Governo - Fiat, vertice sull’auto: si studia un pacchetto da 300 mln

Sergio Marchionne, ad di Fiat

Sergio Marchionne, Luca Cordero di Montezemolo e John Elkann chiedono al governo di estendere gli incentivi che il governo dovrebbe varare nel tavolo di domani a Palazzo Chigi anche alle vetture Euro due. Il pacchetto non dovrebbe superare i 300 milioni di euro e si tratterebbe di una spesa per sostenere interamente le vendite: in pratica una proroga degli incentivi per la rottamazione scaduti a fine dicembre.
L’ipotesi è stata discussa a Roma tra i vertici Fiat, i ministri Giulio Tremonti (Economia), Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Maurizio Sacconi (Welfare) e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. 45 minuti di incontro tra i vertici della Fiat e il governo a Palazzo Chigi in vista del tavolo con imprese e sindacati.
L’allargamento degli incentivi agli Euro due consentirebbe di ampliare la platea delle vetture che potrebbero sfruttare il bonus: tra le 200 e le 250.000. I manager avrebbero anche chiesto un sostegno diretto alle imprese di tutto il comparto perchè le difficoltà della Fiat hanno effetti diretti su tutta la filiera della produzione: mettere in mobilità un operaio del Lingotto vuol dire mandare a casa quattro operai dell’indotto.
Dopo i timori espressi dallo stesso amministratore delegato del Lingotto sui 60.000 posti a rischio nel comparto, nelle fabbriche sale la preoccupazione e gli operai di Pomigliano d’Arco bloccano la circolazione stradale.
All’indomani dell’allarme lanciato da Sergio Marchionne, a scendere in campo è il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Sulla crisi del settore auto, è l’appello di Epifani, “il governo apra gli occhi e decida”. Il numero uno della Cgil ha invitato l’esecutivo “a convincersi che non può affrontare crisi come quelle attuali con misure tampone come ha fatto finora”. Quanto all’allarme sull’occupazione, Epifani non ha dubbi: “Non deve stupire che c’è una sintonia di valutazione, perchè Marchionne sa com’è la situazione. Quanto ha detto corrisponde a quello che abbiamo detto già noi”.
Chiede interventi a tutela della produzione e dell’occupazione il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, la Uil sollecita risorse per l’innovazione e incentivi a sostegno della domanda.
Ma se il settore è compatto nel chiedere aiuti, all’interno del governo restano sensibilita’ diverse. Assolutamente contraria a ulteriori aiuti alla Fiat si è detta la Lega Nord. Il ministro per la Semplificazione Legislativa, Roberto Calderoli, insiste a ribadire il suo “no ad interventi in aiuto solo di una singola azienda”, mentre si dice disponibile a un sostegno per l’intero settore. Un comparto che, osserva il sottosegretario alla Presidenza, Paolo Bonaiuti, “rimane sempre uno dei principali componenti della ricchezza nazionale”. Mentre il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi oggi sottolinea che: “C’è un evidente problema dell’industria dei beni di consumo durevoli, non solo dell’auto”. Di contro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, evidenzia come, quello dell’auto, “rimane sempre uno dei principali componenti” insieme “all’indotto che lo sostiene, della ricchezza nazionale”.
“Alla fine inevitabilmente si farà un favore alla Fiat disponendo degli aiuti, ma creando irritazione in tutti gli imprenditori piccoli e medi”, osserva Massimo D’Alema, mentre il leader del Pd, Walter Veltroni, sollecita “sostegni all’auto, ma nella direzione di un rinnovamento ecologico” e invita “a non isolare la crisi dell’auto da quella del sistema industriale”. Pierluigi Bersani, ministro dell’Economia nel governo ombra del Pd, chiede che con gli aiuti “si eviti di fare danni”.
Gli annunci di chiusura temporanea degli stabilimenti diffusi da tutti i principali gruppi automobilistici fanno prevedere, in base all’analisi dell’istituto Ihs, un calo della produzione in Europa nel primo trimestre dell’anno. Il gruppo Fiat dovrebbe subire rispetto allo stesso periodo del 2008, un taglio del 19% alla produzione, mentre nella Ue il calo dovrebbe attestarsi al 25% con una perdita globale di 950 giorni lavorativi.

