
Il governo non ritiene questo il momento giusto per fare le riforme pensionistiche. “Nonostante da varie parti, anche da parte di molti editorialisti, ci venga chiesta una stagione di riforme del sistema pensionistico, non è questo il momento per riforme strutturali”. A ribadirlo stamattina il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, durante la presentazione del Rapporto annuale 2008 Inps a Montecitorio. Sacconi ha detto che più avanti le riforme dell’età potranno esserci, ma ora “durante questo periodo di crisi economica, di cui non abbiamo una previsione di quanto possa durare, le riforme determinerebbero un’insicurezza perché avrebbero bisogno di un periodo di transizione”.
Il presidente Gianfranco Fini, nel suo intervento da padrone di casa ha sostenuto l’importanza di una riforma del sistema pensionistico spiegando che questa “è doverosa”, ma al tempo stesso ha messo in guardia contro un aggressione “le pensioni non possono essere aggredite ed erose progressivamente perché sono un vero e proprio ammortizzatore sociale per tutti i nuclei familiari, spesso mono reddito, al cui interno è sempre più presente la componente dei giovani che non riescono a entrare nel mercato del lavoro”. Per Fini “è necessario conciliare obiettivi di solidarietà con l’equilibrio dei conti pubblici” e per questo “le prestazioni dei servizi sociali vanno adattate alle nuove situazioni demografiche”. E quindi “garantire la previdenza significa che non venga frustrato dal legislatore quanto è stato faticosamente costruito nel tempo. Altrimenti sarebbe priva di contenuto la tutela nei confronti di chi ormai ha speso le sue migliori energie lavorative e, per natura o legge, non è più in grado di ricostruire una sua posizione assicurativa”. Poi la terza carica dello Stato ha lanciato la proposta di un patto generazionale: “Destinare più risorse pubbliche per le politiche del lavoro sarà più agevole se le forze sociali condivideranno un nuovo patto generazionale, in cui si accetti di lavorare più a lungo, in cambio di un welfare più in sintonia con le odierne esigenze della società”.
Quindi la relazione vera e propria in cui il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua ha spiegato che “i conti dell’Istituto sono in ordine per le pensioni e non c’è nessuna necessità di riforma”. Per Mastrapasqua “Il bilancio 2008 presenta un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro”. E sull’opportunità di una nuova riforma delle pensioni ha aggiunto: “La risposta spetta al Parlamento, al governo e alle parti sociali. Io mi permetto solo di rammentare che un troppo frequente intervento su questa materia rischia di incrinare il necessario rapporto di fiducia tra generazioni: il sistema delle pensioni ha bisogno di tempi certi, fare riforme ogni due anni rischia di compromettere la capacità di guardare al futuro con la necessaria fiducia e certezza”.
Guardando agli obiettivi futuri il presidente Inps ha parlato di lotta all’evasione e al lavoro nero. “Il piano di vigilanza ha un solo obiettivo, ovvero combattere la piaga del lavoro nero e contrastare le collaborazioni fittizie che mascherano rapporti di lavoro dipendente” per “accertare un’evasione di almeno 1,5 miliardi di contributi, con un’emersione di almeno 100mila lavoratori attualmente in nero”. Ma controlli a tappeto anche sugli invalidi civili: l’Inps punta a “200mila verifiche entro l’anno” destinate a “far recuperare almeno 100 milioni di euro e si tratta di una stima assai prudenziale, dal momento che le oltre 2,5 milioni di prestazioni erogate agli invalidi civili producono una spesa di circa 13 miliardi l’anno”.
Poi un accenno e un bilancio agli ammortizzatori sociali erogati nel 2008: “Nel 2008 l’Inps ha staccato assegni di disoccupazione a 1,4 milioni di persone mentre sono stati 700.000 i trattamenti di cassa integrazione”. Il lavoro dell’Inps è stato molto apprezzato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che ha parlato di “Inps dei primati” guidata da Mastrapasqua: “Questa Inps, a differenza della vulgata di una volta, deve essere da esempio e di modello per tutto il Paese”.
Nel corso del convegno che si è svolto a Montecitorio è stata ricordata la figura di Marco Biagi, il giuslavorista barbaramente ucciso proprio il 19 marzo di sette anni fa. E se Fini e Letta ne hanno ricordato la figura di “grande studioso e di uomo delle riforme”, Sacconi ha rivelato che domani la sede del suo ministero verrà intitolata proprio alla sua memoria. E inoltre “gli dedicheremo il nuovo libro bianco rivolto ai valori di un nuovo stato sociale”.
- Mercoledì 18 Marzo 2009
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Commenti
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Il 20 Marzo 2009 alle 10:45 Pueblounido » Blog Archive » 11 MILIARDI IN ATTIVO L’INPS… UNA NOTIZIA DA PRIMA PAGINA… INVECE NIENTE… VERGOGNA!!! ORA, ADESSO, BISOGNA UTILIZZARE I FONDI PER RENDERE UNIVERSALI GLI ARMORTIZZATORI ha scritto:
[...] Se fosse stato l’inps in pareggio di sicuro lo mettevano in prima pagina e sparando contro le pensioni che rubano ai giovani…!!! ora che ci sono ben 11miliardi di attivo non dicono niente ma di sicuro spareranno contro le donne per ancora FARE CASSA per mandarle a 65 anni in pensione. VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!!VERGOGNA!!! per questa stampa che è allineata senza dare risalto ad vere positivà per il socialee il bene comune. [...]
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