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Telecom Italia starebbe pensando di vendere per 7 miliardi di euro Tim Brasil alla spagnola Telefónica. Questo, in sintesi, riportava mercoledì 26 novembre Il Sole 24 Ore, ripreso dall’agenzia di stampa iberica EFE, senza tuttavia citare fonti ufficiali.
La notizia ha avuto conseguenze immediate nel Paese del Samba dove le azioni di Tim Brasil hanno registrato in 24 ore un rialzo di oltre il 25%. “Per capire gli accordi, spesso complicati e borderline, del mercato delle TLC brasiliano”, raccontava qualche mese fa un’ex alto dirigente Telecom, “bisogna guardare gli andamenti in borsa delle azioni. È così che fanno i soldi gli speculatori”.
Gli analisti brasiliani hanno accolto i rumors provenienti dall’Italia sulla vendita di Tim Brasil a Telefónica con notevole scetticismo a detta della rivista verde-oro Teletime, specializzata in TLC e ritengono che quando l’informazione sarà smentita il prezzo delle azioni dovrebbe cadere rapidamente.
Il Sole 24 Ore, comunque, informava che la possibilità della vendita di Tim Brasile a Telefónica sarà valutata in una riunione del CdA di Telecom Italia il prossimo 2 dicembre. Rapidamente la notizia ha fatto il giro del mondo, mentre Tim Brasil e Telefónica preferivano non commentare le indiscrezioni. Off the record, tuttavia, fonti di alto livello di Telefónica in Brasile si sono dette sorprese di tali rumors e hanno detto di non avere ricevuto alcuna informazione ufficiale.
I motivi per cui gli analisti brasiliani non credono che questa operazione avrà luogo sono parecchi. Il primo è che, nonostante i risultati non così positivi di quest’anno, Tim Brasil rappresenta un attivo pregiato per Telecom Italia e non avrebbe senso liberarsene in piena crisi, a meno di non riuscire a vendere ad un prezzo elevato. Sul versante Telefónica, del resto, è poco probabile che la multinazionale iberica voglia uscire da Vivo, importante operatore di telefonia mobile sullo scoppiettante mercato brasiliano, per restare con Tim dal momento che, sempre secondo gli analisti verde-oro, Vivo rappresenta un attivo più interessante che Tim. L’unico problema è la relazione spesso difficile di Telefónica con il suo socio Portugal Telecom, ma anche se gli spagnoli decidessero di disfarsi della Vivo, difficilmente i lusitani avrebbero i soldi per comprarla.
Insomma, ciò che sostengono gli analisti brasiliani è che per Telefónica l’acquisto di Tim avrebbe senso solo nel caso riuscisse a mantenere la sua posizione in Vivo, “e nel caso dovrebbe vincere le resistenze sia dell’Anatel, l’ente regolatore del mercato delle TLC brasiliane, che del Cade (Consiglio Amministrativo di Difesa Economica), cosa ancora più difficile” spiega a Teletime Eduardo Roche del Banco Modal. A differenza di Oi (telefonia mobile) e Brasil Telecom (telefonia fissa), che non sono diretti concorrenti, Vivo e Tim operano nello stesso settore e assieme deterrebbero più del 50% del mercato brasiliano dei cellulari e, secondo l’analista Luciana Leocádio, l’ok del governo verde-oro in questo caso sarebbe assai più difficile che in quello della fusione Oi Brasil Telecom.
Come andranno veramente le cose, tuttavia, lo sapremo solo dopo il vertice di Telecom Italia, il prossimo 2 dicembre.
- Giovedì 27 Novembre 2008
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