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Il 28 Gennaio 2009 alle 22:06 Scajola: “Tra 10 giorni gli incentivi all’auto”, Marcegaglia: “A rischio 300mila posti” » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] L’onda lunga della crisi si avvicina ai settori più esposti: auto e costruzioni. Come è accaduto in Usa con Gm e Chrysler, salvate dalla bancarotta solo con l’intervento governativo, anche la Fiat è costretta a chiedere aiuto al governo. Ad aiutarla ci pensa la numero 1 di Confindustria Emma Marcegaglia, che nell’incontro con l’esecutivo a Palazzo Chigi ha detto che se ci sarà un calo degli ordinativi del 60% nel primo trimestre dell’anno nel settore auto, si rischia un calo di occupazione monstre, con 300mila persone a rischio, su una filiera di un milione circa di addetti. Cifre che non riguardano solo la Fiat, che rischia nell’ipotesi più pessimistica un taglio di 60mila persone, ma anche tutte le numerose imprese dell’indotto che vivono intorno al gigante torinese. Confindustria ha quindi proposto, secondo quanto riferito, di aprire con il governo due diversi tavoli, uno sul sostegno al settore e l’altro sugli ecoincentivi. E se le quattro ruote arrancano, le due ruote non vanno certo alla grande: anche il presidente dell’Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) Guidalberto Guidi ha esposto durante l’incontro uno scenario fosco: nella prima parte del 2009, infatti, si prevede un calo sostanzioso delle vendite, che potrebbe raggiungere la doppia cifra, confermato dai primi dati di gennaio con stime che parlano di -36% di immatricolazioni. “Per far fronte a questa crisi” ha detto Guidi, “è importante proseguire sulla strada degli incentivi al ricambio dei veicoli, ma sara’ anche importante creare un sistema destinato a promuovere l’innovazione e lo sviluppo’’. La proposta dell’Ancma è di rinnovare le agevolazioni per le sostituizioni dei veicoli più vecchi (inclusi gli Euro1) con quelli di ultima generazione, e ridurre il prezzo di quelli a motorizzazione ibrida. Preoccupato per la crisi del settore si è mostrato anche il ministro Claudio Scajola, che, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti all’incontro, avrebbe delineato un calo del Pil nazionale di circa mezzo punto nello scenario evocato da Confindustria, dopo il calo del 2008 che nel mercato dell’ auto è stato del 13,4%, con 331mila immatricolazioni in meno. Sul settore Scajola ha ricordato che si tratta di un comparto che interessa oltre 2.500 aziende, per lo più nella componentistica e che fattura in totale 165 miliardi di euro, l’11,4% del Pil. Il settore produce 81 miliardi di gettito fiscale. Il ministro ha quindi annunciato che entro 10 giorni il governo dovrebbe varare un pacchetto con gli interventi a favore dell’auto, orientati al rinnovo del parco circolante e agli obiettivi di compatibilità ambientale. Inoltre sarà assicurato il sostegno alla ricerca per nuovi prodotti meno inquinanti. Il governo avrebbe anche offerto il suo impegno sui livelli occupazionali. Domani intanto ci sarà un nuovo tavolo tecnico interministeriale con i ministri coinvolti. Scajola ha poi sottolineato la necessità di un’azione coordinata con l’Europa, che potrebbe non accettare elementi distorsivi dei mercati. Anche i sindacati chiedono a gran voce un intervento pubblico per il comparto motori, anche se il più coinvolto, la Fiom, per bocca di Gianni Rinaldini, chiede di vincolarlo con la non-chiusura degli stabilimenti italiani. LEGGI ANCHE: Governo-Fiat, vertice sull’auto: si studia un pacchetto da 300 milioni [...]

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