Bce: crisi anche nel 2009. “Subito misure annunciate dai governi”

Jean-Claude Trichet

La crisi durerà a lungo e i governi devono attuare “rapidamente” le misure annunciate, anche se c’è il rischio di un peggioramento dei conti pubblici, specie per quei paesi con squilibri di bilancio. È il monito lanciato dalla Bce nel suo bollettino mensile. “Le significative misure annunciate dai governi per far fronte alle turbolenze finanziarie” spiega l’Eurotower “dovrebbero essere attuate rapidamente in modo da contribuire ad assicurare l’affidabilità del sistema finanziario e da evitare limitazioni nell’offerta di credito alle imprese e alle famiglie”. E laddove vi è margine di manovra, aggiunge l’istituto, “potrebbero essere quanto mai efficaci misure di bilancio aggiuntive se tempestive, mirate e temporanee”.
In particolare, per la Bce risulteranno particolarmente utili misure che siano contemporaneamente in grado di porre solide basi per la ripresa e per una maggiore crescita potenziale, migliorare la qualità delle finanze pubbliche e promuovere riforme strutturali.
La ripresa, secondo gli esperti dell’Eurosistema, arriverà solo nel 2010 e ci si attende per l’area euro un tasso di variazione del Pil negativo su base trimestrale fino a metà 2009. Nel 2008 la crescita di Eurolandia dovrebbe attestarsi tra lo 0,8% e l’1,2% mentre per l’anno prossimo è attesa una variazione compresa tra -1% e zero. Le stime sono state riviste al ribasso rispetto a quelle formulate a settembre. L’inflazione invece dovrebbe continuare a ridursi “nei prossimi mesi” ma potrebbe “tornare ad aumentare nella seconda metà dell’anno prossimo”. Il livello di incertezza riguardo alle prospettive economiche resta “eccezionalmente elevato” e i rischi per la crescita economica, spiega l’istituto, sono orientati verso il basso e sono connessi principalmente alla possibilità di un maggiore impatto sull’economia reale delle turbolenze nei mercati finanziari.
La Bce lancia anche l’allarme per i conti pubblici: “Le attuali prospettive per i conti pubblici” osserva “indicano un forte deterioramento dei saldi di bilancio nell’area dell’euro e vi è il rischio di un ulteriore peggioramento”. In base alle previsioni economiche autunnali della Commissione europea, infatti, il disavanzo medio delle amministrazioni pubbliche dell’area dell’euro in rapporto al Pil dovrebbe aumentare considerevolmente nel 2008 e nel 2009. È quindi “essenziale” che tutte le parti coinvolte rispettino l’impegno assunto di applicare appieno le disposizioni del Patto di stabilità e crescita “che fornisce la flessibilità necessaria”. La banca centrale europea vede nero anche sul fronte dei consumi: la spesa della famiglie “ha subito una netta moderazione nel 2008″ e ci si attende “un andamento contenuto” dei consumi privati nel prossimo futuro.

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