Il pacchetto anti-crisi messo a punto dal governo conterrà un bonus per i pensionati e per i figli a carico, oltre alla “social card” già prevista dalla manovra. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti durante l’incontro a Palazzo Chigi tra governo-parti sociali sul piano anti-crisi. “Il decreto legge con le misure anti-crisi sarà varato venerdì prossimo” dopo la diffusione del documento europeo, ha anche aggiunto Tremonti. “Non siamo in ritardo”, ha precisato, “nessun Paese europeo ha ancora deciso interventi di rilancio dei consumi”. Per la realizzaione del pacchetto, ha aggiunto Silvio Berlusconi, molto dipenderà dalla “collaborazione” di tutti. Siamo pronti a accettare “i consigli di tutti”, ha detto il premier aprendo l’incontro.
Sul tavolo, stando a quanto riferito da Tremonti, ci sono anche le ipotesi di un intervento legislativo sui mutui e di un blocco delle tariffe. “Stiamo lavorando sui mutui per arrivare ad una rata fissa attraverso un intervento legislativo” ha spiegato il ministro a Palazzo Chigi. E sono in arrivo per l’inizio dell’anno anche interventi di blocco delle tariffe autostradali e ferroviarie oltre che delle bollette di luce e gas.
Cifre il ministro dell’Economia non ne ha fatte, si aspetta che mercoledì l’Europa presenti il piano anti crisi da 130 miliardi con le linee guida di azione per i governi nazionali. Ma una cosa Tremonti l’ha detta: “Il problema dell’Italia resta il debito”. I sindacati convocati a Palazzo Chigi hanno preferito non dare un giudizio sul piano: “Prima vogliamo conoscere i numeri» hanno spiegato. Meno cauto il leeader della Cgil Epifani che ha apostrofa come «generica e insufficiente” l’esposizione delle misure anti-crisi illustrate, invitando il premier Berlusconi a “dare segnali di speranza ma senza esagerare”.
La carta prepagata per gli acquisti di prodotti alimentari partirà a dicembre e avrà un valore di 120 euro mensili. La “social card” è una sorta di tessera bancomat che il ministro Tremonti ha mostrato a quanti hanno preso parte alla riunione a Palazzo Chigi. In mattinata si sarebbero svolti alcuni incontri tecnici tra rappresentati del governo e delle associazioni del commercio e della grande distribuzione nel corso dei quali sono stati forniti alcuni dettagli sulla social card. Secondo quanto si è appreso, la carta prepagata per gli acquisti sarà alimentata ogni due mesi con 80 euro, 40 mensili, mentre a dicembre riceverà le risorse di tre mesi, cioè 120 euro. A poterne beneficiare sarebbero le famiglie con un reddito pari a 6.000 euro per componente familiare. La procedura prevede che partano le lettere per i destinatari. Sarebbe poi in corso una trattativa tra governo e categorie del commercio per firmare una convenzione che alle risorse messe dall’esecutivo aggiunga anche degli sconti ad hoc garantiti dalle imprese. Le associazioni avrebbero per ora garantito uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati con la social card, ma il confronto non è finito e non è escluso che la percentuale possa variare.
Un accenno da parte di Tremonti anche ai fondi per gli ammortizzatori sociali, che sono già stati incrementati dal parlamento e che verranno ulteriormente integrati: l’ipotesi che si sta valutando, ha spiegato il ministro, è se si possono utilizzare le risorse del Fondo Sociale Europeo. All’incontro a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali hanno preso parte per l’esecutivo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta e i ministri Tremonti, Sacconi, Scajola, Maroni, Matteoli, Brunetta Calderoli, Fitto e Prestigiacomo.
Per le parti sociali hanno partecipato i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, Renata Polverini. Per il mondo delle imprese siede al tavolo il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il vicepresidente, Alberto Bombassei e il direttore generale, Maurizio Beretta.
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- Lunedì 24 Novembre 2008
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Il 25 Novembre 2008 alle 12:46 Italia in recessione fino al 2009 » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Crisi economica, ecco il piano del governo [...]
