Auto, il governo in campo. Berlusconi: “Tavolo per gli aiuti”

auto

Il premier Silvio Berlusconi annuncia che martedì si aprirà a Palazzo Chigi un tavolo per studiare “un intervento” sul settore dell’auto colpito dalla crisi economica.
“Ci siamo tutti detti - ha spiegato a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola ufficiali dei Carabinieri - che le misure da prendere avrebbero dovute essere coordinate tra tutti i Paesi dell’Unione. Questo stiamo facendo, ci sono particolari settori che necessitano di un intervento, per esempio il settore dell’auto che ha avuto il calo più profondo e anche per questo settore ho dato il via alla convocazione di un tavolo a Palazzo Chigi, credo per martedì prossimo”. Un tavolo che, spiega Scajola, servirà ad “esaminare la situazione del settore e le linee di intervento concordate la settimana scorsa a livello europeo”, ma “anche ad analizzare le prospettive del mercato e a valutare le possibili iniziative da assumere a livello governativo”.
Una proposta per rilanciare il settore è arrivata anche da Emma Marcegaglia: “Va aiutata l’intera filiera a partire dalle piccole e medie imprese dell’indotto che oggi soffrono molto. La Fiat occupa in Italia 60 mila addetti, con l’indotto si arriva ad un milione. Si ad incentivi che siano indirizzati all’efficienza energetica, alla mobilità ecologicamente compatibile, al rinnovamento dei prodotti”. Il presidente di Confindustria, intervistata dal Sole 24 ore, ha spiegato: “Noi dobbiamo preoccuparci del fatto che gli interventi nel settore di altri governi, penso in particolare a quello francese e tedesco ma presto anche all’America di Obama, finiranno per creare gravi distorsioni alla concorrenza e un danno indiretto e serio per noi resteremo fermi”. Quello che fa bene all’intero settore automobilistico e della meccanica, quindi, sottolinea Marcegaglia, “fa bene al Paese. Ma non c’è solo l’auto. E bisogna, a differenza di altre occasioni, avere un’attenzione maggiore per la piccola impresa di tutti i settori produttivi”.

Intanto Fiat rivede al ribasso le stime per il 2009 già annunciato mesi fa come anno difficile dall’ad Sergio Marchionne.
Il gruppo prevede un calo del 20% della domanda globale dei suoi prodotti ed un utile netto superiore ai 300 milioni di euro. Inoltre conta di chiudere l’anno con un risultato di gestione ordinaria superiore ad un miliardo di euro, oneri di ristrutturazione pari a circa 300 milioni di euro e cash flow industriale netto del gruppo superiore a un miliardo di euro con un indebitamento netto industriale inferiore a 5 miliardi di euro. Fiat, si legge in un comunicato, “si attende un andamento disomogeneo dei risultati trimestre su trimestre con un primo che sarà particolarmente difficile. La società si attende invece miglioramenti nel resto dell’anno 2009 per effetto delle ristrutturazioni. Per l’anno prossimo gli oneri di ristrutturazione saranno pari a circa 300 milioni. Il gruppo torinese aggiunge nel comunicato che “continuerà a implementare la strategia di alleanze mirate al fine di ottimizzare gli impegni di capitale e ridurre i rischi”.
Il titolo del Lingotto, a pochi giorni dall’annuncio dell’alleanza strategica con Chrysler, continua ad andare male in borsa. È stato sospeso quando cedeva il 14,55% e poi, riammesso agli scambi, ha ridotto le perdite a circa - 8%. Oggi il Lingotto ha smentito le ipotesi di stampa relative ad un possibile aumento di capitale.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 22 Gennaio 2009 alle 17:40 vincenzoaliascontadino ha scritto:

FIAT NON DISTRIBUISCE DIVIDENDI 2008
Naturale chiedersi chi l’ha preso in quel posto avendo investito in Fiat: ma quanto guadagnato i manager (poco meno di Romiti che porto il suo fine rapporto con i TIR). Perchè invece, non fare pagare il 30% in meno del listino non ci avrebbero guadagnato di più, datosi che le vendite sarebbero aumentate? Secondo voi, con la il in ribasso greggio, mentre la benzina vola consigliabile comprarsi un’auto nuova? Allora perché non innestare una politica dei prezzi di listino in ribasso senza fronzoli o del pagamento a rate, ma o con tassi esagerati con aumenti di listino? Credo che l’onestà commerciale pagherebbe di più. vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera

Il 22 Gennaio 2009 alle 17:40 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Si parla di crisi e di oltre il 30% di produzione: ma mai saputo che un’auto costa oltre il 30% di quello che vale? Io contadino sia pure per hobby e necessità vista che con la pensione ci paghi solo le bollette poi aspettare fine mese o in città sui bordi di banchi di frutta. Allora, l’altro ieri ho comprato la farina per fare il pane ebbene, questo prodotto è aumentato di oltre 100%, ora provate quanto ha guadagnato il contadino del grano dopo la mietitura 2008! Io credo che sia la confindustria contestata al sud con battage pubblicitario del Netwok TN, di Luca Montrone, patron di Telenorba, la tv leader in Puglia di cui ha ragione che esiste solo un’attività solo per il nord, al sud briciole d’aiuti alle imprese: questo però succede anche per poca attività, mancanza d’idee e lungimiranza dai ricchi meridionali: da tenere conto anche per l’impossibilità di esporsi per le varie mafie esistenti o banche poco attente e di parte. vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera

Il 22 Gennaio 2009 alle 19:32 Corrado Buccieri ha scritto:

Troppo auto invendute.Dare un contributo alla Fiat oggi
significa tornare al tempo di Re Agnelli,non è giusto,
piuttosto abbassino i prezzi delle auto ed il mercato
si riprenderà ……malgrado il vento di crisi che hanno creato col loro strozzinaggio.

Il 26 Gennaio 2009 alle 20:43 Auto in crisi, da Marchionne l’allarme: a rischio 60mila posti » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] A due giorni dal tavolo sulla crisi del settore automobilistico in programma a palazzo Chigi tra Governo, imprese del settore e sindacati (Fiom, Fim, Uilm e Fismic), l’ad di Fiat Sergio Marchionne conferma i timori espressi dai sindacati e lancia l’allarme: “Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale” ha detto l’amministratore delegato del Lingotto. Marchionne ha parlato entrando all’Unione Industriale dove si tiene la riunione del consiglio direttivo sulla crisi economica. “Dal governo ci aspettiamo un intervento per tutto il settore dell’Auto, che sta vendendo il 60% in meno dell’anno scorso. Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l’economia”, ha aggiunto Marchionne. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!