Banche, l’Antitrust chiede alle Camere più trasparenza

In banca
L’intervento pubblico a sostegno del sistema bancario sia accompagnato da misure “volte a realizzare radicali cambiamenti nella governance”. Lo suggerisce l’Antitrust in una segnalazione al Parlamento e al Governo nella quale indica anche la necessità di riformare le popolari quotate e rendere più trasparente l’operato delle Fondazioni ex bancarie. Nonostante le anomalie riscontrate dall’Antitrust nella recente indagine conoscitiva, scrive l’Autorità guidata da Antonio Catricalà, è mancata una reazione di “autoregolamentazione” da parte del sistema sia pure “a livello di intento”.
Nella segnalazione l’Antitrust riaccende i riflettori sui legami fra concorrenti (azionari e personali) già denunciati al termine della recente indagine. Si tratta secondo l’Autorità “di un fenomeno che non trova riscontro a livello internazionale”. Questi legami possono determinare significativi effetti distorsivi della concorrenza. In mancanza di autoregolamentazione collettiva l’Antitrust nella segnalazione indica come “inevitabile il ricorso a strumenti regolatori piu’ immediati”. Tra questi definisce “auspicabile”, al fine di rendere trasparente il fenomeno dei legami azionari, un intervento regolatorio che riduca la soglia del 2% per le dichiarazioni sulle partecipazioni rilevanti.
L’Antitrust ribadisce poi la necessità di cambiare la normativa sulle banche popolari quotate che “appaiono sempre più assimilabili a spa e come tali ormai prive delle peculiarità che ne giustificavano la forma assunta le specificità in termini, ad esempio, di voto capitario, di clausola di gradimento, di limiti al possesso di partecipazioni azionarie, di limiti all’uso delle deleghe”.
Anche per le bcc, realtà effettivamente legata al territorio, l’Antitrust indica la necessità di “approfondire il tema circa la coerenza dei criteri fissati” dal Testo unico bancario “con quanto previsto statutariamente dalle Bcc e dalle rispettive federazioni regionali e nazionali sul tipo di attività svolta e omogeneità di condotta e dei servizi erogati. Questo perché, a giudizio dell’Antitrust, “tali banche risultano sempre più legate a livello federativo e associativo sul piano nazionale e regionale in un’ottica di concorrenza inter-bancaria e non intra-Bcc”.

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