Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia
Quello che ci vuole è ottimismo. Perché a leggere i dati si può finire preda dello sconforto: ieri l’Istat ha segnalato l’entrata in recessione dell’economia italiana, con il secondo trimestre conseguito da un arretramento del Pil. Oggi Confindustria annuncia stime di crescita ancora più negative. il Centro Studi dell’associazione degli imprenditori stima l’andamento del PIL in Italia -0,4% nel 2008 e -1,0% nel 2009. Le precedenti stime, seppure negative, erano meno pessimiste: indicavano un Pil a -0,2% e -0,5% rispettivamente nel 2008 e nel 2009. “La peggiore recessione dal dopoguerra”: senza tanti giri di parole, con questo quadro sono stati presentati i dati per il 2008. Secondo il centro studi è anche “La più grave perchè comune a tutte le maggiori economie industriali dentro e fuori dall’Unione Europea” con ‘’segni preoccupanti di rallentamento dai paesi emergenti”. Quelli a cui è stato allargato il G8 facendolo diventare un G20. Insomma, se ci si aspetta che la soluzione arrivi da Cina, India o Brasile, si dovrà attendere a lungo. ”Non sono più rinviabili misure di rilancio dell’Economia” afferma l’associazione guidata da Emma Marcegaglia nel comunicato con il quale rende note le nuove stime di crescita per l’Italia e chiede ai governi nazionali di sostenere ”la domanda attraverso investimenti pubblici, riduzione delle imposte sui redditi bassi e agevolazioni agli investimenti per le imprese”. Particolare attenzione viene riservata al rapporto tra banche, credito e imprese: ”E’ cruciale l’azione già intrapresa per evitare il credit crunch”, cioè la crisi del credito dovuta alla scarsezza di liquidità.
E da Washington, dove sono riuniti i G20, arrivano dichiarazioni di Silvio Berlusconi sulle misure contro la crisi in Italia: il premier ha annunciato un provvedimento a favore di famiglie e imprese entro la fine di novembre, forse già la prossima settimana “l’importante è che le banche continuino a fare le banche”. “La crisi dei mercati sta arrivando all’economia reale, servono controlli più forti senza eccessi e tutelando il libero mercato” ha sottolineato Berlusconi ma ha avvertito: “abbiamo un alto debito pubblico”.
E anche la Cgil di fronte alle nuove stime di Confindustria che confermano la crisi dell’economia chiede “misure eccezionali”. Lo dice il segretario generale Guglielmo Epifani: ”di fronte a questo scenario il governo sta sbagliando: avrebbe il dovere di aprire il confronto con tutti, organizzazioni sindacali e parlamento, perché a crisi eccezionali si risponde con risposte eccezionali e non con incontri separati, opponendo veti e isolando”. Dichiarazioni non casuali, dopo la rottura con Cisl e Uil che Epifani accusa di essersi riunite con l’esecutivo senza comunicarlo al suo sindacato.
- Sabato 15 Novembre 2008

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Commenti
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Il 15 Novembre 2008 alle 17:35 vincenzo.m. ha scritto:
LA MEDICINA DELL’OTTIMISMO.
L’ottimismo è una sensazione individuale, perlopiù priva di fondamenti logici e del quale sarebbe consigliabile di farne conto di utilizzarlo nelle decisioni da assumere: esso comporta la confusione tra realtà e sogno. Una decisione assunta sotto l’egida dell’ottimismo produce una negazione della realtà e l’auspicio, da parte di coloro che ne considerano la valenza, della speranza che i fatti evolvano al meglio da soli senza nulla proporre.
Il realismo e la capacità di analisi critica, non permeata dai propri interessi, comporta il coraggio di cambiare, di sostituire una classe dirigente che probabilmente non ha in sé l’armonia di esprimere soluzioni, atte a veicolare un presente ricco di sfide del tutto nuove , soluzioni che necessitano di nuovi impulsi e di nuove scelte al fine di superare la crisi in atto.
Vi sono ottimi manager che evidenziano il proprio valore in una economia crescente come vi sono ottimi manager che evidenziano il proprio valore in una economia decrescente.
I ruoli non possono essere invertiti.
L’ottimismo consente di tirare a campare nella speranza che tutto passi ed ogni singolo consolidi il proprio ruolo: oggi è necessaria una forte dose di flessibilità non più rivolta alla base operativa ma bensì ai livelli manageriali.
In questa sfida l’ottimismo crea solo danni.
Il 20 Novembre 2008 alle 16:29 Recessione e Italia: qualcuno scommette sull’uscita dall’Euro? « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:
[...] Di seguito uno stralcio tratto da articolo di Panorama del 15/11/2008 [...]
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