- Tags: autostrade, decreto, fondi, pensioni, scuola, servizio-civile, tasse
- 2 commenti
Soldi allo sportello
Il decreto anticrisi è stato pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale nella versione definitiva. Che riserva qualche novità. Ma anche molte conferme: rimane la norma che toglie l’Iva agevolata sulle Pay Tv come Sky, portando il balzello dal 10 al 20 per cento. Svelato l’ammontare della manovra, che vale 6,3 miliardi per il 2009, tutti interamente coperti dal provvedimento stesso. Nessuna copertura invece è prevista per il 2008: a scattare subito saranno infatti solo le riduzioni di 3 punti degli acconti di novembre per Ires e Irap, che di fatto rappresentano solo uno spostamento di cassa delle entrate previste. Tra le novità introdotte nella versione definitiva del testo alcune riguardano le tariffe autostradali e il cambio di normativa previdenziale per il Servizio Civile.
L’ammontare dell’intervento anti-crisi è indicato nell’articolo con la copertura finanziaria che - è scritto - è garantita con lo stesso provvedimento. Le misure valgono 6.342 milioni per il 2009: avranno anche una coda da 2.347 milioni nel 2010 e per 2.670 milioni nel 2011. Nasce il fondo per favorire l’accesso ai prestiti da parte delle famiglie alle prese con le spese dovute all’arrivo di un nuovo figlio. Il Fondo, che sarà finanziato con 25 milioni per ciascuno degli anni del triennio 2009-2011, servirà a “favorire l’accesso al credito delle famiglie con un figlio nato o adottato nell’anno di riferimento”. Le risorse proverranno dal Fondo per le politiche della famiglia e i criteri e le modalità di organizzazione e funzionamento del fondo, nonché per il rilascio e l’operatività delle garanzie, saranno fissati con un decreto della Presidenza del Consiglio di concerto con il ministro dell’Economia.
Tasse. Il Fisco sarà più leggero sul trattamento accessorio legato ai fondi di produttività per i comparti della sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Vengono stanziati 60 milioni di euro per finanziare, in via sperimentale per il 2009, “una riduzione dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali sul trattamento economico accessorio dei fondi di produttivita” per questi comparti. Lo sconto fiscale, del quale non viene precisata l’entità, sarà però riconosciuto solo a coloro che nel 2008 hanno avuto redditi inferiori ai 35.000 euro.
Tariffe autostradali. Durerà solo 4 mesi il blocco delle tariffe autostradali che nelle bozze del decreto circolate prima dell’approvazione indicavano invece un periodo di 6 mesi. La norma riscrive anche completamente il sistema tariffario del settore autostradale estendendo a tutte le concessionarie la formula che lega gli aumenti tariffari all’andamento dell’inflazione, ma anche agli investimenti effettuati. Viene integrata le norma che riguarda l’applicazione di tariffe agevolate sul gas. Ora potranno essere applicate anche a famiglie con 4 figli e un reddito Isee fino a 20.000 euro.
Pensioni e servizio civile. Viene cancellato l’obbligo della contribuzione pensionistica da parte del Fondo nazionale per il servizio civile. Dal primo gennaio i contributi diventano facoltativi e saranno a carico di colui che dopo aver prestato servizio civile vuole riscattarlo ai fini pensionistici.
Fondi per la scuola. Viene finanziata con 110 milioni per il 2009 la proroga per i lavoratori socialmente utili (Lsu) del settore scolastico.
- Domenica 30 Novembre 2008
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 1 Dicembre 2008 alle 12:33 artisticamente ha scritto:
Il “pacco” anticrisi varato in dieci minuti dal governo Berlusconi il 28 novembre 2008 è deprecabile, più che deludente.
Di fronte a una crisi finanziaria ed economica di dimensioni titaniche, “la montagna ha partorito il topolino….”
