L’Italia è in piena recessione e la ripresa arriverà solo nel 2010, dopo un 2009 in profondo rosso. A certificarlo è l’Ocse che nel suo ultimo Outlook economico presentato oggi a Parigi taglia drasticamente le stime del Pil prevedendo a fine anno una frenata dello 0,4 per cento che nel 2009 arriverà al -1 per cento a fronte delle previsioni di crescita rispettivamente dello 0,5 e dello 0,9 per cento del precedente Outlook di giugno.
“La recessione in Italia” si legge nel rapporto “iniziata nei primi mesi dell’anno si amplierà nel 2009, come in molti altri paesi Ocse”. L’Ocse osserva che “le forze recessive che hanno colpito l’intera sono arrivate in una cattivo momento in Italia dove già si soffriva di un lungo periodo di rallentamento economico” e la crisi finanziaria “ha colpito l’economia indebolita da anni di bassa produttività, bassa competitività e alto debito pubblico”. La creazione di posti di lavoro e il calo della disoccupazione secondo gli esperti di Parigi “sono stati solo dei bagliori”. La recessione mondiale in atto è “la peggiore mai attraversata dagli anni Ottanta” e porterà nei prossimi due anni a 8 milioni di disoccupati nell’area Ocse. La ripresa arriverà solo nel 2010 per cui l’Ocse prevede un Pil di nuovo in crescita dello 0,8 per cento. “Una ripresa di fiducia alla fine del 2009″ scrive l’Ocse “dovrebbe permettere alla crescita di accelerare in maniera significativa nel 2010″.
Il rapporto rivela anche come continuano a irrigidirsi i parametri con cui le banche concedono prestiti sia alle famiglie, per l’acquisto di un immobile o per beni di consumo, che alle imprese. “Mentre i prezzi delle case sono cresciuti nella prima metà del 2008, ora c’è un rallentamento” precisa il rapporto.
“Oltre il 70 per cento degli italiani possiedono la casa in cui vivono, molti più che in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, ma il cambio è lento e alcuni mutui arrivano a costare la metà in più del prezzo dell’acquisto” afferma l’Ocse. Secondo gli esperti di Parigi “le statistiche evidenziano che l’impatto dell’aumento del costo degli immobili sui consumi è piuttosto basso”. “Anche se il settore finanziario italiano non e’ stato particolarmente esposto alla crisi dei mutui” si legge ancora “i profitti sono crollati bruscamente sotto l’onda della turbolenza finanziaria internazionale, oltre a pagare tassi interbancari più alti”.
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- Martedì 25 Novembre 2008
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Commenti
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Il 29 Novembre 2008 alle 1:09 hopendoors ha scritto:
valerio puccini says: Your comment is awaiting moderation.
Novembre 28th, 2008 at 23:26
Aldilà della crisi finanziaria quello che preoccupa è la globale situaizone contingente che vede l’Italia, insieme ai paesi industrializati dominanti dello scorso secolo, ormai lontana da quelle condizioni potenzialmente favorevoli del boom economico.
Vengono a mancare i margini per una vera ripresa economica sopratutto in un paese che poco e male ha saputo investire in ricerca ed innovazione. L’aggravante è una classe politica e manageriale, e lo dimostrano i continui crack socetari, che sembra poco reattiva a trovare soluzioni al problema, colpa anche di un modello di società basata sul pensare a consumare e sfruttare anzichè produrre sostanza, causa effetto che se si guarda con attenzione è in fondo il vero motivo di quella speculazione che ha portato al crollo del sistema. Ma le cose andranno avanti e probailmete l’asse trainante dell’economia si sposterà verso Russia e Asia. Chi dovrà e già deve fare i conti al portafoglio sono le persone comuni perchè quando si parla di milioni di Euro bruciati in borsa,si parla dei nostri nostri risparmi!
Tutti nel nostro piccolo saremo chiamati a risparmiare, ed è per questo che personalmente ho voluto creare il sito http://www.hopendoors.com per aiutare le famiglie a vivere un futuro più sereno, risparmiando e guadagnando, magari per pagarsi la rata del mutuo più facilmente
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