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Il premier inglese Gordon Brown
“Nazionalizzare le banche? E’ una delle ipotesi che si stanno studiando” la frase di Silvio Berlusconi, detta durante l’incontro con il premier britannico Gordon Brown, fa discutere. “Per ora è solo un’ipotesi avanzata da qualcuno, qualcosa su cui ci stiamo esercitando”, ha precisato Berlusconi. Che poi, di fronte alle dichiarazioni dell’opposizione, ha precisato “non riguarda le banche italiane”, ma si tratta di una delle “tante proposte sul tavolo del G8″. Riguarda invece il governo britannico, che è già ricorso a questo tipo di interventi. Linda Lanzillotta, ministro della Funzione Pubblica nel governo ombra del Pd, ha duramente criticato l’accenno di Berlusconi: “Le sue dichiarazioni sono irresponsabili. Il premier annuncia e poi smentisce nel giro di poche ore che il governo ha allo studio misure per nazionalizzare le nostre banche determinando un terremoto sull`andamento dei titoli in Borsa. Nazionalizzare perché? Non ci hanno detto instancabilmente il ministro dell`economia e il governatore della Banca d’Italia che il sistema bancario italiano è solido e non ha bisogno di interventi di ricapitalizzazione? E con quali soldi?”
Ma Berlusconi spiega durante il suo intervento, nel quale, d’accordo con Brown, ha evidenziato i pericoli del protezionismo. “L’ingresso nel capitale” ha detto il premier, potrebbe “impegnare le banche a fornire credito alle imprese”. Ma poi Berlusconi ha precisato che “il sistema italiano è solido”. “Come dimostra” ha aggiunto “il fatto che nonostante siano state messe a disposizioni risorse rilevanti per affrontare la crisi, nessuna banca italiana per ora ha fatto richiesta di aiuto e questo ”tranquillizza”.
“Il 2/3 marzo stiamo organizzando il ‘Credit and liquidity day’ per analizzare la situazione del credito dalle banche all’economia” annuncia intanto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. “Faremo una fotografia - ha spiegato il ministro - sui dati dell’andamento del credito dagli istituti bancari all’industria all’economia. Poi chiederemo cosa fare per garantire il credito”. Ma la nazionalizzazione delle banche, per Tremonti, resta “un’ipotesi di cui si discute in campo internazionale”. Così come si discute di un ritorno del protezionismo, tema che mette d’accordo Brown e Berlusconi: “Certi comportamenti degli Usa, come il “Buy American”, o l’intervento della Francia per aiutare le aziende del settore auto, sono azioni che sanno un po’ di protezionismo, ma non sono quelle misure protezionistiche che possono far male. In ogni caso noi non dobbiamo cadere in questa trappola, perchè protezionismo non risolve nulla” ha poi detto Berlusconi.
La crisi è globale e va affrontata in modo ”globale, coordinato”, rilanciano i due primi ministri dettando la ricetta, per ora metodologica: riscrivere le regole rafforzando e riformando il sistema finanziario affinché non si ripetano crisi come quella attuale, sostenere la fiducia di famiglie e delle imprese, riportare l’economia verso la crescita sostenibile. E, in quest’ultima direzione Brown annuncia un fondo da 5 miliardi di euro per una crescita economica all’insegna del ‘low carbon’. Sul fronte delle misure concrete da adottare il cammino è comunque ancora lungo. ”Non è facile. Si stanno discutendo i contenuti della finanza internazionale. Ma non ci sono ancora interventi da tutti condivisi e che appaiano ‘ictu oculi’ efficaci” dice Berlusconi. E per farlo il cammino, condiviso con Brown, è quello che passerà per il prossimo G20 di Londra del 2 aprile dove, spiega Brown, ”cercheremo di preparare per una sorta di accordo per la ripresa, con il contributo di ogni continente” trovando un’accordo ‘’sulle risorse da iniettare nel sistema, sulla definizione dei margini di responsabilità delle istituzioni finanziarie internazionali” con l’obiettivo di ”una la ripresa economica mondiale duratura”.
- Giovedì 19 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 20 Febbraio 2009 alle 11:04 Nazionalizzare, ma sotto voce…. « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:
[...] tratto da articolo di Panorama del 19/02/2009 [...]
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