Sono quasi 7 milioni gli italiani che per Natale trascorreranno una microvacanza restando fuori casa fino a tre notti alla scoperta delle bellezze ambientali, culturali ed enogastronomiche del territorio vicino alla propria sede di residenza. È quanto emerge dal primo dossier sulle “microvacanze a chilometri zero” presentato da Coldiretti e la società di ricerca SL&A.
I dati di Natale evidenziano che sul totale delle vacanze di fine anno il 46% degli italiani sceglie il breve periodo (da uno a tre giorni) una quota quasi raddoppiata rispetto al 29% del 2005. La preferenza per la microvacanza è la conferma di un andamento ormai inarrestabile. Nel 2008 infatti si è verificato per la prima volta il sorpasso delle microvacanze sulle vacanze tradizionali (4 notti e più). Secondo le stime SL&A-Coldiretti quest’anno su 97,5 milioni di viaggi per le vacanze il 51,3% riguardavano le microvacanze e il 49,7% le vacanze tradizionali. A dimostrazione dell’entità del fenomeno - precisa Coldiretti - si stima che, per il periodo compreso tra Natale e l’Epifania, negli alberghi nazionali circa il 25% degli ospiti risiede nella stessa regione in cui si trova la struttura, il 33% in regioni confinanti e il restante 42% in località più lontane. “Le microvacanze” ha sottolineato il presidente di Coldiretti Sergio Marini “sono un fenomeno non necessariamente legato alla crisi ma frutto anche di un ritrovato interesse per i valori e la cultura dei propri territori”.
La possibilità di trascorrere una microvacanza gratificante è favorita in Italia dalle molteplici opportunità dell’offerta turistica territoriale con la più ampia varietà di patrimoni culturali, artistici, ambientali ed enogastronomici. Non mancano in Italia - continua la Coldiretti - i percorsi turistici legati all’enogastronomia con 142 “strade dei vini e dei sapori” lungo le quali assaporare le molteplici tipicità del territorio. Riguardo alla strade del vino e dei sapori la regione con il maggiore numero è il Veneto con 15. E se i diciottomila agriturismi presenti lungo tutta la penisola sono i luoghi ideali dove riposare e riscoprire i sapori delle tradizioni, in Italia sono “aperti al pubblico” per acquistare prodotti enogastronomici 60.700 frantoi, cantine, malghe e cascine. L’Italia secondo la Coldiretti può contare su 772 parchi e aree protette che coprono il 10% del territorio nazionale, sulla leadership europea nella produzione biologica e nell’offerta di prodotti tipici con ben 174 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4396 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 41 Docg e 120 Igt).
La scelta della microvacanza ha anche - sostiene la Coldiretti - un valore ambientale perché consente di risparmiare carburante e quindi di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra nell`atmosfera. Lo dimostra il fatto che per arrivare nelle Maldive partendo da Roma si percorrono quasi 15mila chilometri liberando 1,6 tonnellate di CO2 per persona, mentre per recarsi a Parigi da Milano la produzione è di 200 chili di CO2 per un tragitto di 1300 chilometri. Si tratta di valori molto lontani da quelli generati dai trasporti con auto della distanza media di 75 chilometri che sono la tratta media percorsa dai privati sulla rete autostradale.
In Italia nel 2008 si è verificato per la prima volta - conclude la Coldiretti - il “sorpasso” delle microvacanze (quelle da 1 a 3 notti) che sono diventate di più delle vacanze tradizionali (quelle di 4 notti e più). Una tendenza che tende a consolidarsi nel tempo con la proiezione al 2020 elaborata da SL&A che arriva anche a far intravedere un sorpasso, non solo in numero di viaggi, ma anche in termini di fatturato delle microvacanze su quelle più lunghe.
- Lunedì 22 Dicembre 2008
FALLIMENTO O SALVATAGGGIO?
