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	<title>Economia &#187; La penitenza dei big di Detroit: &#8220;Compenso di un dollaro all&#8217;anno&#8221;</title>
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	<description>Canale Economia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:57:06 +0000</pubDate>
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		<title>La penitenza dei big di Detroit: “Compenso di un dollaro all’anno”</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 22:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele rossi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gli amministratori delegati delle Big three dell'auto Usa, Ford, Gm e Chrysler, vanno a Washington a chiedere il sostegno statale per le aziende in crisi. Questa volta senza jet privati. Alan Murray (Ford) e Rick Wagoner (Gm) annunciano: guadagneremo un dollaro all'anno se ricorreremo al denaro pubblico. La speaker della camera Nancy Pelosi rassicura: "La bancarotta non è un'opzione"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/varie_2/9543_stati_uniti.html" title="Stati Uniti"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/08/14/482edb59bc19e_zoom.jpg" alt="Stati Uniti" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Gli amministratori delegati delle &#8220;big three&#8221;, le tre grandi compagnie automobilistiche americane, sembrano aver capito almeno una lezione: in tempo di crisi, meglio non fare sfoggio di ricchezza. Niente jet privati. Specialmente se si sta andando a chiedere un salvataggio pubblico di miliardi di euro. Erano stati massacrati dalla stampa e <a href="http://laughlines.blogs.nytimes.com/2008/11/20/the-second-guy-in-charge/" target="_blank">dai comici</a>, i numeri 1 di <a href="http://www.gm.com/" target="_blank">General Motors</a>, <a href="http://www.chrysler.it/" target="_blank">Chrysler</a> e <a href="http://www.ford.it/" target="_blank">Ford</a>, quando due settimane fa si erano recati a Washington ognuno con il proprio aereo privato. E così oggi, prima del secondo round di fronte al Congresso degli Stati Uniti, hanno mostrato un&#8217; inedita umiltà, accompagnata da buona volontà per &#8220;rendere competitiva la nostra produzione&#8221;. E hanno insistito su quanto sia seria la situazione, che coinvolge gli oltre tre milioni di lavoratori nel settore. La decisione dei politici è attesa per la prossima settimana. Il termine ultimo per la presentazione di piani è oggi 2 dicembre: gli amministratori delegati delle big three di Detroit compariranno poi davanti al Senato giovedì prossimo e alla Camera il venerdì.<br />
Pronto a rinunciare al proprio stipendio, lavorando per un dollaro all&#8217;anno, si è detto l&#8217;amministratore delegato della Ford, Alan Mulally, se il Congresso Usa approverà il piano di salvataggio per l&#8217;auto. Analoga la scelta del numero uno di Gm, Rick Wagoner, che ha accettato una retribuzione annuale di un dollaro stabilita dalla compagnia (ovviamente i bonus non spariranno dai loro conti correnti). Ford chiede una linea di credito &#8220;in via precauzionale&#8221; da 9 miliardi di dollari in 10 anni e dichiara che il suo sviluppo e il ritorno alla redditività, previsto nel 2011, passerà per auto più piccole ed ecologiche. Nel piano presentato la casa di Henry Ford ribadisce la propria intenzione di voler esplorare tutte le opzioni per Volvo, inclusa la vendita, e stima investimenti per 14 miliardi di dollari nello sviluppo di tecnologie avanzate. E&#8217; inoltre prevista la cancellazione di tutti i bonus da pagare nel 2009 per i manager.<br />
Anche il piano Gm dovrebbe concentrarsi su auto pulita e una riduzione drastica del compensi. Il colloso di Detroit chiederà un prestito da 12 miliardi di dollari e l&#8217;apertura di una linea di credito da 6 miliardi di dollari. Ha incluso nel progetto la progressiva chiusura del settore aereo. E il licenziamento di 35mila persone. Il progetto Chrysler, la cui sopravvivenza secondo gli analisti è seriamente a rischio, potrebbe mostrare la disponibilità del fondo Cerberus, proprietario di Chrysler, a far convolare a nozze la società con un altro marchio. Nel mese di novembre le vendite di auto registrate dalla General Motors, la più in crisi delle tre sorelle, hanno fatto registrare un -43%. &#8220;La bancarotta non è un&#8217;opzione che vogliamo prendere in considerazione&#8221; ha rassicurato oggi gli industriali e i lavoratori la speaker della Camera Nancy Pelosi, che ha però aggiunto: &#8220;decideremo solo dopo aver esaminato i progetti&#8221;.</p>
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