene Tremonti, “è evidente perché è una legge nuova su materia nuova e per come è scritta”. Non servirebbe, quindi, a salvare gestori coinvolti in crack finanziari come Tanzi o Cragnotti.
- Mercoledì 12 Novembre 2008
FALLIMENTO O SALVATAGGGIO?
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APPLE - LUCI E OMBRE
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IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
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DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO
AGENDA POLITICO-ECONOMICA DELLA SETTIMANA











UN ANNO DI ECONOMIA
IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide
Libia: i nostri interessi in gioco








Commenti
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Il 13 Novembre 2008 alle 10:35 Banche e banchieri a rischio « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:
[...] tratto da articolo di Panorama del 12/11/2008 [...]
Il 14 Novembre 2008 alle 1:33 robertodinapoli ha scritto:
Molti banchieri dovrebbero stare in galera gia’ da tempo
Le banche sono responsabili della distruzione di tante imprese e della perdita di serenita’ e della salute di tante persone. Dovrebbero stare in galera se ci fosse una giustizia efficiente e se a giudicare non ci fossero magistrati spesso in vero conflitto di interesse. La mia opinione piu’ dettagliata e’ sul mio blog (post del 12 novembre) http://www.robertodinapoli.it.
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