Giro di vite contro la crisi al vertice di Berlino

È lei, Angela Merkel, la donna forte d’Europa, a rassicurare i Paesi membri di fronte alle incertezze del futuro. E lo fa al vertice di Berlino, un meeting di preparazione al G20 che ha visto la partecipazione di Germania, Francia, Inghilterra, Italia, Spagna e Olanda. “I capi di Stato e di governo del G20 si sono impegnati per dare al mondo una nuova struttura finanziaria allo scopo di assicurare che una crisi come quella che stiamo vivendo attualmente, non succeda più”. Gli impegni presi dagli Stati non resteranno parole sulla carta: “Coloro che non coopereranno” con ciò che i Governi decidono per uscire dalla crisi “dovranno essere soggetti ad un meccanismo di sanzioni molto concreto”. ”Pensiamo che” ha aggiunto la Merkel “tutti i prodotti finanziari e le agenzie di rating devono essere sorvegliati”. Sulla medesima linea Nicolas Sarkozy: “Non abbiamo scelta, servono misure strutturali, un fallimento del G20 a Londra non è possibile, dobbiamo avere successo”. E sulle decisioni prese a Berlino si è pronunciato anche il primo ministro britannico, Gordon Brown: “La priorità” ha osservato il premier inglese “è salvaguardare i posti di lavoro. Serve un patto a livello mondiale e un nuovo accordo verde, un ‘green deal’. Bisogna restare uniti”.

Competitività, finanza e risparmio sono stati alcuni dei principali argomenti in discussione al vertice di Berlino: all’Europa occorrono misure urgenti se vuole uscire dalla palude in cui stagna l’economia. Ma l’efficacia delle decisioni è legata alla capacità di fare sistema. Nel summit si è deciso di mettere “al bando qualsiasi provvedimento protezionista” e si sottolinea che la crisi economica “è ancora complessa e difficile”. Nel vertice di Berlino si è trovato l’accordo un po’ su tutto. Questi i punti principali: il Fondo monetario internazionale (le risorse saranno raddoppiate) e il Financial stability forum “devono avere il compito di monitorare e promuovere l’applicazione del piano di azione adottato a Washington”. Tutti i prodotti finanziari, inclusi gli hedge funds, devono essere soggetti di una supervisione o di una regolazione appropriata. “Bisogna mettere a punto” si aggiunge “sanzioni contro i pericoli derivanti da giurisdizioni non collaborative”, ovvero i paradisi fiscali. Inoltre “le banche dovranno creare ‘risorse cuscinetto’ addizionali nei momenti positivi”. Ci sarà, infine, “una nuova carta globale per l’economia”, proposta arrivata dalla Germania. Resta ancora insoluto il problema del tracollo borsistico che ha colpito gli istituti bancari dei Paesi dell’est.

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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