Il 26 Novembre 2008 alle 13:00 Confesercenti: due milioni di famiglie con le tasche vuote a metà del mese » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Crisi economica, ecco il piano del governo Famiglie sempre più in difficoltà, con il portafoglio vuoto già alla seconda, terza settimana e la sola alternativa di tirare la cinghia di fronte ad una crisi che viene vista lunga, destinata a peggiorare nei prossimi due anni. Oltre 6 milioni di famiglie italiane, infatti, arrivano a fatica alla terza settimana del mese, più di 2 milioni addirittura non riescono ad andare oltre la metà del mese. A dirlo è un sondaggio realizzato da Confesercenti-Swg su un campione nazionale rappresentativo, dal quale emerge una diffusa disillusione ed una preoccupazione crescente, tanto che il 58% degli intervistati teme che la situazione economica peggiorerà nei prossimi 12 mesi. Di fronte a ciò, non resta che ridurre le spese e rinunciare a qualcosa, di indispensabile o meno: la pensa così l’82% degli italiani. “La netta percezione delle famiglie italiane sulla gravità della situazione richiama l’assoluta necessità di interventi immediati e forti”, commenta Marco Venturi, presidente della Confesercenti, lanciando un appello: “Non sprechiamo l’occasione del Natale per sostenere i redditi bassi e la domanda interna. Proprio il Natale può essere invece il trampolino di lancio per restituire fiducia all’economia ed alle famiglie e per cominciare ad accorciare i tempi della crisi”, partendo dal sostegno alle pmi, “anche per impedire migliaia di chiusure e l’aumento della disoccupazione”. Per 8,3 milioni di famiglie (il 34% del campione) la fase recessiva durerà da un minimo di un anno fino a due anni. Per altri 6 milioni invece (il 26%) potrebbe superare anche la soglia dei due anni. C’è poi un 12% che ritiene la crisi un problema di 6-12 mesi mentre i più ottimisti (9%) la giudicano superabile entro i sei mesi; mentre un 19% non risponde.A fronte del 58% che teme un peggioramento della crisi, c’è una piccola pattuglia di fiduciosi, il 14%, che al contrario scommette su un miglioramento; per il 28% non cambierà nulla. Rispetto al 2007 raddoppia (dal 16 al 32%) la percentuale di chi guarda con preoccupazione alla situazione della sua famiglia. Se il 62% delle famiglie dichiara di arrivare alla fine del mese con il proprio reddito, la terza settimana diventa, invece, l’angoscioso capolinea per 6,3 milioni di famiglie (il 26%). Mentre a metà mese il reddito è esaurito per altri 2,2 milioni di famiglie, vale a dire il 9% del campione. Il 3% non risponde. Se nel 2007, evidenziano i risultati del sondaggio, erano più di due terzi gli italiani che affermavano di aver ridotto le spese, nel 2008 si tocca la percentuale dell’82% degli intervistati. In testa alle rinunce, abbigliamento e calzature con un taglio rispetto al 2007 di quattro punti in più (dal 48% al 52%). Restano costanti i risparmi per beni domestici ed alimentari. Invece, si cerca di conservare l’opportunità di andare in vacanza, magari più breve ed economica: i rinunciatari che nel 2007 erano il 32%, scendono nel 2008 al 25%. Le preoccupazioni per la crisi finiscono per far attribuire responsabilità tanto al Governo che all’opposizione. Il 74% del campione giudica poco o per niente adeguati gli interventi del Governo per fronteggiare la congiuntura negativa. Si contrappone un 22% di giudizi positivi fra i quali quelli che promuovono l’esecutivo a pieni voti, che sono però solo il 2%. Altrettanto severi verso l’opposizione: il 76% non lo giudica positivamente, assoluzione invece dal 18%. Tra le priorità da mettere subito in agenda, sempre secondo il sondaggio, al primo posto vengono collocate misure a sostegno delle pmi “per evitare le chiusure di imprese e la perdita di posti di lavoro”; la pensa coì il 30% del campione. Al secondo posto c’è la richiesta di detassare le tredicesime (22%); a ruota seguono la riduzione degli interessi per i mutui ed il taglio delle tasse per le famiglie numerose (14%). [...]
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