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Lo riporta anche il il sito della Commissione Ue: il piano di rilancio chiede ai 27 stati membri di mettere a disposizione di Bruxelles l’1,5% del proprio prodotto interno lordo (in tutto 170 miliardi di euro). Ieri sera, una bozza del documento parlava di un contributo pari all’1,2% del Pil. A questi 170 miliardi di euro, se ne dovrebbero aggiungere altri 30 previsti dai fondi comunitari.
Per Barroso, il pacchetto “È una risposta senza precedenti contro una crisi senza precedenti”. In altre parole, la Commissione europea infrange il tabù incarnato dal Patto di stabilità: a seconda della propria situazione economica e dello stato di salute delle finanza pubbliche, ogni Stato potrà ignorare i vincoli imposti dal Trattato di Maatstricht sul rapporto deficit pubblico e Pil, ora fissato al 3%. Detto questo, i governi europei non possono pensare di avere carta bianca: la sospensione del Patto di stabilità vale fino al 2011 e gli sforamenti previsti dovranno essere concordati assieme a Bruxelles che, in cambio, chiede un piano di rientro del disavanzo pubblico.
Su come spendere i soldi, l’invito della Commissione è quello di procedere a una riduzione dell’IVA sino al 15% a sostegno dei consumi, tagliare le tasse per sul lavoro per rafforzare il potere d’acquisto delle fasce sociali più deboli, sbloccare i prestiti a favore delle piccole e medie imprese, accrescere le spese a sostegno dell’industria e dei consumi e, infine, rinnovare “il tessuto industriale europeo” attraverso investimenti ad hoc (cioè tecnologia e infrastrutture) “nel segno dell’ambiente”.
Sul piano politico, si capisce che il piano proposto da Barroso racchiude i piani anti-crisi formulati negli ultimi giorni da Francia, Germania e Gran Bretagna. Contro il parere del presidente Nicolas Sarkozy e della cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier inglese Gordon Brown aveva annunciato ieri una riduzione dell’IVA inglese dal 17,5% al 15% (guarda caso, la soglia massima richiesta oggi dalla Commissione). Sul pacchetto di 200 miliardi di euro, Bruxelles sembra invece rispondere alle esigenze espresse da Sarko alla Merkel durante il Summit franco-tedesco di mettere le mani nel portafoglio per rilanciare l’economia europea. Per tutta risposta, la cancelliera tedesca aveva ricordato al suo omologo francese di aver già sbloccato 32 miliardi di euro per i prossimi due anni.
L’epilogo del piano anti-crisi europeo è previsto tra l’11 e il 12 dicembre, due giorni di fuoco durante i quali il Consiglio dei ministri dell’economia Ue sarà chiamato ad approvare o meno il pacchetto di Barroso.
Di sicuro, l’Europa deve fare in fretta. Negli Stati Uniti, la squadra di Obama sta dando gli ultimi ritocchi a un vaso piano che potrebbe superare 700 miliardi di dollari su due anni, mentre Cina e Giappone sono già pronte a sborsare rispettivamente 207 e 455 miliardi di euro per scacciare i loro fantasmi. All’appello manca dunque solo il Vecchio Continente e la strada per vedere la fine del tunnel della crisi è assai stretta.
Il VIDEO servizio:
- Mercoledì 26 Novembre 2008
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Commenti
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Il 28 Novembre 2008 alle 16:17 Via libera al decreto anticrisi: arriva il bonus per i redditi bassi » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] “Abbiamo fatto una cosa buona” senza toccare la finanziaria. Il premier Silvio Berlusconi presenta così, con una punta d’orgoglio, il pacchetto di misure anti crisi varato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento contiene le misure per rafforzare il patrimonio delle banche, un bonus fiscale per famiglie e pensionati, la riduzione di 3 punti degli acconti di novembre Ires e Irpef e la proroga della detassazione dei premi di produzione. Consiglio dei ministri ha approvato le misure anticrisi economica. E ancora: “Non intendiamo” aggiunge il premier “usufruire dell’allentamento dei parametri di Maastricht approvato in sede Ue“. Attraverso il federalismo fiscale “daremo un grande colto all’evasione fiscale”, puntualizza il presidente del Consiglio, che ricorda inoltre che l’imponibile evaso in Italia ammonta a circa 100 miliardi di euro. In tutto, nel decreto, sono 35 gli articoli (36 dei quali uno stralciato, il 33) della bozza del decreto anticrisi che è stata discussa durante il preconsiglio dei ministri. Secondo quanto l’agenzia Ansa è in grado di anticipare, dopo il primo esame, il testo verrà modificato tenendo conto dei rilievi tecnici emersi. Dopo una gestazione durata circa due settimane prende quindi corpo il piano del governo per contrastare la grave crisi economica. Quattro i capitoli principali del provvedimento: sostegno alle famiglie, sostegno all’economia, ridisegno in funzione anticrisi del quadro strategico nazionale, protezione del capitale umano e domanda pubblica accelerata per grandi e piccole infrastrutture con priorità per l’edilizia scolastica, servizi pubblici. Chiude un quinto titolo con le disposizioni finanziarie. [...]
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