Quote latte. Zaia vince il match contro l’Unione europea

Luca Zaia
Zaia vince il match contro la Ue sulle quote latte. Dopo sei mesi di discussioni, il ministro per le Politiche agricole della Lega Nord è riuscito a strappare all’Unione europea l’abolizione per l’Italia delle quote latte a partire dal primo aprile del 2009, con cinque anni in anticipo rispetto agli altri partner europei. La decisione giovedì mattina, dopo 18 ore di negoziati, con l’accordo sulla revisione della Politica agricola comune (Pac) firmato a Bruxelles dal Consiglio dei ministri Ue dell’Agricoltura. Mentre gli altri Paesi, infatti, aumenteranno la loro produzione di latte dell’1% per cento l’anno (a partire dall’aprile del 2009) l’Italia ha avuto tutto e subito: il 6% in più, tra quote latte (5%) e quote per la materia grassa (1%). Tradotto in quantità si tratta di 620.000 tonnellate di latte in più, come ha precisato lo stesso Zaia, per un valore di mercato annuo di circa 240 milioni di euro. Ciò consentirà agli allevatori di compensare ampiamente i quantitativi in esubero rispetto alla quota nazionale. Nel nostro paese, infatti, si conta un eccesso medio di 500 mila tonnellate di latte, con multe di 200 milioni di euro l’anno, ha ricordato il ministro. “Una giornata storica, l’Italia esce a testa alta da un negoziato che qualcuno aveva definito sgangherato”, ha detto il ministro delle Politiche agricole commentando l’accordo, “perché finalmente possiamo dire che il nostro paese, dopo 24 anni, ha riconquistato il ruolo che le spetta in Europa”. Zaia ha raggiunto gli obiettivi prefissati su tutte e quattro le tematiche al centro del negoziato: il futuro delle quote latte, il trasferimento delle risorse dagli aiuti diretti allo Sviluppo Rurale, le misure di sostegno per problematiche settoriali o regionali (articolo 68) e il recupero dei fondi non utilizzati. Peraltro, l’Italia ha ottenuto un trattamento “ad hoc”: mentre per gli altri paesi Ue è previsto un aumento progressivo dell’1% annuo, a partire dal primo aprile del 2009 e per cinque anni il nostro Paese potrà attribuire ai produttori l’intero aumento del 6%, che consentirà alle nostre aziende di assorbire le eccedenze produttive. “Non ci saranno sanatorie”, ha precisato Zaia. “Prima si procederà alla regolarizzazione e al pagamento delle multe, poi si passerà alla distribuzione delle quote agli splafonatori (i produttori irregolari che sono stati multati dalla Ue, ndr). Avere le quote per il futuro non può prescindere dalla regolarizzazione”. In una nota in calce all’accordo sulla revisione della Pac, l’Italia ha reso noto che “le quote latte addizionali saranno assegnate in via prioritaria a quei produttori che sono stati responsabili del superamento della quota nazionale di latte”. E gli addetti ai lavori suggeriscono i prossimi passi da compiere. Fedagri resta in attesa di “verificare le modalità con cui verranno ridistribuiti i nuovi quantitativi, ribadendo l’esigenza che essi vengano assegnati nel rispetto assoluto della legalità, a salvaguardia dei produttori che in questi anni hanno rispettato le normative vigenti”. E bisogna fare di più, secondo alcuni consorzi che da anni si battono per l’abolizione delle quote latte. “Siamo soddisfatti in quanto la decisione di Bruxelles, grazie all’impegno del ministro Zaia, è un primo passo indispensabile per riportare il mercato del latte in Italia alle sue giuste dimensioni”, commenta a Panorama.it Roberto Cavalieri, presidente dell’Associazione produttori latte della Pianura Padana (che conta 600 aziende agricole associate in Lombardia). “Tuttavia è un passo tardivo dopo anni di proteste degli allevatori. Anche in passato avevamo beneficiato di aumenti di quote simili dalla Ue, ma non sono serviti. Ora bisogna cambiare in Italia. Certo l’abolizione delle quote non si deve tradurre in un aumento di produzione”. “È un buon risultato a patto che sia speso bene”, ha detto a Panorama.it Gianluigi Draghi vicepresidente di Cooperlat (che riunisce 1.000 produttori agricoli e 15 tra cooperative e consorzi). “Le quote dovranno essere date a chi fino ad oggi ha rispettato le leggi. La misura del 6% è comunque in linea con ciò che l’Italia ha prodotto in più e serviranno a far uscire l’Italia dalla lunga emergenza delle quote”.

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Il 14 Febbraio 2012 alle 13:41 Quote latte, la Ue avvia un’indagine sugli aiuti di Stato italiani - Politica | Allnewz.it ha scritto:

[...] Quote latte. Zaia vince il match contro l’Unione europea [...]

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richard-branson
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