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Un Natale “magro” per quanto riguarda i consumi, nonostante il calo dei prezzi. È questa l’analisi degli operatori commerciali del settore alimentare e del tessile abbigliamento di Confesercenti, Fiesa e Fismo, che prevedono una “domanda stabile e un andamento dei consumi poco sostenuto, sui livelli 2007 per volumi e valori”. Le associazioni hanno incontrato il Garante dei Prezzi, Antonio Lirosi, per un esame delle dinamiche prezzi/consumi in previsione delle prossime festività natalizie.
Le imprese hanno preso l’impegno di operare per spingere le azioni promozionali sui prodotti alimentari e del tessile abbigliamento e trasferire ai consumatori i benefici delle auspicate riduzione sui prezzi industriali dei prodotti alimentari, in particolare su pane e pasta.
Secondo gli operatori, per Natale non ci sono premesse positive. Dalle attese sulla dinamica dei prezzi ci si aspetta un andamento in ribasso su parmigiano, prosciutto di Parma ed altri prodotti di marca. Sulle tendenze dei prodotti più richiesti nelle prossime festività natalizie (come i panettoni di marca, pandoro, spumanti, torroni, panforte) si stima un’invarianza di prezzi e di volumi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se inquadrati all’interno di politiche promozionali si può osservare che tali prodotti potranno beneficiare di significative riduzioni di prezzo. Per quanto riguarda il mercato delle carni la scelta del consumatore sarà “oculata e attenta”, con la riscoperta di prodotti poveri come le cotenne, il quarto anteriore, il bollito. Da segnalare il ristagno delle carni chianine, filetti e bistecche. È atteso un lieve incremento di vendita per il periodo natalizio, derivante da un incremento di consumi domestici. In questo contesto, la Fiesa rileva una leggera tensione sui prezzi dei suini e nel mercato avicunicolo specialmente su alcuni tagli (petto e cosce di pollo). Il mercato dei bovini non dovrebbe risentire di rincari: per Natale il prezzo del vitello si prospetta in leggera crescita ma sempre all’interno del tasso d’inflazione. Gli altri prodotti natalizi come i salumi, capponi e l’agnello registreranno una lieve ripresa di prezzi e volumi grazie all’aumento dei consumi domestici. Andamento stabile nel mercato ortofrutticolo. Anche sui mandaranci non c’è la corsa agli acquisti nonostante i prezzi più bassi anche del 10% rispetto l’anno scors.
I consumatori per le prossime festività, privilegeranno l’acquisto d’ananas, fragole, uve, noci, mandarini e mandaranci, frutta esotica; per la verdura le preferenze andranno ad insalate, finocchi, radicchio trevigiano, spinaci, broccoli. Stasi anche per quanto riguarda l’andamento del mercato del pane: i prezzi sono in progressivo calo e i consumatori acquistano l’indispensabile. In questa situazione le aziende per spingere i consumi, faranno promozioni ed iniziative incrementando le azioni di fidelizzazione sul messaggio dei negozi di qualità e di fiducia. In relazione alla previsione sui prezzi nei prossimi mesi, ci si può aspettare ancora una contenuta diminuzione, compatibilmente al prezzo della farina e dei costi di gestione, considerato che c’è stato in ottobre un aumento del gas del 6% e ci si aspetta un nuovo aumento a gennaio. In prospettiva delle festività natalizie, in coerenza con le premesse, non ci saranno aumenti.
Infine, in relazione al mercato ittico, l’andamento della domanda è in calo, con punte del 10% su alcuni mercati riguardo lo stesso periodo dell’anno scorso. Il settore si aspetta un peggioramento per i prossimi mesi. Pertanto non è attesa a breve una ripresa dei consumi. In conseguenza della crisi e della stagione, i consumatori si sono riposizionati su prodotti più convenienti con dei prezzi sensibilmente inferiori: pesce azzurro, trote, e pesce di allevamento. In prossimità del Natale, presumibilmente si venderà più pesce d’allevamento rispetto al pesce di mare in quanto più conveniente. Non sono attese variazioni importanti sui volumi.
- Lunedì 17 Novembre 2008
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