
Un maxi piano di 2 mila miliardi di dollari per il rilancio del credito e la stabilizzazione del mercato finanziario. Questa la soluzione proposta dal segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, per far ripartire l’America che sta attraversando “una tempesta perfetta di problemi finanziari”, gli ultimi strascichi dalla crisi dei mutui subprime cominciata nel 2007. Un progetto quello del Financial Stability Plan - che sostituirà l’attuale programma, cioè il Tarp - “costoso, che comporta l’assunzione di rischi e richiede del tempo”, ammette il segretario, ma comunque necessario perché la crisi finanziaria “è senza precedenti”, con il “sistema finanziario che sta lavorando contro la ripresa”. Tre gli elementi su cui poggia il piano del governo Usa: le iniezioni di capitale nelle banche, l’ampliamento del programma Fed a sostegno dei consumi e la creazione di un fondo pubblico privato di 500 - 1.000 miliardi per l’acquisto di asset tossici. Per quanto riguarda il sostegno alle banche, gli istituti dovranno sottoporsi a un test per verificare il capitale, utilizzare le risorse per aumentare i prestiti, porre dei paletti sia ai compensi dei manager (fissati a 500.000 dollari l’anno) sia ai dividendi trimestrali e mettere online le risorse investite. Per sostenere i consumi, il governo Usa prevede di ampliare fino a 1.000 miliardi di dollari i finanziamenti a supporto del mercato dei titoli costruiti sui prestiti agli studenti (gran parte delle università americane sono private), sui finanziamenti per le auto, sulle carte di credito e sui prestiti garantiti per le piccole aziende. Previsti, inoltre, 50 miliardi per la rinegoziazione dei mutui.
Ma Wall Street ha bocciato il maxi piano del Governo, accogliendolo ieri in chiusura con gli indici in perdita del 4% e con il Dow Jones sotto i 7.900 punti. Una bocciatura riconfermata stamane dall’apertura negativa delle principali borse europee. “Wall Street sperava in una via di uscita facile, ma non c’è una via di uscita facile”, ha poi giustificato il presidente Barack Obama. “Non possiamo attenderci dei risultati immediati”, avverte il presidente della Fed, Ben Bernanke.”Per stabilizzare l’economia c’è bisogno di un’azione forte”. Il numero uno della Fed comunque si dice “incoraggiato e la situazione sui mercati finanziari è migliorata”.
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- Mercoledì 11 Febbraio 2009
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