PROBLEMI E SOLUZIONI
APPLE - LUCI E OMBRE
ECONOMIA 2.0
L’AGENDA DEL GOVERNO E DEGLI ITALIANI
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO
AGENDA POLITICO-ECONOMICA DELLA SETTIMANA











UN ANNO DI ECONOMIA
IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide
Libia: i nostri interessi in gioco








Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 22 Dicembre 2008 alle 14:21 Istat: il 5,3 per cento delle famiglie non ha soldi per il cibo » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] A fine 2007 è salito dal 4,2% al 5,3% il numero delle famiglie che ha dichiarato di avere avuto nel corso dell’anno “momenti con insufficienti risorse per l’acquisto di cibo”. Emerge dall’indagine dell’Istat sulla distribuzione del reddito e le condizioni di vita in Italia. Sale dal 14,6 al 15,4% il numero delle famiglie che ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. L’Istat rileva “segnali di disagio particolarmente marcati” al sud e nelle isole, ed in particolare in Sicilia dove sale al 10,1% il numero di famiglie con problemi di risorse per il cibo. Tutti gli indicatori rilevati dall’Istat, nell’indagine annuale su un campione di 28 mila famiglie, mostrano un peggioramento delle condizioni di vita a fine 2007. Già prima, quindi, della crisi economica, per gli esperti dell’Istituto di statistica, le famiglie hanno iniziato a vivere una “fase particolarmente critica”. Condizioni di difficoltà che riguardano in particolare i nuclei familiari con tre o più figli, gli anziani soli soprattutto se donne, e le famiglie mono-genitore in particolare per le donne sole divorziate o vedove. Il 32,9% delle famiglie ha dichiarato di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro. Sale dal 10,4% al 10,7% la quota di famiglie che ha avuto difficoltà nel riscaldare adeguatamente la propria abitazione. L’Istat giudica “non trascurabili” le percentuali di famiglie che hanno registrato difficoltà relative a beni di prima necessità: oltre al dato sugli alimentari, è salito dal 10,4% all’11,1% la quota di famiglie che nel corso del 2007 ha avuto momenti con insufficienti risorse per le spese mediche, mentre sale dal 16,8 al 16,9% il numero di famiglie che ha avuto difficoltà per l’acquisto di abiti necessari. Al sud e nelle isole l’Istat registra “segnali di disagio particolarmente marcati rispetto al resto del paese”, con il 22% delle famiglie che “arriva con grande difficoltà alla fine del mese” ed il 46,4% che “dichiara di non poter far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro”. I disagi maggiori in Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Al nord la regione fanalino di coda e’ il Piemonte mentre al centro è il Lazio. Nel 2007 il 18,5% delle famiglie monoreddito ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese mentre “le famiglie che possono contare su un reddito autonomo come fonte principale sono quelle che riportano meno frequentemente situazioni di difficoltà”. La famiglia tipo che presenta minori difficoltà economiche è quella senza figli: è dell’11,2% la quota che ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà a fine mese. LEGGI ANCHE: Sette milioni di italiani per Natale scelgono la micro vacanza [...]
Il 22 Dicembre 2008 alle 15:32 Secondo l’Istat il 5,3% delle famiglie non ha soldi per il cibo | El Gallito de las Rocas ha scritto:
[...] A fine 2007 è salito dal 4,2% al 5,3% il numero delle famiglie che ha dichiarato di avere avuto nel corso dell’anno “momenti con insufficienti risorse per l’acquisto di cibo”. Emerge dall’indagine dell’Istat sulla distribuzione del reddito e le condizioni di vita in Italia. Sale dal 14,6 al 15,4% il numero delle famiglie che ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. L’Istat rileva “segnali di disagio particolarmente marcati” al sud e nelle isole, ed in particolare in Sicilia dove sale al 10,1% il numero di famiglie con problemi di risorse per il cibo. Tutti gli indicatori rilevati dall’Istat, nell’indagine annuale su un campione di 28 mila famiglie, mostrano un peggioramento delle condizioni di vita a fine 2007. Già prima, quindi, della crisi economica, per gli esperti dell’Istituto di statistica, le famiglie hanno iniziato a vivere una “fase particolarmente critica”. Condizioni di difficoltà che riguardano in particolare i nuclei familiari con tre o più