Borse, in fumo 180 miliardi. Piazza Affari ai minimi da 11 anni

Milano ha visto ritornare gli indici di borsa indietro di 11 anni: al termine di una seduta nera sono stati bruciati 17,9 miliardi di capitalizzazione. Il Mibtel ha subito un calo del 4,74% a 14.123 punti si è riportato ai livelli del settembre 1997: lo S&P/Mib ha lasciato sul terreno il 4,99% a 17.968 punti (minimi da dicembre dello stesso anno). E, complessivamente, i titoli delle piazze finanziarie europee hanno perso 180 miliardi. Già negativa in avvio, la borsa di Milano ha accelerato sulla via del ribasso, fino a sprofondare dopo i dati Usa sulla disoccupazione (salita a novembre al 6,7% a causa della perdita di 533 mila posti di lavoro, il dato peggiore degli ultimi 34 anni) e l’andamento negativo di Wall Street che però recupera a fine seduta: il Dow Jones segna +0,09%, lo Standard & Poor’s guadagna lo 0,48% e il Nasdaq l’1,62%. A schiacciare gli indici, è stata in particolare la Caporetto dei titoli petroliferi e i pesanti ribassi che hanno colpito alcuni finanziari e industriali. Il greggio al Nimex scende a quarata dollari al barile.

Colano a picco le borse europee: hanno bruciato 180 miliardi di euro di capitalizzazione e gli indici sono scesi in prossimità dei minimi degli ultimi cinque anni. Scontato senza effetti il taglio di 75 punti base dei tassi d’interesse deciso ieri dalla Banca centrale europea, l’indice Dj Stoxx 600 ha chiuso in calo del 3,8%, portando il saldo settimanale a un -8%. La mattinata era iniziata in un clima di nervosismo, con la chiusura contrastata delle Borse asiatiche e l’avvio negativo di quelle europee. Gli occhi degli investitori erano puntati Oltreoceano, dove erano attesi nel pomeriggio i dati Usa sull’occupazione, importante termometro dello stato dell’economia americana. Così, quando si è saputo che a novembre il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti era salito al 6,7% e che erano andati in fumo 533 mila posti di lavoro (le attese degli analisti erano per 335 mila), in quella che si è rivelata la più consistente emorragia degli ultimi 34 anni, i listini hanno accentuato le flessioni. Già in mattinata i mercati avevano dovuto incassare le previsioni sconfortanti della Bundesbank secondo cui il 2009 sarà per l’economia tedesca l’anno peggiore degli ultimi 16. Mentre l’Europa si inabissava (Parigi arriva a cedere oltre il 6% e Francoforte il 5%) Wall Street iniziava le contrattazioni in forte ribasso, appesantita dal comparto petrolifero e dai cali di Goldman Sachs e General Motors salvo più tardi entrare in una fase di accentuata volatilità. Ma a fine seduta il Dowjones segna +0,09%.

Orizzonte minaccioso per il settore dell’automobile negli Stati Uniti: “Sono preoccupato dalla sopravvivenza delle case automobilistiche”, spiega George W. Bush, il presidente uscente degli Stati Uniti. La crisi in corso “prima di migliorare peggiorerà”, afferma dal canto suo Barack Obama, il suo successore alla Casa Bianca. Con una mossa apparentemente concordata, il presidente uscente degli Stati Uniti ed il presidente eletto che entrerà in carica il 20 gennaio, hanno avvertito gli americani che la crisi sarà lunga e difficile. E lo hanno fatto proprio mentre i responsabili delle tre grandi case automobilistiche in crisi (Gm, Ford e Chrysler) stanno mendicando aiuti miliardari ad un decisamente scettico Congresso degli Stati Uniti per evitare la bancarotta.

A Piazza Affari la performance peggiore nella settimana è quella di Banco Popolare, in ribasso del 31,71%, dopo che la tedesca Dz Bank si è sfilata dall’accordo con Italease, in cui il Banco detiene un’importante quota azionaria. Male anche i big del credito, con Intesa -8,91% e Unicredit -14,98%, nonostante abbia trovato soluzione senza danni la complessa vicenda del debito della Tassara; rialzo invece per Monte Paschi (+8,21%). In campo energetico, giù i petroliferi, con Eni -13,21%, Saipem -17,23% e gli affini come Tenaris (-10,31%), ma soffrono anche Enel (-17,24%) e Terna (-6,35%) per via del calo dei consumi elettrici e della discesa delle tariffe, anche se il governo ha smentito futuri blocchi. Telecom ha presentato l’atteso piano, che prevede nuovi tagli occupazionali, e in Borsa il titolo accusa un -4,26%. La situazione economica danneggia Fiat (-12,42%) nonostante si sia tornati a ventilare un mantenimento degli incentivi per la rottamazione delle auto. Tra le altre blue chips, positiva Lottomatica (+1,25%), bene tra i media L’Espresso (+5,25%) e Mondadori (+10,43%).

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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