Editoria: per il quotidiano Finanza e Mercati è l’ora della verità

Danilo Coppola
Il quotidiano Finanza e mercati dovrà aspettare ancora 11 giorni per conoscere il suo destino. Il 12 dicembre, infatti, si terrà l’assemblea dei soci della casa editrice, Editori PerlaFinanza, che dovrà decidere tra due alternative: la ricapitalizzazione o la messa in liquidazione. La decisione di convocare i soci è stata presa dal consiglio d’amministrazione di PerlaFinanza che si è riunito giovedì 27 novembre e che non ha potuto fare altro che prendere atto della crisi in cui versa da tempo il quotidiano. Per uscirne l’unica soluzione individuata è stata quella di proporre ai soci un aumento di capitale pari a 6 milioni di euro, ritenuti indispensabili per proseguire le pubblicazioni. L’aumento di capitale è in opzione agli attuali azionisti ma è stata lasciata aperta la possibilità che investitori terzi possano partecipare, nel caso in cui non venisse sottoscritto per intero. L’alternativa, esplicitata nell’avviso di convocazione, è la messa in liquidazione della società e la chiusura della testata.
Tra i soci della casa editrice il più noto è senz’altro Danilo Coppola; l’immobiliarista romano, agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta, ha infatti il 34,5 per cento della società attraverso la finanziaria Tikal spa il cui liquidatore, Italo Prario, è anche l’amministratore delegato della casa editrice PerlaFinanza. Coppola ha poi sottoscritto un patto di sindacato con un altro azionista, Silvano Boroli che, attraverso la sua B.Holding controlla il 15,54 per cento. I due possono contare sulla maggioranza assoluta del capitale e cioè sul 50,04 per cento. Sta, quindi, innanzitutto sulle loro spalle la responsabilità del destino del giornale che ha una particolarità molto rilevante che ha sempre suscitato lo sconcerto tra gli addetti ai lavori. Nell’elenco dei soci figurano, infatti, due finanziarie che sono riconducibili al direttore di un quotidiano concorrente, ovvero Osvaldo De Paolini, in arbitrato con la società, direttore di Mf. La Finzeta (posseduta dalla moglie e della figlia) e la Finpress (posseduta dalla moglie e da lui stesso) controllano, infatti, il 45,56 per cento della società PerlaFinanza che lo stesso De Paolini contribuì a fondare. Gli altri soci sono i giornalisti Eraldo Gaffino, con il 2,17, Guido Rivolta, con l’1,08, e Ugo Bertone, con l’1,08. Quest’ultimo ha anche recentemente assunto la carica di direttore del quotidiano dopo che Rivolta ha rassegnato le dimissioni da tutte le cariche per tornare ad essere l’uomo comunicazione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti con il quale aveva già lavorato nel 1994 e nel 2001. Rivolta avrà così anche più tempo per dedicarsi all’incarico che ha assunto il primo agosto di quest’anno quando è stato nominato consigliere d’amministrazione di Telespazio, società del gruppo Finmeccanica.

Commenti

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Il 2 Dicembre 2008 alle 19:49 marioros ha scritto:

complimenti per la precisione e per l’imparzialità…
difficile non sapere che anche i signori gaffino, bertone e rivolta a suo tempo hanno stretto un patto di sindacato col signor coppola.
difficile non rilevare, poi, un’altra particolarità rilevante tra gli azionisti di PerLafinanza, che fino al 30 novembre scorso ha suscitato più di una perplessità tra gli addetti ai lavori: come si concilia la direzione di un settimanale finanziario da parte di Rivolta, con la poltrona nel cda di una controllata del Tesoro (Telespazio via Finmeccanica)?
complimenti!! è sempre bello constatare che il giornalismo italiano è libero e non pilotato! bravo Cobianchi! ottimo Belpietro!

Il 4 Dicembre 2008 alle 21:06 plutone91 ha scritto:

vabbè marioros…

e che caz c’entrano Cobianchi e Belpietro con la questione in merito?

Piove, governo ladro?

Potevi fare anche un bel riferimento a Berlusconi ed il quadro era completo…

Il 5 Dicembre 2008 alle 20:41 mariorossirossi ha scritto:

vabbè pluto
se vogliamo fare i finti tonti…
con la questione in merito Belpietro e Cobianchi c’entrano eccome e lo sanno bene
entrambi conoscono molto bene i soggetti coinvolti ed entrambi, il primo in quanto autore dell’articolo e il secondo in quanto direttore del giornale, sono responsabili della qualità dell’informazione che fanno.
berlusconi non c’entra proprio niente, se non in quanto proprietario della casa editrice di questo giornale.

Il 9 Dicembre 2008 alle 13:18 plutone91 ha scritto:

marioros…

l’articolo tratta delle difficoltà economiche del gruppo editori perlafinanza e tu sei andato a parare su Belpietro e Cobianchi…

vuoi che si parli di rivolta? a pro di che? conta come il due di picche briscola a bastoni, dai!

Coppola, De Paolini, Boroli…questi sono i nomi coinvolti nell’articolo. Si parla del dissesto del gruppo non della qualità dell’informazione di EPF….

Il 9 Dicembre 2008 alle 16:29 mariorossirossi ha scritto:

pluto
d’accordo con te su quanto conta rivolta
per il resto non ci siamo capiti o stai giocando al provocatore
la qualità dell’informazione di cui parlavo è quella di panorama, che scrive un articolo per far passare come degli angioletti tre persone che nel dissesto c’entrano come tutti gli altri
e il signor cobianchi autore dell’articolo lo sa bene, così come lo sa il suo direttore, il signor belpietro

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richard-branson
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