Marchionne: per la Fiat l’alleanza con Chrysler è come un biglietto della lotteria

Sergio Marchionne, ad di Fiat

Per la Fiat l’alleanza con la Chrysler è come un “biglietto della lotteria” che potrebbe non valere niente se la Chrysler non si riprende. A spiegarlo è l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in un’intervista al Wall Street Journal nella quale sottolinea che il gruppo torinese non metterà soldi nell’alleanza e allo stesso tempo “non toglierà un dollaro a Chrysler”.
Pur essendo un “biglietto della lotteria” Marchionne punta attraverso l’accordo a “fare soldi”. “Non voglio avere per i prossimi 5 anni un 35% di niente. L’obiettivo è portare valore agli azionisti Fiat”, ha spiegato osservando come la casa torinese sta ancora analizzando le attività della Chrysler, che entro il prossimo 17 febbraio dovrà presentare alle autorità un piano con il quale dimostrare che può sopravvivere.
E la Fiat gioca un ruolo chiave negli sforzi di sopravvivenza della società americana che ha annunciato oggi un programma di incentivi per chi volesse lasciare l’azienda: a chi possiede i requisiti per il pensionamento Chrysler offre 50.000 dollari in contanti più un voucher da 25.000 dollari per l’acquisto di una vettura. A chi non ha i requisiti, invece, la società offrirebbe - secondo quanto dichiarato da alcuni rappresentanti sindacali - 75.000 dollari cash e un voucher da 25.000 dollari.
Una mossa simile è stata annunciata da General Motors che, alle prese con il rallentamento del mercato (gli analisti si attendono un calo delle vendite del 30% in gennaio. I dati saranno resi noti martedì), ha alzato il velo su un programma di incentivi alle uscite da 45.000 dollari (20.000 in contanti e 25.000 sotto forma di voucher per l’acquisto di una vettura). Il piano Gm riguarda circa 64.000 dipendenti pensionabili e non.
L’alleanza con la Fiat ha sollevato negli Stati Uniti diverse domande sulla possibilità che gli aiuti concessi a Chrysler si traducano in aiuti a una casa automobilistica straniera. Marchionne ha assicurato che non porterà neanche un dollaro fuori da Chrysler fino a che il governo americano non sia interamente ripagato dell’investimento. L’accordo fra Fiat e Chrysler - scrive il Wall Street Journal - dipende dalle concessione che la casa americana riuscirà a ottenere dai distributori, dai fornitori, dalle banche e dai sindacati: la casa di Detroit ha già avviato i negoziati con la United Auto Worker, ha informato i fornitori della necessità di ridurre i prezzi e, probabilmente, chiederà ai titolari di obbligazioni di effettuare un’operazione di swap debt for equity

Commenti

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Il 3 Febbraio 2009 alle 16:43 vincenzo.m. ha scritto:

LUNGIMIRANZA.

Ebbi a conoscere, non molto addietro, un dirigente che, in un arco temporale apparentemente difficile di una azienda nella discutibile ufficialità, propose di andare al casinò e puntare il valore della azienda: il colpo o andava o si chiudeva. Non era di facile intuizione la possibilità di comprendere se la proposta era giocosa o se era da riconoscersi quale espressione integrante della sua persona.

Nessun dirigente che abbia riferimento ad una etica sociale proporrebbe mai un allineamento azienda-casinò. Interessante e sconosciuta la risposta alla domanda di cosa sarebbe accaduto ai dipendenti qualora li avesse considerati parte integrante dell’azienda una volta che avrebbe trasformato il tutto sotto forma di puglia. Avrebbe ceduto tutto al banco?.

Vi sono piani, studi, simulazioni e progetti ben chiari ai quali fanno poi seguito le alleanze: nel mercato nessuna alleanza può configurarsi come un biglietto della lotteria.
O quel dirigente era incredibilmente dotato di grande lungimiranza, prevedendo come la dirigenza italiana avrebbe inteso la pianificazione industriale, o si era trattato di una battuta.

Considerando a posteriori il numero delle persone rimaste occupate in quella azienda si potrebbe considerare l’eventualità che di tutto si trattava fuorchè di una battuta.

Una battuta poco lungimirante e comunque da considerarsi una battuta infelice.

Il 3 Febbraio 2009 alle 21:07 liongi ha scritto:

è come un biglietto della lotteria. Cosa commentiamo?!
Nessun commento; solo una domanda e due considerazioni:
Chi glielo ha fatto fare?
Tanto c’è la cassa integrazione e guadagni!!
Chi lavora in proprio, un artigiano,per esempio, non ha cassa integrazione.
Com’è che dice?
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…….bla,bla,bla
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto…………bla,bla,bla
Siamo uomini o caporali?!

