
Cinquanta nomi per uscire dalla crisi.
Li ha elencati il Financial Times, stilando l’elenco delle personalità che con “la loro posizione, le loro abilità e i loro contatti” potranno “definire il dibattito su cosa dovrà accadere” per guidare il mondo oltre la crisi economica e finanziaria.
Primo fra tutti il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, seguito tra i politici dal premier cinese Wen Jiabao, dal cancelliere tedesco Angela Merkel, dal presidente francese Nicolas Sarkozy, dal britannico Gordon Brown e dal russo Vladimir Putin.
Citato, non senza sorpresa, anche Olivier Besancenot, leader del partito trotzkista francese. Tra i banchieri centrali, insieme a al presidente Fed Ben Bernanke e al numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, c’è anche Mario Draghi, governatore di Bankitalia e unico italiano nell’elenco.
“Economista con studi negli Stati Uniti, ex manager di Goldman Sachs e rispettato esperto dei rapporti transatlantici”, Draghi, scrive il Ft, “È fautore di maggiore regolamentazione, supervisione e trasparenza presso il Financial Stability Forum, un’emanazione del G7 che si prevede assumerà un ruolo più importante dopo il summit del G20″.
In lista anche il governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, di quella inglese Mervyn King, di quella giapponese Masaaki Shirakawa, di quella canadese Mark Carney, di quella spagnola Miguel Ordonez, oltre a William Dudley, presidente della Fed di New York e a Jacques de Larosiere, governatore onorario della Banca di Francia.
Tra i “regolatori”, il Ft inserisce nell’elenco i numeri uno di Fsa (Adair Turner), Fdic (Sheila Blair) e Sec (Mary Schapiro), mentre tra i “vertici delle istituzioni” sono citati Dominique Strauss-Kahn (Fmi), Robert Zoellick (Banca Mondiale) e Pascal Lamy (Wto). Tra i cinquanta figurano poi economisti (Nouriel Roubini, Paul Krugman), finanzieri come George Soros e Warren Buffett, industriali come Carlos Ghosn (Renault/Nissan) e Indra Nooyi (PepsiCo), banchieri come Lloyd Blankfein (Goldman Sachs), Stephen Green (Hsbc), Jamie Dimon (JpMorgan) e Michel Peberau (Bnp Paribas), oltre a esponenti del mondo dei media e dell’università come Arianna Huffington, Rush Limbaugh e Kishore Mahbubani.
- Giovedì 12 Marzo 2009
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