
Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la metà impegnata nella scuola.
Lo si legge dai dati forniti dalla Cgil, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213 lavoratori socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato) si aggiungono infatti - secondo la Cgil - 80.000 contratti di lavoro a progetto (contratti che però potrebbero riguardare in parte le stesse persona) per un totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unità.
A queste - sempre secondo i dati Cgil - si aggiungono 130.000 docenti e 75.000 lavoratori non docenti impegnati nella scuola. La cifra di 400.000 non tiene conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero raggiungere altre 100.000 unità.
Secondo la Cgil, almeno 30.000 dei precari della scuola perderanno il posto già nel 2009, mentre per quelli degli altri comparti del pubblico impiego la stabilizzazione si allontana almeno fino al 2012, anno nel quale potrebbero essere riaperti i concorsi pubblici. Il posto fisso comunque - spiega il coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile - sfuma per i 60.000 che rientravano nelle regole fissate per la stabilizzazione dal Governo Prodi (almeno tre anni di lavoro nella pubblica amministrazione nel 2006 e 2007), mentre per altri 50.000 che avevano lavorato nel comparto per meno tempo c’e’ il rischio di perdere il posto a causa dello stop ai rinnovi dei contratti dopo tre anni previsto dal decreto legge Tremonti dello scorso anno.
Secondo l’ultimo Conto annuale, i lavoratori a tempo determinato (sempre esclusa la scuola) nel 2007 erano concentrati nel servizio sanitario nazionale (35.553, 24.834 delle quali donne) e negli enti locali (44.545, 29.052 delle quali donne), ma anche nelle regioni a statuto speciale (11.261), nelle universita’ (5.131) e tra i vigili del fuoco (3.589).
I lavoratori socialmente utili (25.213) si concentrano negli enti locali (24.095) mentre i lavoratori interinali (non considerati precari in quanto non dipendenti dell’ amministrazione) nel 2007 erano 11.560.
- Martedì 3 Marzo 2009
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