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Peggiorano le condizioni dell’economia. Lo ammette anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. “Il 2009 sarà un anno più difficile del 2008″, aprendo i lavori del convegno al Tesoro su ‘imprese-lavoro-banche’, sottolineando che “guardando oltre tutte le congetture siamo e sappiamo di essere in terra incognita”. Per il ministro è “necessario uno sforzo collettivo. Governo, imprese, parti sociali, istituzioni bancarie e finanziarie devono agire per ridurre, per quanto possibile, l’impatto della crisi. Gli obiettivi fondamentali sono due: coesione nella società e conservazione della base industriale”.
Nella crisi economica il “rischio dei rischi” è la stretta creditizia, che minaccia le imprese e l’intero sistema produttivo, ha sottolineato il ministro. “È assolutamente strategico - ha detto - contrastare il rischio dei rischi, la stretta creditizia in cui si avvitano prima le imprese, poi i lavoratori e infine le stesse banche. In questa fase è, all’opposto, strategico aumentare il credito alle imprese sane, non ridurlo alle imprese in momentanea difficoltà. Assicurare adeguata liquidità può evitare la chiusura di imprese che sono in grado di superare la crisi”.
“Se c’è una fase storica in cui il primo comma dell’articolo 47 della Costituzione ha un senso profondo, questa è la situazione”. Tremonti ha infatti spiegato che la scelta di affidare alle prefetture la vigilanza sulle banche e sul territorio deriva proprio dall’attuazione del dettato costituzionale che, all’articolo 47 recita: “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”.
Sui cosiddetti Tremonti bond, lo stesso ministro ha affermato che è “inaccettabile dire che il tasso di interesse dell’8,5% è troppo elevato e quindi non servono a niente. Non è vero che alle imprese dovrebbe venire applicato un tasso dell’8,5% maggiorato dalla ricarica delle banche”. Secondo il ministro, invece, i Tremonti bond sono “il canale dell’ossigeno per l’economia. Non sono un debito, ma uno strumento di patrimonializzazione delle imprese, è come se fosse un aumento di capitale che allarga il patrimonio delle banche”.
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- Giovedì 5 Marzo 2009
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Commenti
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Il 5 Marzo 2009 alle 14:48 vincenzo.m. ha scritto:
SCELTE DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE.
Al sopraggiungere di Obama i dirigenti delle aziende americane, tempestivamente, hanno provveduto nel report finale del 2008 a rilasciare le poste “dubbie”. Così operando riducevano il loro bonus ma si offrivano una opportunità per il 2009.
In Italia, per una scelta di ordinaria amministrazione e non per un mero personale tornaconto, si è provveduto ad applicare provvedimenti meno incisivi in riferimento all’esercizio 2008: prima il bonus poi “chi vivrà vedrà”. Nel 2009 si dovrà forzatamente esercitare ciò che per opportunismo si è voluto evitare, ed è così che il 2009 sarà un anno “orribile”.
Un anno orribile per scelta di ordinaria amministrazione
Il 6 Marzo 2009 alle 16:53 Berlusconi: crisi pesante ma non tragica, 9 mld per gli ammortizzatori » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il pericolo più grande in questo momento di difficoltà? “La paura”. Non nega la crisi, il premier Silvio Berlusconi e aggiunge le sue preoccupaziopni a quelle espresse dal ministro Giulio Tremonti. Però: “C’è una distonia completa” fra quello che raccontano i media e “il messaggio che noi ci sforziamo di dare ai nostri concittadini e che è un messaggio che anche tutti gli altri capi di Stato e di governo stanno cercando di dare”, ha insistito il premier. “Nel Consiglio europeo di domenica scorsa” ha proseguito il Cavaliere “abbiamo concordato la necessità di far capire a tutti quanti che questa crisi, che esiste e davanti alla quale certamente noi non chiudiamo gli occhi, è vissuta sui media in maniera più drammatica di quanto non sia, perché anche guardando al calo delle borse, se si guarda quante sono le azioni cambiate a certi prezzi si vede che sono una manciata di azioni”. E a proposito del modo in cui i media descrivono la crisi Berlusconi non ha risparmiato neanche la Rai, “unica tv di Stato che attacca il governo in carica”. Nel rivolgersi a quelli che chiama “operatori dei media”, Berlusconi ha chiesto «”un minimo di benevolenza, nell’interesse di tutti”, visto che “è dannoso, e vorrei dire una parola più dura ma non la dico, per gli interessi di tutti noi il fatto che ci siano dei media che raccontano di una crisi che è pesante, certamente, ma non è tragica o definitiva”. [...]
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