- Tags: bonus-familiare, crisi, misure
- 6 commenti

Quattro miliardi per famiglie e imprese: il pacchetto anti crisi che venerdì 28 novembre il governo varerà in Consiglio dei ministri resta invariato. Riunioni su riunioni non hanno spostato di un millimetro il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, da giorni irremovibile sulla necessità di non mobilitare altre risorse per rispettare gli impegni europei.
“Avrei voluto fare la detassazione delle tredicesime” conferma il premier Silvio Berlusconi facendo rientro nella sua residenza romana “ma con i fondi disponibili l’incidenza sarebbe stata minima. Credo si procederà con i bonus familiari”. Il pressing dei ministri e dello stesso presidente del Consiglio ha dunque incassato risultati parziali: l’ultima bozza del decreto legge prevede infatti un bonus per pensionati e famiglie numerose, così come già individuato nei giorni scorsi, ma con un tetto un pò più elevato: il massimo sarà di mille euro e la soglia dei redditi che potranno usufruire dello sconto è salita a quota 22mila euro. Il tutto per un costo di circa 2,3 miliardi, ai quali occorre aggiungere il miliardo (lievitato forse a 1,2) per gli ammortizzatori e le risorse per le imprese.
Il governo avrebbe voluto fare di più, spiega Berlusconi, ma “tutti hanno a cuore le necessità del proprio ministero. Bisogna mediare e non è colpa mia se abbiamo ricevuto solo - ribadisce con ironia - il 106 per cento del debito sul Pil”.
L’ultima fatica per trovare un punto di equilibrio fra le varie esigenze è stata una riunione durata oltre tre ore a Palazzo Chigi e che si è trasformata in una sorta di mini Cdm con la presenza di mezzo governo. In arrivo alle famiglie italiane con un reddito basso, al massimo di 22.000 euro l’anno, un bonus, un contributo sotto forma di assegno che arriverà direttamente a casa. In una famiglia con almeno 5 persone il contributo aggiuntivo alla tradizionale tredicesima di fine anno arriverà a 1.000 euro. Ma comunque al minimo sarà almeno di 200 euro.
Previsto anche il silenzio-assenso per le opere di interesse locale e potrebbe anche arrivare una stretta sulla spesa dei farmaci per finanziare le misure sociali. Anche se questa norma potrebbe essere stralciata, secondo quanto riferito dai rappresentanti delle Regioni che oggi hanno incontrato il governo a Palazzo Chigi. Per quanto riguarda le tariffe, in particolare quelle autostradali, è previsto un blocco di quattro mesi. Sono queste alcune delle novità trapelate oggi sul decreto anti-crisi, domani al vaglio del consiglio dei ministri.
Ecco in pillole le principali misure domani sul tavolo del consiglio dei ministri.
Bonus, massimo 1.000 euro, tetto reddito sale a 22.000. Un assegno cash che potrebbe arrivare nelle buche delle lettere degli interessati anche prima di Natale. L’importo varierà a seconda del reddito e verranno premiati i nuclei più numerosi.
Un pensionato solo con un reddito annuo massimo di 15.000 euro riceverà 200 euro, secondo l’ultima bozza del provvedimento. Una famiglia con 5 o più persone ne intascherà 1.000 e il reddito massimo in questo caso è di 22.000 euro. La misura sarebbe destinata ai soli titolari di reddito da pensione o da lavoro dipendente. Fuori dunque i titolari di partita Iva o di redditi fondiari oltre i 2.500 euro. La misura è il grosso dell’aiuto alle famiglie e costerebbe 2,3 miliardi di euro.
Tariffe, blocco 4 mesi. Il blocco, a partire dai pedaggi autostradali, dovrebbe durare quattro mesi.
Infrastrutture locali, silenzio-assenso. Gruppi di cittadini organizzati potranno formulare all’ente locale territoriale proposte operative per la realizzazione di opere di interesse locale, indicandone costi e mezzi di finanziamento. In altri termini arriva il principio del silenzio-assenso da parte degli enti locali. La condizione sarebbe che comunque non ci sia nessun onere a carico degli enti.