Il 1 Dicembre 2008 alle 13:26 Il caso dell’Iva alle pay tv, Berlusconi: “Sky? Colpita anche Mediaset” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Prima un doppio attacco. “Se la sinistra vuole veramente dialogare con noi” dice il presidente del consiglio Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con il convegno della Democrazia Cristiana autonomista di Gianfranco Rotondi, organizzato a Sesto San Giovanni, “una cosa potrebbe veramente farla: porre fine all’alleanza con il signor Antonio Di Pietro, calunniatore e violento. Farebbe un servizio al Paese”. Berlusconi ha quindi accusato la sinistra di lanciare attacchi infondati nei confronti del governo: “Attraverso i loro giornali e le trasmissioni televisive raccontano che noi non abbiamo fatto niente per l’economia reale. Sono perennemente in campagna elettorale”. Poi il Cavaliere si è messo “in difesa” per spiegare la norma che alza l’Iva dal 10 al 20% per le pay tv inserita nel pacchetto “anti-crisi”, subito ribattezzata “tassa Sky”. Ma le polemiche suscitate dall’intervento sulla tv satellitare e la reazione del gruppo di Rupert Murdoch (spot, interventi dei volti noti dela tv satellitare) innescano, comunque, una riflessione sulla misura nella maggioranza. Tanto che da più parti nel centrodestra vengono ipotizzate limature o modifiche in sede di dibattito parlamentare che, secondo quello che è al momento l’orientamento del governo, dovrebbe partire a Palazzo Madama. D’altra parte il ‘caso-Sky’ rappresenta anche un macigno sulla strada, piuttosto stretta, del dialogo auspicato dal Cavaliere. Tutta l’opposizione si scaglia contro la norma considerata dal centrosinistra frutto del conflitto di interessi del premier e penalizzante per milioni di famiglie con l’Italia dei Valori che la bolla come “scandalosa” e da “Repubblica delle banane”. Nulla di tutto ciò per il presidente del Consiglio che, in collegamento telefonico all’assemblea della Dc, per le Autonomie di Gianfranco Rotondi difende il testo. “È stata penalizzata anche Mediaset” dice “che sta facendo partire una tv a pagamento. Questo significa che la sinistra si è inventata ancora una volta il conflitto di interessi”. In ogni caso dalla maggioranza si fa sapere che sulla questione verranno fatte verifiche tecniche. E, anche se, come spiega il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani “al momento la decisione politica è questa”, c’é chi non esclude la possibilità che in Parlamento si intervenga con emendamenti. Sulla norma su Sky “deciderà il Parlamento”, dice il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. “Valuteremo nel merito la questione - sottolinea anche il presidente dei senatori Maurizio Gasparri - e se si trovano soluzioni sul campo c’é la massima disponibilità, vedremo”. Gasparri sottolinea comunque che “l’importante è che non ci sia la volontà di colpire un gruppo importante”. Si spinge ancora più in là il vice presidente dei deputati del Pdl Italo Bocchino che sottolinea la necessità di “approfondire questa norma, serenamente in Parlamento e, se necessario, modificarla lasciando le cose come state fino a oggi”. Il governo mantiene l’obiettivo di approvare il testo, almeno in un ramo del Parlamento, entro Natale, ma, se ci fossero modifiche e, dato che c’è tempo fino al 29 gennaio, il primo ok potrebbe slittare alla prima settimana dopo il rientro dalle ferie. Un tempo più ampio che potrebbe favorire un dialogo che, anche a seguito delle polemiche sulle tv satellitari, è sembrato allontanarsi. “Nonostante le dichiarazioni odierne - sottolinea il parlamentare dell’Udc Roberto Rao - siamo sicuri che il dialogo chiesto da Berlusconi non verrà meno e uno degli effetti sarà quello di far tornare le pay-tv alla normativa precedente”. Certo è che Pd e Idv vanno all’attacco contro quello che giudicano un ennesimo ‘blitz’ figlio del conflitto di interessi. L’ex presidente dei Ds, Massimo D’Alema, parla di una “anomalia” che “non è normale in un Paese democratico”. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.