Operai al lavoro
Pochi clienti per gli autosaloni negli Stati Uniti: il mercato automobilistico è affondato ai minimi da 27 anni: era infatti dal dicembre 1981 (secondo le stime di General Motors) che le vendite non risultavano così basse. La fiducia a livelli storicamente bassi e la disoccupazione in volata continuano anche a febbraio a tenere gli americani lontani dai concessionari per il sesto mese consecutivo. Le vendite in caduta libera addensano nubi sul futuro dei colossi di Detroit, alle prese con pesanti cali: General Motors (Gm) ha registrato un flessione del 53 per cento, Ford di oltre il 48 per cento. Non scampano al crollo neanche le giapponesi, con Toyota e Nissan che accusano cali rispettivamente del 40 per cento e del 37 per cento. “I livelli delle vendite sono insostenibili”, spiega Gm annunciando una taglio della produzione nel secondo trimestre dell’anno del 34 per cento. Il mese in corso, sottolinea la casa automobilistica, sarà un mese “chiave”. Il -53 per cento registrato in febbraio è la combinazione fra il -50 per cento registrato sul fronte delle vendite di auto (a 53.813 unità contro le 107.592 dello stesso periodo dell’anno precedente) e il -55 per cento di quelle di mezzi pesanti (a 73.483 unità contro le 162.831 di febbraio 2007). Gm ha sottoposto al governo il proprio piano di sopravvivenza, nell’ambito del quale a fronte di un consistente taglio dei costi chiede ulteriori fondi.
- Martedì 3 Marzo 2009
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