Farmaci, tagli alla spesa? Tra le ipotesi un taglio del prezzo dei medicinali generici del 7%. Il tetto di spesa farmaceutica a carico dello Stato scenderebbe dell’1,4% e gli introiti servirebbero per finanziare le misure sociali e, secondo alcune fonti, l’abolizione del ticket sulla diagnostica per il prossimo anno. Sarebbe previsto infine un obbligo per l’industria farmaceutica di rispettare i margini fissati dalla legge. Ma il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, sostiene che questa parte del decreto verrà “stralciata” dal governo.
Ammortizzatori sociali, tra 1 e 1,2 mld, anche a precari. Raddoppia la dotazione prevista inizialmente per gli ammortizzatori sociali e si lavora ad un’estensione anche a quelle categorie che ora non ne hanno diritto, dai lavoratori delle pmi agli atipici (co.co.pro compresi).
Taglio acconti tasse fine mese. Riguarderà Ires e Irap e dunque le tasse delle imprese e dei lavoratori autonomi.
Dovrebbe essere del 3%. Non ci sarebbe invece una proroga - stante il comunicato dell’Agenzia delle Entrate - della scadenza dei versamenti prevista per lunedì primo dicembre.
Iva, versamenti per cassa. L’imposta sul valore aggiunto non si pagherà più al momento dell’emissione della fattura ma al momento dell’incasso.
Intervento sui mutui. Il governo punta ad un intervento sui mutui di natura legislativa che vada oltre la convenzione già siglata con l’Abi per stabilire un vero e proprio diritto delle famiglie di fissare la rata del mutuo.
- Giovedì 27 Novembre 2008
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 28 Novembre 2008 alle 10:15 vincenzoaliascontadino ha scritto:
SANSONETTI, POCO OK, WELTRONI$DI PIETRO NO!CHAVEVzacollo?
Che accoppiata di un PD genuflesso all’IDV e il Comunista Sansonetti non ci sputa sopra e realista. Weltroni si lamenta, mentre frange dell’UDV e PD, marcano visita e cambiano visibilità. Voltagabbana solo nello PSI? Umilianti e un secco no al Governo con le misure per l’aiuto alle famiglie e le misure del Governo e accusano aver tolto l’ICI: ritorno al passato e non vedere la realtà anche di una cassa svuotata e chiedetevi da chi. Buttiglione propone esistenzialista, ma dimentica che i DUE miliardi di euro di deficit Pubblico provengono proprio da questi sprechi, ma dimentica chi era suo amico e chi no, all’UE quando fu bocciato, la sua nomina a Commissario?vincenzoaliasilcontadino@gmail. Matera
Il 28 Novembre 2008 alle 10:57 cambioaffari ha scritto:
CAMBIOAFFARI ® - Barter Network Professionale in Franchising, invita i responsabili delle proposte risolutive per il risanamento dell’economia a pensare in maniera costruttiva e nuova.
Sono il responsabile commerciale del network CambioAffari.it e vorrei approfittare dell’ospitalità di Panorama.it e del titolo dell’articolo per per segnalare il servizio che CAMBIOAFFARI ® offre alle aziende aderenti (gratis sino al 31/12!). In particolare è possibile: - Effettuare acquisti senza intaccare la liquidità; - Diminuire gli oneri finanziari e l’indebitamento bancario; - Aumentare immediatamente i profitti; - Diminuire o azzerare le giacenze e gli stock; - Acquisire nuovi clienti e ampliare il giro d’affari; - Acquistare merci e servizi al 50% del costo; - Entrare in contatto con centinaia di potenziali clienti in Italia e nel mondo. Grazie poi ad un Programma di Affiliazione in FRANCHISING, imprenditori interessati al business del baratto professionale potranno farsi attori di questo nuovo mercato. http://www.cambioaffari.it oppure Numero Verde Gratuito: 800.134.904 Grazie per l’attenzione e la disponibilità.
