Da Pomigliano a Mirafiori, proteste e tensioni intorno alla Fiat

La sede dell'Abarth

“Pomigliano non si tocca”. Una manifestazione imponente ha percorso questo pomeriggio le vie della città campana, sede di uno stabilimento Fiat. Slogan gridati contro l’azienda e la cassa integrazione, in cui gli operai della fabbrica di auto e di quelle dell’indotto (15mila persone circa) si trovano da mesi: da settembre in poi hanno lavorato solo cinque settimane. In corteo anche il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, l’assessore alle attività produttive della Regione Campania, Andrea Cozzolino, il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, e quello della Uilm-Campania, Giovanni Sgambati. E’ l’ipotesi di chiusura dello stabilimento a scatenare l’inquietudine degli operai ma anche di tutti gli abitanti della zona in provincia di Napoli. Ipotesi smentita dalla Fiat, che però ha annunciato lo spostamento di trecento lavoratori nello stabilimento di Melfi (Potenza) dove si produrrrà la Grande Punto a metano, auto sostenuta dagli incentivi governativi. In segno di solidarietà i commercianti hanno effettuato la serrata, mentre le industrie erano chiuse per lo sciopero di quattro ore indetto dai sindacati.
Il governatore della Campania Antonio Bassolino ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo. ”Nei prossimi giorni - scrive Bassolino sul suo blog - incontrerò i vertici Fiat per fare andare avanti una strategia condivisa per Pomigliano”. “Credo che guardando le immagini del corteo la stragrande maggioranza degli italiani si senta oggi accanto a quegli operai e alle loro famiglie” prosegue il presidente della Regione. “Sono lavoratori che vengono da mesi di cassa integrazione e che ora vedono aggravarsi i loro timori di fronte al fatto che gli incentivi statali non riguardano i modelli in produzione nella fabbrica campana”.
E se a Pomigliano si protesta, a Torino Mirafiori non ridono: oggi l’azienda ha annunciato la cassa integrazione per 6mila lavoratori dello stabilimento nelle prime due settimane di aprile. ”Questo dimostra” commenta il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo “che gli incentivi sono utili, ma non risolutivi. La Fiat non può sottrarsi alle sue responsabilità e a un confronto, mentre il governo deve incalzare l’azienda sugli impegni che riguardano il paese, la tutela di tutti i siti produttivi e i nuovi prodotti per il futuro dell’occupazione. E’ quello che dicono anche i lavoratori di Pomigliano”.

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Il 1 Marzo 2009 alle 13:41 Il Papa: “In Italia priorità tutelare i lavoratori” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il Papa torna a schierarsi per la tutela dei lavoratori. Di fronte alla crisi economica, che rischia di travolgere l’ Italia con disoccupazione e chiusure di aziende, Ratzinger ha esortato oggi le autorità politiche e civili, come anche gli imprenditori, ad un comune e forte impegno per tutelare, come ‘’priorità’’, i lavoratori e le loro famiglie. Benedetto XVI ne ha parlato all’Angelus, salutando in particolare un gruppo di operai e impiegati dello stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco. ‘’Saluto - ha detto Benedetto XVI - i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco, venuti a manifestare la loro preoccupazione per il futuro di quella fabbrica e delle migliaia di persone che, direttamente o indirettamente , dipendono da essa per il loro lavoro’’. Poi il pontefice ha richiamato altri casi di lavoratori in difficoltà: ‘’Penso anche - ha aggiunto - ad altre situazioni ugualmente difficili, come quelle che stanno affliggendo i territori del Sulcis -Iglesiente, in Sardegna, di Prato in Toscana e di altri centri in Italia e altrove’’. ‘’Mi associo ai vescovi e alle rispettive chiese locali - ha proseguito - nell’esprimere vicinanza alle famiglie interessate dal problema’’. ‘’Desidero esprimere il mio incoraggiamento - ha continuato Benedetto XVI - alle autorità sia politiche che civili, come anche agli imprenditori, affinché con il concorso di tutti si possa far fronte a questo delicato momento’’. ‘’C’è bisogno infatti - ha sottolineato - di comune e forte impegno, ricordando che la priorità va data ai lavoratori e alle loro famiglie’’. Non è la prima volta che il Papa rivolge il suo pensiero nella preghiera domenicale da piazza San Pietro al mondo del lavoro. Nel dicembre 2007 si espresse sul precariato dicendo che “quando la precarietà del lavoro non permette ai giovani di costruire una loro famiglia, lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso”, e definendo il lavoro precario “un’emergenza etica”. [...]

Il 1 Marzo 2009 alle 13:49 Il Papa: “In Italia priorità tutelare i lavoratori” | Greg Notizie - agGREGatore ha scritto:

[...] Il Papa torna a schierarsi per la tutela dei lavoratori. Di fronte alla crisi economica, che rischia di travolgere l’ Italia con disoccupazione e chiusure di aziende, Ratzinger ha esortato oggi le autorità politiche e civili, come anche gli imprenditori, ad un comune e forte impegno per tutelare, come ‘’priorità’’, i lavoratori e le loro famiglie. Benedetto XVI ne ha parlato all’Angelus, salutando in particolare un gruppo di operai e impiegati dello stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco. ‘’Saluto - ha detto Benedetto XVI - i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco, venuti a manifestare la loro preoccupazione per il futuro di quella fabbrica e delle migliaia di persone che, direttamente o indirettamente , dipendono da essa per il loro lavoro’’. Poi il pontefice ha richiamato altri casi di lavoratori in difficoltà: ‘’Penso anche - ha aggiunto - ad altre situazioni ugualmente difficili, come quelle che stanno affliggendo i territori del Sulcis -Iglesiente, in Sardegna, di Prato in Toscana e di altri centri in Italia e altrove’’. ‘’Mi associo ai vescovi e alle rispettive chiese locali - ha proseguito - nell’esprimere vicinanza alle famiglie interessate dal problema’’. ‘’Desidero esprimere il mio incoraggiamento - ha continuato Benedetto XVI - alle autorità sia politiche che civili, come anche agli imprenditori, affinché con il concorso di tutti si possa far fronte a questo delicato momento’’. ‘’C’è bisogno infatti - ha sottolineato - di comune e forte impegno, ricordando che la priorità va data ai lavoratori e alle loro famiglie’’. Non è la prima volta che il Papa rivolge il suo pensiero nella preghiera domenicale da piazza San Pietro al mondo del lavoro. Nel dicembre 2007 si espresse sul precariato dicendo che “quando la precarietà del lavoro non permette ai giovani di costruire una loro famiglia, lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso”, e definendo il lavoro precario “un’emergenza etica”. Settimanali Per leggere tutto articolo vai al sito ufficale Categoria : Settimanali - Settimanali [...]

Il 6 Maggio 2009 alle 16:31 me.angela.1984 ha scritto:

Io direi che il precario oltre ad essere un emergenza etica a anche un problema reale sul quale bisogna intervenire al piu’ presto poiché rappresenta un pericolo grave per la società.

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