figli, gli anziani soli soprattutto se donne, e le famiglie mono-genitore in particolare per le donne sole divorziate o vedove. Il 32,9% delle famiglie ha dichiarato di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro. Sale dal 10,4% al 10,7% la quota di famiglie che ha avuto difficoltà nel riscaldare adeguatamente la propria abitazione. L’Istat giudica “non trascurabili” le percentuali di famiglie che hanno registrato difficoltà relative a beni di prima necessità: oltre al dato sugli alimentari, è salito dal 10,4% all’11,1% la quota di famiglie che nel corso del 2007 ha avuto momenti con insufficienti risorse per le spese mediche, mentre sale dal 16,8 al 16,9% il numero di famiglie che ha avuto difficoltà per l’acquisto di abiti necessari. Al sud e nelle isole l’Istat registra “segnali di disagio particolarmente marcati rispetto al resto del paese”, con il 22% delle famiglie che “arriva con grande difficoltà alla fine del mese” ed il 46,4% che “dichiara di non poter far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro”. I disagi maggiori in Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Al nord la regione fanalino di coda e’ il Piemonte mentre al centro è il Lazio. Nel 2007 il 18,5% delle famiglie monoreddito ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese mentre “le famiglie che possono contare su un reddito autonomo come fonte principale sono quelle che riportano meno frequentemente situazioni di difficoltà”. La famiglia tipo che presenta minori difficoltà economiche è quella senza figli: è dell’11,2% la quota che ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà a fine mese. LEGGI ANCHE: Sette milioni di italiani per Natale scelgono la micro vacanza Attualità, Cronaca, Società, Varie | [...]
Il 23 Dicembre 2008 alle 19:31 Quattro italiani su 10 in partenza per le vacanze-blitz. E il treno fa la parte del leone » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Viaggiare sì, ma dove? Sempre secondo l’Isnart chi si permetterà un viaggio privilegerà soprattutto il l’Italia (dove si concentreranno il 72,1% dei flussi) e in modo particolare Trentino (11,3%) seguito da Toscana (7,7%) e da Lombardia (6,8%). Per quanto riguarda le destinazioni estere, l’Isnart segnala il primo posto della Francia con il 4%, seguita da Austria (3,2%) e Spagna (3,1%). L’ associazione dei consumatori Telefono blu parla di un calo del 20 per cento delle richieste sull’ estero e del 15 sulle località italiane mentre le agenzie di viaggio stimano un dieci per cento in meno, sperando in un recupero sul Capodanno. Sarà un Natale casalingo e familiare, insomma, più per economia che per scelta. La stima degli addetti del settore è che tra viaggi “di piacere” e di “ricongiungimento familiare” alla fine si muoveranno 4 italiani su 10. Se molti devono rinunciare alla settimana bianca, sono almeno altrettanti quelli che si concederanno una vacanza a cinque stelle: le prenotazioni in agenzie di viaggio per i resort di lusso non hanno registrato cali. E anche nelle località più modaiole del turismo invernale la crisi non ha colpito duro: Cortina d’Ampezzo si presenta con il suo tradizionale ‘’tutto esaurito’’. Negli alberghi della conca, ormai tutti aperti, è difficile trovare un posto letto per le prossime notti. Segnalato in crescita il turismo rurale: con circa il 7 per cento dei vacanzieri che per Natale e/o Capodanno alloggerà in agriturismo la previsione è per un aumento della vacanza in campagna favorita anche dai prezzi che sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. Lo afferma la Coldiretti sulla base dell’indagine Confesercenti-Swg. Ma la percentuale che salirà di più sarà quella di chi alloggerà presso amici e parenti (30%), seguita da un 25% che sceglierà come soluzione l’albergo o la pensione. Cresce dell’11% il numero degli italiani che si affideranno ai bed and breakfast. [...]
Il 17 Luglio 2010 alle 9:15 Notizie dai blog su 30 milioni di italiani in vacanza ha scritto:
[...] Sette milioni di italiani per Natale scelgono la micro vacanza Sono quasi 7 milioni gli italiani che per Natale trascorreranno una microvacanza restando fuori casa fino a tre notti alla scoperta delle bellezze ambientali, culturali ed enogastronomiche del territorio vicino alla propria sede di residenza. blog: canale economia | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.