Borse in picchiata, Milano chiude a meno 6 per cento

Ennesima giornata nera per le Borse mondiali. Dopo che in mattinata Tokyo aveva chiuso in ribasso del 3,81%, le piazze europee terminano tutte in forte calo. E anche Wall Street è in rosso. Male soprattutto Piazza Affari con lo S&P Mib che chiude in flessione del 6,02%, mentre il Mibtel lascia sul terreno il 5,67%. In cattive acque anche le altre piazze del Vecchio Continente: alla fine Londra cede il 5,33%, Parigi il 4,48%, Francoforte il 3,48%. Piazze europee trascinate al ribasso soprattutto dai bancari. In primis Hsbc (-19%) ma anche Fortis (-17%), Ubs e Banco di Bilbao (- 10%) e, sul fronte italiano, UniCredit (-9,1%) Intesa SanPaolo (-8%) e Banco Popolare (-8,3%).

Le Borse europee bruciano alla fine quasi 200 miliardi di capitalizzazione (198 per l’esattezza) e spediscono le lancette indietro di ben sei anni. Dopo una seduta di forti vendite sui mercati azionari del Vecchio Continente, l’indice paneuropeo Dj Stoxx 600 ha perso 4,8 punti percentuali, scivolando su livelli che non si vedevano dal marzo del 2003 e mettendo a segno il peggior tonfo dallo scorso dicembre. Il “Lunedì nero” delle Borse mondiali porta ovviamente con sé un conto salato anche per Piazza Affari dove sono stati bruciati 18,1 miliardi di euro di capitalizzazione. Ora l’intero listino milanese capitalizza circa 301 miliardi di euro. Nel corso del 2009 il Mibtel ha perso un ulteriore 21,7% del suo valore, dopo che nel 2008 il valore degli indici si era praticamente dimezzato.

A completare una seduta da dimenticare c’è anche il cattivo andamento della Borsa di New York. L’avvio di seduta di Wall Street è stato quanto mai preoccupante, con il Dow Jones che cede l’1,52% e sfonda al ribasso la soglia psicologica dei 7 mila punti, a 6.955. Era dall’ottobre 1997 che il listino non scendeva sotto i 7 mila punti. Nel frattempo l’S& P500 arretra dell’1,64% a 723 punti e il Nasdaq segna un ribasso dell’1,29% a 1.360. Una flessione che successivamente si accentuava con il Dow Jones che segna -3,36% a 6.825,34 punti, il Nasdaq composite -3,02% a 1.336,17 punti e lo S&P 500 -3,81% a 707,08 punti. Nell’occhio del ciclone ancora una volta i titoli finanziari, dopo le notizie negative annunciate dalla banca britannica Hsbc e dal gruppo assicurativo Aig. La giornata era cominciata male già in Asia dove si erano registrati forti cali, con la Borsa di Tokyo che terminava in picchiata a -3,81%.

Prezzo del petrolio in forte ribasso all’apertura del mercato di New York: il future con scadenza aprile sul Wti cede il 5,2% a 42,41 dollari al barile. A Londra, intanto, l’analoga consegna sul Brent del mare del Nord perde il 4,53% a 44,25 dollari. Successivamente però il prezzo del greggio metteva a segno uno scivolone superiore all’8%, arretrando fino ad un minimo di seduta di 40,92 dollari al barile. Si tratta della maggiore perdita giornaliera dallo scorso 27 gennaio quando persero il 9,1%. I futures con consegna aprile segnano al momento un ribasso di 3,68 dollari al barile e vengono scambiati a 41,08 dollari al barile.

In difficoltà, come detto, soprattutto il titolo del colosso bancario britannico Hsbc che alla fine lascia a Londra sul terreno il 19%. La prima banca europea per capitalizzazione ha infatti annunciato un aumento di capitale da 12,5 miliardi di sterline (14 miliardi di euro), dopo il crollo degli utili del 70% nel 2008 a 5,72 miliardi di dollari e il taglio di oltre seimila posti di lavoro negli Stati Uniti. Questo aumento di capitale sarà il più elevato mai realizzato in Gran Bretagna. Hsbc ha anche annunciato la chiusura delle attività americane di prestiti al consumo per i marchi Hfc e Beneficial e la chiusura della gran parte delle reti negli Usa e ciò porterà alla soppressione di 6.100 posti di lavoro. Il gruppo ha annunciato anche un calo del 28,9% del suo dividendo in dollari per il 2008 a 64 cents, vale a dire un calo del 15% in sterline.

Intanto il colosso Usa dei mutui Freddie Mac conferma che intende chiedere altri 30-35 miliardi di dollari di aiuti aggiuntivi al governo degli Stati Uniti nello stesso giorno in cui l’amministratore delegato, David Moffett, si dimette. Lo comunica la stessa società, precisando che Moffett avrebbe espresso il desiderio di ritornare ai servizi finanziari.

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Il 3 Marzo 2009 alle 12:33 Borse in picchiata, Milano chiude a meno 6 per cento ha scritto:

[...] Guarda Articolo Originale: Borse in picchiata, Milano chiude a meno 6 per cento Author: admin     03 2nd, 2009 in Finanziamenti, Mutui     [...]

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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