
“La necessità fondamentale per affrontare la crisi in questo momento è che non manchi il credito. Le piccole imprese riusciranno a sopravvivere solo se il Parlamento saprà ridare ossigeno alle Pmi attraverso interventi strutturali per semplificare l’attività imprenditoriale”. Eccola la terapia d’urto utile per Confartigianato, che questa mattina a palazzo San Macuto alla Camera dei Deputati, ha presentato un pacchetto di misure economiche composto di 38 proposte, per combattere il momento economico negativo del Paese. Il presidente degli artigiani, Giorgio Guerrini si è rivolto a “maggioranza e opposizione, affinché insieme ci aiutino a fronteggiare la crisi e a rilanciare la crescita e la competitività del Paese”.
Confartigianato e il mondo delle piccole imprese – che è composto da 4,3 milioni di imprese, che dà lavoro a 11 mln e 300 mila persone e genera un valore aggiunto di 380 mld di euro - non chiedono aiuti, sconti o assistenzialismo, ma vogliono riforme tante volte annunciate, ma finora mai attuate. Quali? Guerrini davanti ai convegnisti ha spiegato: “Per semplificare l’attività d’impresa pensiamo alla nomina di un Commissario straordinario anti-burocrazia, delegato per la deregolazione e la semplificazione amministrativa”.
Quindi 7 capitoli in cui si articolano le proposte di Confartigianato: credito e incentivi; misure per incentivare la domanda (in particolare una riserva di appalti per le Mpi, la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, i servizi locali gestiti dalle Mpi, lo sviluppo della green economy che potrebbe dare lavoro ad oltre 1 mln di addetti, e il comparto della manutenzione dei veicoli); incentivi fiscali; misure per la crescita e la competività; misure per il sostegno del lavoro e l’occupazione; energia; istituzione dell’Agenzia per la piccola impresa (una proposta lanciata da Confartigianato al presidente del Consiglio nei mesi scorsi). Per ciascuno di questi capitoli gli artigiani propongono interventi finalizzati a potenziare strumenti già esistenti (come i consorzi fidi per favorire l’accesso al credito o misure che sciolgano il nodo dei pagamenti della Pa): “Si tratta – ha detto il segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli – di misure che per imprese sarebbero molto importanti. Basti pensare che la crisi del credito è già costata alle imprese 12,5 mld di euro e che i ritardi dei pagamenti della Pa costano alle nostre imprese 1,7 mld di oneri finanziari”.
Tra le proposte in materia fiscale Confratigianato chiede anche lo slittamento a novembre del pagamento delle imposte. “In questo caso – ha aggiunto Fumagalli – non chiediamo nessun ‘regalo’, ma un semplice differimento che avrebbe il vantaggio di lasciare liquidità alle imprese”.
Il presidente di Confartigianto ha concluso il suo ragionamento sottolineando che “queste proposte, che sono il frutto di chi in mezzo alle imprese vive tutti i giorni, servono per valorizzare le piccole imprese e quindi far ripartire l’economia”.
Prima di chiudere il convegno di Confartigianato è intervenuta la deputata Pd, Maria Leddi Maiola, a nome dell’intergruppo parlamentare per il sostegno alle Pmi, che ha sostenuto l’importanza delle proposte di Confartigianato e per questo ha invitato i vertici dell’associazione ad un incontro con i parlamentari di tutti i gruppi per presentare il pacchetto economico anticrisi.
- Martedì 17 Marzo 2009
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