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	<title>Economia &#187; 2008 &#8220;horribilis&#8221;: stipendi fermi, spese in aumento</title>
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	<description>Canale Economia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:44:11 +0000</pubDate>
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		<title>2008 “horribilis”: stipendi fermi, spese in aumento</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 17:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele rossi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Uno studio Ires-Cgil sostiene "salari al passo con l'inflazione nel 2008: crescita pari a 0". Mentre le spese, rivela una ricerca di Federconsumatori e Adusbef, sono aumentate del 6% nei dodici mesi, ma solo a causa dell'aumento generalizzato dei prezzi. Le previsioni per il 2009? Prezzi in calo, stipendi anche (a causa dei licenziamenti)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/12/05/4938fcf1660a6_zoom.jpg" alt="Banco di prodotti alimentari" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Nello stesso giorno Cgil e Federconsumatori scattano una fotografia preoccupante per l&#8217;economia italiana: il più grosso sindacato d&#8217;Italia rivela che le retribuzioni dei lavoratori sono cresciute nel corso dell&#8217;anno allo stesso ritmo dell&#8217;inflazione, segnando così una crescita pari a 0, mentre l&#8217;associazione dei consumatori dice che le spese medie delle famiglie sono cresciute del 6 per cento. L&#8217;aumento medio annuale che viene  registrato delle statistiche sulle retribuzioni dello studio <a href="http://www.ires.it/node/845" target="_blank">Ires-Cgil</a> anticipato oggi all&#8217;Ansa  probabilmente farà registrare un +3,4/+3,5 per cento a fine anno,  dato che risulterà interamente bruciato dall&#8217;inflazione che,  nonostante la frenata degli ultimi mesi, ha registrato livelli alti specialmente in estate, con il boom del prezzo del petrolio. La Cgil  ha calcolato che  l&#8217;andamento dei redditi negli ultimi anni sta penalizzando in  maniera sempre più evidente le buste paga degli impiegati e  degli operai. Tra il 2002 e il 2008 le famiglie con a capo un  dipendente hanno, infatti, perso circa 1.600 euro, a cui vanno  aggiunti altri 360 euro di mancato recupero del fiscal drag per  il solo 2008. Nello stesso periodo i nuclei che hanno avuto per  capofamiglia un imprenditore hanno goduto di un aumento di  reddito di oltre 9 mila euro. Per il presidente Ires Agostino Menguale questa stagnazione delle buste  paga non potrà non avere effetti sulla congiuntura: &#8216;&#8217;secondo i  nostri dati il calo dei consumi è un fatto reale e, purtroppo,  destinato a peggiorare nel 2009 in assenza di interventi fiscali  del governo a sostegno dei redditi e delle pensioni&#8221;.<br />
Le previsioni della Cgil sembrano al momento  confermate dai dati Istat, le cui ultime rilevazioni sono  riferite a novembre. A quella data il tasso di inflazione acquisito per il 2008 risulta infatti pari al 3,4%, nonostante  il dato mensile evidenzi un calo tendenziale della crescita dei  prezzi sceso dal 3,5% al 2,7%. Allo stesso modo il dato Istat  sull&#8217;andamento delle retribuzioni mostra che tra gennaio e  novembre l&#8217;aumento è stato proprio del 3,4%.<br />
A rendere più cupo lo scenario c&#8217;è , uno studio sulle variazioni di spesa delle famiglie realizzato da <a href="http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=20081227125311&amp;t=news" target="_blank">Federconsumatori e Adusbef</a>. Secondo le due associazioni nel 2008 gli italiani hanno speso in media 31.700 euro con una crescita del 5,9% rispetto al 2007 (+1.720 euro). L&#8217;analisi di prezzi e tariffe rivela un aumento generalizzato dei principali beni di consumo, escluse spese telefoniche e sanitarie. I capitoli che più hanno inciso sul potere di acquisto sono essenzialmente due: i costi per il mantenimento della propria abitazione derivanti dagli aumenti spropositati nel corso dell&#8217;anno dei prezzi del petrolio (luce, gas, acqua e rifiuti urbani) e quello relativo al settore agro-alimentare che tuttavia non registra significative diminuzioni in corrispondenza della diminuzione dei prezzi internazionali delle materie prime. Inoltre, sottolinea il rapporto, c&#8217;è da considerare l&#8217;aumento negli ultimi due anni dei tassi per i mutui a tasso variabile (contratti da oltre 3 milioni di famiglie), che hanno iniziato a scendere solo negli ultimi due mesi con il taglio del costo del denaro da parte della Bce. &#8220;A differenza degli altri anni&#8221; concludono le associazioni &#8220;riteniamo azzardato fare previsioni in tema di prezzi e tariffe per il 2009 vista la gravità della crisi e l&#8217;estrema volatilità dei prezzi del petrolio, del differenziale euro-dollaro e delle variabili Borsistiche&#8221;. Ma se la recessione dovesse persistere, sostengono,  &#8220;si assesteranno in riduzione i prezzi e le tariffe energetiche già dai primi mesi 2009, ma ci sarà anche il forte peggioramento del potere di acquisto delle famiglie per minori entrate di reddito (cassa integrazione e licenziamenti) pari a 492 euro annui&#8221;.</p>
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