Il 28 Novembre 2008 alle 12:48 La ricetta del ministro Sacconi: la crisi si può battere, così » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Nei giorni scorsi la Cgil di Treviso ha chiesto di bloccare gli ingressi di immigrati per evitare che la crisi ricada sui lavoratori del Nord-Est. Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, del lavoro e della sanità, è trevigiano e conosce bene la questione. Come si evita una guerra tra poveri nel mondo del lavoro? La prima mossa del governo è quella di allargare il prima possibile la platea di chi può accedere agli ammortizzatori sociali, in deroga alle regole vigenti. Inoltre prevediamo forme di integrazione del reddito, per cui investiremo importanti risorse. Per esempio? Ci sarà un’una tantum per le famiglie numerose e i pensionati. E interverremo sui mutui e su alcune tariffe essenziali come elettricità, gas e ferrovie. Gli imprenditori che cosa possono fare? Chiediamo loro di non ridurre immediatamente la forza lavoro, visto che servirà per quando inizierà la ripresa. E gli ingressi degli extracomunitari? Con il ministro dell’Interno Roberto Maroni abbiamo deciso di limitarli ad alte professionalità, personale di cura per la famiglia, come le badanti, e gli stagionali nei settori agricolo e turistico. [...]
Il 29 Novembre 2008 alle 0:44 ottavo ha scritto:
APPREZZO ALCUNE MISURE. MA IL COMPLESSO DELLA MANOVRA
ED IL METODO NON SONO CONDIVISIBILI. CREDO CHE SI POTEVA FARE MOLTO DI PIU E MEGLIO . IN MODO PIU EQUO ED INCISIVO. TROPPI TENTENNAMENTI ED IL PROGETTO COMPLESSIVO DI AIUTI ALLE FAMICLE NON RAGGIUNGERA’ LO SCOPO PER UN ERRORE DI IMPOSTAZIONE DELLE SOLUZIONI POSSIBILI.LA “CARD” NON MI PIACE PROPRIO. MANCA UN COORDINAMENTO FRA MINISTRI, ED OGUNO DICE LA SUA. POSSIBILE INCREMENTO DELLA DIVISIONE TRA RICCHI
E POVERI, SENZA ALCUNA TUTELA DELLE “CLASSE MEDIA”.
Il 29 Novembre 2008 alle 1:10 hopendoors ha scritto:
valerio puccini says: Your comment is awaiting moderation.
Novembre 28th, 2008 at 23:26
Aldilà della crisi finanziaria quello che preoccupa è la globale situaizone contingente che vede l’Italia, insieme ai paesi industrializati dominanti dello scorso secolo, ormai lontana da quelle condizioni potenzialmente favorevoli del boom economico.
Vengono a mancare i margini per una vera ripresa economica sopratutto in un paese che poco e male ha saputo investire in ricerca ed innovazione. L’aggravante è una classe politica e manageriale, e lo dimostrano i continui crack socetari, che sembra poco reattiva a trovare soluzioni al problema, colpa anche di un modello di società basata sul pensare a consumare e sfruttare anzichè produrre sostanza, causa effetto che se si guarda con attenzione è in fondo il vero motivo di quella speculazione che ha portato al crollo del sistema. Ma le cose andranno avanti e probailmete l’asse trainante dell’economia si sposterà verso Russia e Asia. Chi dovrà e già deve fare i conti al portafoglio sono le persone comuni perchè quando si parla di milioni di Euro bruciati in borsa,si parla dei nostri nostri risparmi!
Tutti nel nostro piccolo saremo chiamati a risparmiare, ed è per questo che personalmente ho voluto creare il sito http://www.hopendoors.com per aiutare le famiglie a vivere un futuro più sereno, risparmiando e guadagnando, magari per pagarsi la rata del mutuo più facilmente
Il 2 Dicembre 2008 alle 15:11 santina54 ha scritto:
vorrei sapere se la mia famiglia ha diritto alla social card. la mia famiglia è composta da 5 persone, marito (disoccupato) moglie(collaboratrice domestica, senza busta paga)due figli maggiorenni(disoccupati)un figlio minorenne (studente). La mia situazione è a dir poco tragica,eppure sembra di non essere in possesso dei requisiti per ottenere gli aiuti che il governo sta varando in questi giorni, è possibile una cosa del genere?Vi prego rispondete a questa domanda, oppure rivolgetela direttamente al ministro Tremonti.distinti saluti. santina54
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.