La crisi morde, da gennaio in 370mila hanno perso il lavoro

Manifestazione di disoccupati

Nei primi due mesi di quest’anno hanno perso il posto di lavoro 370.561 persone, il 46,13% in più rispetto al 2008. Tutti hanno presentato all’Inps la domanda per ottenere l’indennità di disoccupazione, 116.938 in più dello stesso periodo dell’anno scorso.

Si tratta di richieste che, secondo l’Ansa, comprendono l’indennità ordinaria, speciale e con i requisiti ridotti.
A gennaio le domande pervenute sono state 169.274 (con un picco nella sola giornata del 15 di 11.653 richieste) contro le 95.851 dello stesso mese del 2008. A febbraio sono salite a 201.287 (il picco è del 10 del mese) contro le 157.727 dello stesso mese dell’anno precedente.
All’Inps sono arrivate dunque richieste che riguardano la disoccupazione ordinaria, a requisiti ridotti, e speciale. Quella ordinaria spetta ai lavoratori licenziati, ma anche sospesi da aziende colpite da eventi temporanei, come la mancanza di lavoro, di commesse, di ordini o per crisi di mercato. Per ottenerla bisogna essere assicurati all’ente da almeno due anni e avere almeno 52 contributi settimanali versati nel biennio precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro.
L’indennità con i requisiti ridotti spetta ai lavoratori che invece non hanno 52 contributi settimanali negli ultimi due anni, ma che nell’anno precedente hanno lavorato almeno 78 giornate.
L’indennità speciale infine interessa l’edilizia ed è una prestazione riservata ai lavoratori del settore quando termina l’attività aziendale, c’è una riduzione di personale o un cantiere viene ultimato.

Ecco nella tabella il confronto tra i numeri relativi ai primi mesi del 2008 e del 2009.

DOMANDE 2008 —————– DOMANDE 2009
GENNAIO 95.851 —————- 169.274
FEBBRAIO 157.727 ————— 201.287
=========================================================
TOT.GEN-FEB
2008—————————– 2009
253.578 ————————– 370.561

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Commenti

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Il 11 Marzo 2009 alle 12:46 Crisi e titoli: se è il laureato a pagare il prezzo » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Laurea specialistica (magari in ingegneria e con 110 e lode) e ottimo inglese. Anni fa bastava pronunciare questo per vedersi assicurato non solo un lavoro. Magari si cominciava dal fatidico stage (zero stiendio e il solo rimborso spese per tirare avanti), ma la (brillante) carriera era assicurata: questione di tempo. E di tempi. Quegli anni sono lontani.Nel giorno in cui l’Inps dice che nei primi due mesi dell’anno sono arrivate 370 mila richieste di indennità di disoccupazione, Almalaurea lancia l’allarme per i dottori senza lavoro: dal 2000 al 2007 il tasso di disoccupazione dei dottori pre-riforma (fino al 2001) è cresciuto del 6%, mentre “segnali positivi” arrivano dai laureati post-riforma. Un rapporto con luci e ombre, perché a cinque anni di distanza dal conseguimento del titolo di studio la stragrande maggioranza dei laureati pre-riforma è inserita nel mercato del lavoro, con un tasso di occupazione, per i laureati nel 2003, pari all’84,6%, ma con retribuzioni in calo e un tasso di disoccupazione crescente. Più dinamica la situazione dei laureati con la formula del “3+2″. In generale, dice Almalaurea, “l’occupabilità dei laureati post-riforma mostra segnali positivi”, con un tasso di occupazione pari al 69% per i neolaureati di primo livello a distanza di uno e tre anni dal conseguimento del titolo: “un valore nettamente più alto rispetto a quello rilevato tra i colleghi sia post che pre-riforma”. Sulla stessa linea i dottori con lurea specilistica o di secondo livello, che registrano un tasso di occupazione del 75% e “performance particolarmente brillanti: la magior parte di loro, infatti, ha svolto gli studi in corso, ha frequentato stage e conosce bene l’inglese. La nota dolente è invece il lavoro precario: secondo il Rapporto la stabilità non raggiunge il 40% e il rischio è quello “di penalizzare le migliori generazioni di laureati”. Possibili soluzioni? “Garantire al mondo delle imprese l’accesso al credito è certamente un’azione urgente”, ma “occorre anche favorire l’accesso delle imprese, incluse quelle piccole e medie, alle risorse umane più giovani e di qualità formatesi all’università”, suggerisce il direttore di Almalaurea,Andrea Cammelli. [...]

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richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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