Il 27 Aprile 2009 alle 10:07 Fiat-Chrysler, c’è l’accordo con i sindacati Usa » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Dopo il disco verde anche da parte dei sindacati Usa, manca ancora la chiusura del tavolo con le banche e quindi si apre una settimana decisiva per la conclusione della trattativa fra la Fiat e la Chrysler. Scade infatti giovedì 30 aprile il termine posto dal presidente Barack Obama per la definizione dell’intesa che consenta la concessione di nuovi aiuti di Stato alla casa automobilistica di Detroit. Il sindacato Uaw (united autoworker) ha raggiunto un accordo con Fiat, Chrysler e il governo americano sulle concessioni alla più piccola delle case automobilistiche di Detroit per il taglio dei costi in base alle richieste dell’amministrazione Usa. L’accordo è definito dai sindacati “doloroso”, ma “consente di sfruttare la seconda chance per la sopravvivenza di Chrysler”. La rappresentanza sindacale si augura che gli sforzi richiesti agli attuali dipendenti e ai pensionati della casa automobilistica americana “facciano sì che anche gli altri protagonisti della trattativa si adoperino per una conclusione positiva” della vicenda. Per Sergio Marchionne, protagonista della partita, ci sono però ancora da affrontare nodi complicati. Da Barhain, dove si svolge il Campionato di Formula 1, il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, è in stretto contatto con l’amministratore delegato. “In questi momenti” afferma “bisogna parlare poco e lasciare lavorare su questo progetto che potrebbe essere molto importante per la Fiat e logicamente per la Chrysler. Siamo ottimisti e realisti. Poche parole, molto lavoro”. E al Lingotto ribadisce il sostegno di Intesa Sanpaolo, l’amministratore delegato Corrado Passera: “La Fiat ha tutto il nostro appoggio appassionato. Ogni volta che c’è stata data la possibilità di dimostrare il nostro sostegno a progetti della Fiat lo abbiamo sempre dato con convinzione”. Rimane sempre aperto il fronte della ristrutturazione del debito contratto dalla casa di Detroit. Ed è ancora in piedi l’ipotesi di bancarotta pilotata, alla quale starebbe lavorando il Tesoro statunitense e che, pur entrando subito in vigore, non dovrebbe ostacolare l’alleanza con la Fiat. Permetterebbe a Chrysler di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo e al Lingotto di scegliere le parti più redditizie della casa d’auto statunitense, ma Marchionne non ha mai nascosto il suo scarso entusiasmo. Il consigliere economico della Casa Bianca, Lawrence Summers, esprime la speranza che Chrysler possa tornare in forma, ma evita di rispondere direttamente in merito alla possibilità della bancarotta pilotata attraverso la procedura di Chapter 11. “Abbiamo la speranza” dice Summers intervistato dal canale tv Fox “che i negoziati, che vengono portati avanti con tanta energia, riescano. È nell’interesse di tutti che queste trattative vadano in porto”. Summers spiega che non è il fallimento l’obiettivo principale: “L’accento non è su quel punto. In certe circostanze un fallimento non è affatto una liquidazione, ma si tratta di un cambiamento di statuto giuridico che protegge la società e le permette di funzionare in modo piu’ efficace. Lo sforzo è sull’economia americana, sui posti di lavoro”. E ai creditori arrivano sollecitazioni da alcuni membri del gruppo democratico del Michigan al Congresso, che invitano a fare concessioni alla casa automobilistica. “I sindacati” afferma il senatore Debbie Stabenow in un incontro politico a Detroit “sono tornati più volte al tavolo e hanno accettato tagli imponenti. Spetta ora ai creditori, in particolare quelli che hanno ricevuto fondi pubblici, fare alcune concessioni e contribuire ad una soluzione”. [...]

