La crisi viene dalla finanza ed è questo il fronte su cui bisogna intervenire. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha spiegato la sua ricetta dal palco principale del World Economic Forum, al fianco del presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso e del presidente delal Bce, Jean Claude Trichet. “Se vogliamo trovare una via d’uscita” spiega “la soluzione non è il capitale, ma la regolamentazione contro l’anarchia finanziaria”. In questo contesto la proposta di una bad bank può essere positiva ma non se si crea un contenitore nel quale porre gli asset tossici che poi verrebbero fatti “pagare ai contribuenti”: meglio “sterilizzare questi asset, che non si sa quanto valgono, con una regola contabile”. In pratica, spiega Tremonti, “un sorta di segregazione, anche per 50 anni, mettendoli da parte”.
Il ministro italiano ha parlato a tutto campo. Risponde a una domanda sulle riforme strutturali e, davanti al presidente della Bce, ne sottolinea la “necessità” con un accenno anche al Welfare che viene subito smorzato. “È vero che di riforme strutturali c’è sempre bisogno” spiega poi “ma nel corso dell’intervento, nel rispondere a una domanda, ho anche messo in risalto che la crescita di alcuni Paesi è stata finanziata non con le riforme ma attraverso la crescita del debito, anche quello privato del settore immobiliare. E questo non è un debito meno pericoloso”.
L’attenzione del forum è stata però per le proposte che l’Italia presenterà durante al sua presidenza del G8, il gruppo dei maggiori Paesi industrializzati. Due saranno quelle principali: l’arrivo di un quadro di regole per il settore finanziario e degli affari, chiamato “Legal Standard”, e l’introduzione di una de-tax, cioé di uno strumento da ritagliare all’interno delle attuali aliquote Iva per finanziare interventi in Africa.
La convinzione di Tremonti è che la crisi è stata provocata dalla finanza. “Il male è al cuore, è il cuore che va operato e, poiché la crisi è nata dalla finanza, è in quel settore che vanno trovate soluzioni, non nell’economia reale”. Ecco perché Tremonti critica il piano statunitense. “Se c’è una speranza, e c’è una speranza, di uscire dalla crisi questa non sta nel piano Obama ma nel presidente Obama, nel valore simbolico e politico che ha la sua figura”. Il ministro ha anche rilanciato l’idea dell’Euro-bond (o Union-bond), che servirebbe a raccogliere risorse a livello europeo senza pesare sul debito dei singoli Paesi. “È un’idea intelligente” ha commentato il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, anche lei a Davos “e va decisa velocemente”.
Dalla crisi alle banche il salto è stato facile. Tremonti ha spiegato che gli istituti italiani sono “solidi”, con il paradosso della mancata conoscenza che i nostri banchieri hanno dell’inglese e dell’utilizzo del computer per fare finanza. Poi, sulle ultime stime del Fmi (-2,1% la crescita del 2009) è tornato a sdrammatizzare. “Credevo che la crisi avesse fatto superare la cultura dei decimali. Quando ho detto che con -2% si torna indietro al 2005-2006 e che questo non e’ un ritorno al medioevo volevo dire due cose vere. Non e’ ottimismo, anche perche’ siamo dentro la crisi e davanti abbiamo terra ignota”.
In ogni caso l’Italia farà riferimento ai calcoli fatti dall’Unione Europea “ma non perché non siano stime, ma percé è quelli su cui poi si lavora concretamente”.
- Venerdì 30 Gennaio 2009
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Commenti
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Il 30 Gennaio 2009 alle 13:05 luanmagi ha scritto:
nuove regole sono le benvenute se terranno conto dell’esperienza maturata sui casi da Enron a Cirio e Parmalat. devono cioè riportare la finanza nell’ambito di una condotta etica e legale. il che significa ricondurla da comportamenti immorali a comportamenti amorali.
Il 30 Gennaio 2009 alle 15:18 pietroancona ha scritto:
—– Davos
copia corretta
—– Original Message —–
Fa Davos
SANITA’ E PENSIONI NEL MIRINO DEGLI SQUALI A DAVOS
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Gli squali che hanno rovinato il mondo con patacche alle quali hanno attribuito il valore di miliardi di dollari (la cifra globale della truffa non si conosce o viene tenuta segreta) e che, in vista del disastro planetario si sono liquidati prebende per milioni di dollari cadauno, (hanno solo ricevuto un bonario buffetto da Barak Obama), riuniti a Davos non trovano di meglio che chiedere di togliere alla gente servizi sanitari e pensioni.
Questi servizi indispensabili sono stati finanziati dai loro fruitori con tasse pagate fino all’ultimo soldo e accantonamenti previdenziali che costituiscono inalienabile proprietà dei pensionandi essendo di fatto salario differito. Agli squali servono i soldi. La Marcegaglia chiede otto miliardi per aziende che da almeno un decennio hanno assorbito oltre il dieci per cento dei reddito da lavoro nei loro conti miliardari.
Vogliono tutte le risorse degli Stati per le imprese che dichiarano in pericolo spesso strumentalmente e per le banche che sono talmente diffidenti tra di loro da non prestarsi più soldi.
Una ricetta di classe per salvare le persone di serie A spese dei lavoratori e dei pensionati: più lavoro, meno salari e pochissima sanità e pensioni. I fondi pensioni integrativi pare che stiano diventando carta straccia con buona pace per coloro che fecero una campagna orchestrata e ben sostenuta anche dai Sindacati per convincere i lavoratori a destinarvi i TFR.
Naturalmente nessuno fa cenno agli emolumenti dei managers che, per quanto riguarda il settore pubblico,in Italia sono fissati in misura sconcertante rispetto la media delle retribuzioni del Paese e l’anno scorso pare che siano aumentati di circa il venti per cento a fronte di una diminuzione reale dei salari, degli stipendi e delle pensioni.
A Davos niente autocritiche sul terribile misfatto finanziario, niente ricerca e individuazione dei responsabili, non punizioni ma impunità, premi, riconferme. Le regole invocate financo da un ipeliberista come Tremonti non ci saranno. L’indicazione è: soldi alle banche ed alle imprese e sacrifici e rinunce per la popolazione. Insomma, il mondo segna diversi passi indietro per la stragrande maggioranza delle popolazioni a vantaggio di una classe sociale sempre più disonesta che ha rotto ogni vincolo di coesione e che diventa pericolosa se conserva il potere dal momento che non mostra nè pentimenti nè voglia di cambiare il suo stile di vita come amava dire Bush e ora ripete Obama.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro......gspot.com/
http://www.spazioamico.it
http://www.ilsole24ore.com/art.....iew=Libero
Il 31 Gennaio 2009 alle 16:01 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Dovrebbe sapere il Ministro, che l’anarchia finanziaria viene alla luce nel momento in cui la politica viene dominata da imprenditori poco raccomandabili
Il 6 Maggio 2009 alle 16:49 me.angela.1984 ha scritto:
Non e’ necessario solo capire cosa fare ma bisogna intervenire. E le faccia queste benedette regole signor Tremonti!
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http://www.renovar.it/chirurgi.....itiva.html
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