- Tags: aziende, Banca-dItalia, calo, crisi, industrie, misure, occupazione, Pil, ripresa, Silvio-Berlusconi, stime
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Se per Tremonti “non è il Medioevo”, per il premier un calo del pil nel 2009 del 2% “non è così drammatico” anche perché le stime indicano una ripresa per la fine dell’anno e un miglioramento per il 2010. Berlusconi, parlando all’inaugurazione al Pio Albergo Trivulzio di Milano di una sezione dedicata alla memoria della madre Rosa (per la quale ha fatto una donazione di 500mila euro), ha sottolineato che la “crisi riguarda tutto il mondo” ma proprio a fronte di questo scenario nero “la situazione italiana non è così drammatica come tutti pensano”.
Quel calo del 2% del pil che si paventa in Banca d’Italia, significherebbe “tornare indietro di due anni e noi allora non stavamo così male”. Il premier invita anche a considerare che “un momento di riflessione in un’epoca di consumismo non è affatto drammatica”. Piuttosto “la profondità della crisi dipende da noi, dai consumatori europei. Per questo l’unica paura che dobbiamo avere è di avere troppa paura”. Insomma l’appello è a non ridimensionare i consumi, a non cambiare lo stile di vita, per timore delle previsioni negative perché questo non farebbe altro che aggravare la situazione.
Poi ha risposto alle richieste dell’Unione europea di intervenire sulle pensioni. Berlusconi ha assicurato che il sistema pensionistico italiano non verrà cambiato (”non si può cambiarlo ogni due anni”) ma “certamente ci sono delle cose che dobbiamo fare, per esempio l’Europa ha ritenuto discriminante il fatto che le donne italiane vadano in pensione cinque anni prima degli uomini. L’Europa ci costringerà a rivedere questa situazione”.
Il premier ha però precisato che se la riforma pensionistica con l’innalzamento a 65 anni dell’età della pensione per le donne dovesse andare in porto, la scelta sarebbe volontaria. “L’età della pensione a 65 anni” ha spiegato “è da intendersi come un diritto delle lavoratrici che possono continuare a lavorare fino a 65 anni come gli uomini. Non ci sarà una imposizione”.
Poi in risposta a quanti, dal centrosinistra alla Confindustria, criticano il governo per aver fatto poco, Berlusconi ha ricordato che “la Ue apprezza i nostri interventi, quello che abbiamo fatto sia sul fronte del rigore e della prudenza, sia per il sostegno dell’economia e delle famiglie bisognose.
Le parole del premier hanno scatenato le repliche dell’opposizione. Per il leader del Pd Walter Veltroni “sta sminuendo la drammaticità della situazione e non capisce che, invece, si tratta di posti di lavoro, aziende che chiudono, il Paese vero che va in crisi”. A rincalzare le accuse anche il ministro dell’economia del governo ombra, Pier Luigi Bersani: “La lettura che punta a minimizzare la gravità della crisi economica è inaccettabile”.
- Mercoledì 21 Gennaio 2009
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Il 8 Agosto 2009 alle 14:39 Impressioni economiche di settembre | Diritto di critica ha scritto:
[...] «Questa crisi non è un dramma» 21 Gennaio 2009 [...]
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