Il 27 Aprile 2009 alle 10:39 Fiat-Chrysler, c’è l’accordo con i sindacati Usa - GREG NOTIZIE ha scritto:

[...] Dopo il disco verde anche da parte dei sindacati Usa, manca ancora la chiusura del tavolo con le banche e quindi si apre una settimana decisiva per la conclusione della trattativa fra la Fiat e la Chrysler. Scade infatti giovedì 30 aprile il termine posto dal presidente Barack Obama per la definizione dell’intesa che consenta la concessione di nuovi aiuti di Stato alla casa automobilistica di Detroit. Il sindacato Uaw (united autoworker) ha raggiunto un accordo con Fiat, Chrysler e il governo americano sulle concessioni alla più piccola delle case automobilistiche di Detroit per il taglio dei costi in base alle richieste dell’amministrazione Usa. L’accordo è definito dai sindacati “doloroso”, ma “consente di sfruttare la seconda chance per la sopravvivenza di Chrysler”. La rappresentanza sindacale si augura che gli sforzi richiesti agli attuali dipendenti e ai pensionati della casa automobilistica americana “facciano sì che anche gli altri protagonisti della trattativa si adoperino per una conclusione positiva” della vicenda. Per Sergio Marchionne, protagonista della partita, ci sono però ancora da affrontare nodi complicati. Da Barhain, dove si svolge il Campionato di Formula 1, il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, è in stretto contatto con l’amministratore delegato. “In questi momenti” afferma “bisogna parlare poco e lasciare lavorare su questo progetto che potrebbe essere molto importante per la Fiat e logicamente per la Chrysler. Siamo ottimisti e realisti. Poche parole, molto lavoro”. E al Lingotto ribadisce il sostegno di Intesa Sanpaolo, l’amministratore delegato Corrado Passera: “La Fiat ha tutto il nostro appoggio appassionato. Ogni volta che c’è stata data la possibilità di dimostrare il nostro sostegno a progetti della Fiat lo abbiamo sempre dato con convinzione”. Rimane sempre aperto il fronte della ristrutturazione del debito contratto dalla casa di Detroit. Ed è ancora in piedi l’ipotesi di bancarotta pilotata, alla quale starebbe lavorando il Tesoro statunitense e che, pur entrando subito in vigore, non dovrebbe ostacolare l’alleanza con la Fiat. Permetterebbe a Chrysler di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo e [continua...] Per leggere tutto l’articolo vai al sito ufficale Notizie, Settimanali [...]

Il 29 Aprile 2009 alle 22:19 Fiat-Chrysler, partnership imminente. Il gruppo di Detroit verso il Chapter 11 » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Matrimonio in bancarotta. Tra Fiat e Chrysler potrebbe mancare solo la firma. Ma l’ormai quasi certa unione avverrà forse con il gruppo americano in piena bancarotta. “Non sappiamo ancora se l’accordo si farà” ha detto oggi Barack Obama nel discorso dei suoi primi 100 giorni da presidente e nelle vesti ufficiose di “amministratore delegato d’emergenza” delle case automobilistiche Usa salvate dai soldi pubblici. “Penso che potremmo farcela, ma c’è ancora del lavoro da fare”. Il presidente americano ha lodato il gruppo torinese: ‘’Il management di Fiat - afferma Obama - ha fatto un buon lavoro nel trasformare la sua industria. Speriamo di poter avere una partnership in cui i contribuenti mettano soldi per facilitare l’accordo. L’obiettivo è che Chrysler inizi a produrre le auto che i consumatori vogliono’’ la Casa Bianca riconosce anche ‘’gli enormi sacrifici’’ fatti dai lavoratori e si chiede se i creditori siano disposti a fare altrettanto. Per il momento c’è un’intesa, sottoscritta ieri, dal Tesoro americano con le quattro grandi banche creditrici di Chrysler: JP Morgan, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley, sulla ristrutturazione del debito della casa di Detroit. I crediti, pari a circa 6,9 miliardi di dollari, verrebbero svalutati a 2 miliardi con Chrysler che li pagherebbe in contanti. Secondo l’emittente Cnbc la firma con Fiat è imminente e dovrebbe arrivare entro domani. Nel corso della giornata è attesa la ratifica da parte del sindacato United Auto Worker (Uaw) dell’accordo per il taglio dei costi raggiunto nel fine settimana. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, il presidente americano ‘’prevede di annunciare domani che Chrysler farà ricorso al Chapter 11 che porterà a un’alleanza con la Fiat’’. Il Chapter 11 è una parte della legge fallimentare statunitense che permette alle imprese che lo utilizzano una ristrutturazione a seguito di un grave dissesto finanziario, simile all’amministrazione controllata italiana. In pratica sembra molto difficile evitare la bancarotta per il gruppo di Detroit a meno che i piccoli creditori non rinuncino in extremis. ma l’accordo con il gruppo torinese avverrebbe lo stesso, proprio nell’ambito del Chapter 11, alla scadenza dell’ultimatum fissato dall’amministrazione Obama per il 30 aprile. [...]

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