La comunità di social lending Zopa
Se l’aria di recessione economica si fa più densa, internet offre opportunità per affrontare piccole emergenze nel salvadanaio domestico. Come i prestiti fra privati della comunità di Zopa. Nell’ultima settimana di gennaio le visite al sito internet sono raddoppiate e le somme erogate hanno superato per la prima volta, a febbraio, i 500mila euro mensili. “In pochi minuti una persona compila i documenti e riceve una risposta. Se è positiva, il contratto arriva per mail. Tutto senza muoversi di casa” sottolinea Carlo Vitali, marketing manager di Zopa. Quali sono i motivi che spingono a chiedere un prestito? Se una persona su tre vuole finanziare riparazioni per la casa o acquisto di mobili, il 26 per cento ha bisogno di consolidare debiti o estinguerli. Il 15 per cento vuole comprare un’auto o una moto. La cifra ricevuta è in media di 5mila euro, rimborsati in 31 mesi.
Come funziona? I richiedenti possono ottenere da 1500 a 15mila euro: la somma di denaro è ripagata dai debitori mensilmente. I prestatori, invece, possono investire da 100 euro a 50mila euro: la cifra è suddivisa automaticamente in piccole trances su più richiedenti (in media, 180 persone), minimizzando così i rischi. “Non ci sono state insolvenze, ma piccoli ritardi” osserva Vitali. Circa il 60 per cento delle domande rivolte a Zopa per ricevere un finanziamento sono rifiutate. Al momento, il tasso di interesse medio lordo è del 7,8 per cento per il compratore e del 5,8 per cento per chi ha bisogno di una somma di denaro. A un anno dall’apertura per il pubblico italiano la comunità di social lending (prestito fra pari, come nelle comunità di mutuo soccorso dell’Ottocento) ha avuto un giro d’affari di 5 milioni di euro. Zopa è stata autorizzata ad operare dalla Banca d’Italia: è controllata da una holding di diritto inglese, Milano Investors Ltd. I promotori della community sono New College Capital di Londra, Nova & Partners di Milano e Maurizio Sella. Tra gli azionisti, March Group, Schneider, la holding d’investimenti Fenera e il gruppo Finint, azionista delle catene Western Union e Mbe.
I prestiti personali di Zopa spiegati su SkyTg24
- Lunedì 9 Marzo 2009
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Commenti
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Il 9 Marzo 2009 alle 15:18 McCain non usa il bancomat? « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:
[...] P.S.: chissà, magari lui investirà con il social lending su Zopa dopo aver letto l’articolo di Panorama. [...]
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